Economia
RISCHIO DEFAULT
Le tappe della crisi dell'Eurozona
Nel 2009 la Grecia ha acceso la miccia della recessione.
La riunione dell'Eurogruppo, convocata da Jean-Claude Juncker per il 9 febbraio, è solo l'ultima tappa di una crisi dell'Eurozona partita molto tempo fa. La prima miccia che ha fatto scoppiare l'incendio della recessione del Vecchio continente è stata la Grecia, oggi alle prese con trattative serrate per scongiurare il rischio default.
Dopo due anni si cerca ancora una soluzione: queste sono state le tappe principali della crisi dei debiti sovrani dell'Ue.
DICEMBRE 2009. Proprio da Atene, infatti, è partito il primo allarme dell'Unione europea dopo aver verificato che i risultati dei conti pubblici greci erano stati truccati.
MAGGIO 2010. A ciò è seguito il primo piano di salvataggio di Atene da parte di Ue e Fmi: alla Grecia sono stati destinati aiuti per 110 miliardi a fronte di un piano triennale di lacrime e sangue. Sulla base dell'esperienza ellenica, l'Ue ha poi deciso di varare un fondo di salvataggio temporaneo (l'Efsf) dotato di 450 miliardi di euro.
NOVEMBRE 2010. L'effetto domino ha poi fatto cadere un'altra pedina: l'Irlanda. A questo punto l'Ue e l'Fmi hanno deciso si intervenire nuovamente, aprendo un paracadute da 85 miliardi di euro.
MAGGIO 2011. Non è bastato, però, a fermare il crollo dell'Eurozona perché successivamente anche il Portogallo si è dovuto arrendere ai mercati, sui quali piazzare i titoli del debito pubblico è diventato impossibile. Ue e Fmi hanno messo sul tavolo altri 78 miliardi.
OTTOBRE 2011. La Grecia però non è riuscita a far quadrare i conti e rispettare gli impegni presi. L'Ue ha così trovato un'intesa su un secondo piano d'aiuti da 130 miliardi. Ma lo condizione è che deve essere trovato un accordo tra Atene e i creditori privati (banche, assicurazioni, fondi) per ridurre di 100 miliardi il valore dei titoli greci da loro posseduti.
NOVEMBRE 2011. Anche l'Italia è entrata nel mirino della speculazione. Lo spread Btp-Bund è schizzato alle stelle e Silvio Berlusconi si è dimesso.
DICEMBRE 2011. I 26 Paesi Ue, tutti tranne la Gran Bretagna, si sono trovati d'accordo per un giro di vite nelle regole sui conti pubblici, approvando il patto di bilancio al vertice di Bruxelles.
GENNAIO 2012. A tale patto, alla fine, hanno aderito 25 Paesi (anche Praga si è chiamata fuori). Intanto è diventato sempre più chiaro che i 130 miliardi destinati al secondo salvataggio della Grecia sono insufficienti.
Mercoledì, 08 Febbraio 2012

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