Economia
IL CASO
Fuga dalle auto di lusso
Per le verifiche anti evasione ed è boom di resa delle supercar.
Sono già ben visibili gli effetti delle verifiche anti evasione fiscale. A Milano, una delle città più ricche in Italia, si è registrato il boom di restituzioni di auto di lusso. Il tutto perchè queste vetture sarebbero specchietti per le allodole nei confronti della Guardia di finanza.
C'è ancora chi si ostina a mantenere i cari vecchi vizi, ma è crescente il numero di business-man che rinuncia al proprio gioiello.
C'è infatti chi racconta di tenere il 7.40 sempre a portata di mano per i vigili così da dimostrare che «questa benedetta Lamborghini posso permettermela davvero»; c'è anche chi invece, terrorizzato dai «controlli incrociati» del Fisco, ha preso una scelta drastica: «Vendo la fuoriserie e ne acquisto una meno appariscente».
CLIENTI RESTITUISCONO AUTO DI LUSSO. Si giustificano della situazione creata i vecchi acquirenti che si sentono sotto accusa: «Non vuol dire che evado». Così questa pratica si sta allargando a macchia d'olio e non è, come si potrebbe pensare a una prima impressione, legata a una questione di recessione economica ma, a detta di diversi responsabili delle concessionarie dei marchi più prestigiosi di quattroruote, a pesare è la preoccupazione per la stretta da parte del Fisco sui furbetti del quartierino e per l'impossibilità di intestare la vettura alla srl di famiglia.
Come testimonia il piccolo imprenditore Daniele M., 53 anni, brianzolo che ha appena comprato una Jaguar Xf: «Siamo bollati come ladri. Non tutti i proprietari di auto di lusso dichiarano redditi ridicoli. Piuttosto sopportiamo ben volentieri costi tracciati e facilmente dimostrabili per avere un bene magari sognato per una vita».
CROLLA IL MERCATO DELL'AUTO. Tra le case automibilistiche più in crisi si segnalano i grandi Suv e le versioni sport anche a causa del superbollo, mentre Lotus e Porsche, Bmw, Audi e Mercedes hanno visto una «tenuta» delle basse cilindrate.
Inoltre le quotazioni dell'usato sono precipitate. Un venditore testimonia: «Un'auto di un anno vale il 50% del prezzo, prima questa svalutazione avveniva in un triennio». È sempre più frequente, dunque, rivendere la propria vettura all'estero: in Francia, Germania ma anche in Svezia. Ma anche qui le quotazioni non superano di molto i valori italiani perchè, a detta del commerciante «approfittano della situazione». Anche il mercato del leasing è ai minimi, mentre risulta in controtendenza, grazie ai collezionisti, solamente il marchio Ferrari. Per chi, quindi può permetterselo e ha sempre sognato la Rossa è il momento giusto per coronare il sogno.
I CONCESSIONARI LANCIANO L'ALLARME. I venditori d'auto sono preoccupati dal fenomeno. Il nuovo mantra è diventato: «Gli affari sono fermi, non ci sono soldi». In media la concessionaria «gestisce» 300 supercar, la percentuale dei «ripensamenti» riguarda quindi l'8/10% dei proprietari.
Il dato delle restituzioni è alto ma è in down anche quello delle vendite: non vale a niente lo sconto fino al 30% delle auto di lusso, perchè i clienti non comprano. In un esercizio alle porte di Milano, che vanta tra i suoi marchi anche la Lamborghini, un venditore conferma: «Da dicembre una trentina di proprietari si sono presentati da noi chiedendo il ritiro dell'usato». La motivazione? «In molti casi proprio il timore di subire controlli approfonditi dal Fisco».
Giovedì, 09 Febbraio 2012

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