Roma, sprechi olimpici

Nonostante il no alla candidatura, bruciato 1 milione di euro.

di Ulisse Spinnato Vega

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16 Febbraio 2012

Il premier Monti ha bloccato la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020.

Il premier Monti ha bloccato la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020.

Olimpiadi di Roma 2020, no grazie. Lo ha deciso, tra le polemiche, il premier Mario Monti. L'organizzazione avrebbe comportato un esborso troppo oneroso - si è calcolato un totale lordo di 8,7 miliardi di euro - per la debole economia nazionale.
Pericolo scampato? Non proprio. Visto che mettere in moto la macchina organizzativa e promozionale della candidatura ha avuto un costo. E la cifra, secondo alcune stime, potrebbe arrivare a oltre 1 milione di euro.
LA COMMISSIONE SPECIALE. A dicembre 2010 la Regione Lazio aveva costituito una Commissione speciale Giochi olimpici 2020 e grandi eventi composta da otto membri, con tanto di presidente, vicepresidenti, segreterie, auto blu e lauti emolumenti.
IN UN ANNO DUE RIUNIONI. L’organismo si è insediato nel febbraio 2011. E finora, hanno denunciato i consiglieri regionali radicali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, «hanno solo fatto tre riunioni: una per eleggere gli organi e distribuire prebende, una per dare l’avvio ai lavori e un’altra per anticipare un’inutile mozione».
GIÀ SPESI OLTRE 200 MILA EURO. «Il timore», ha spiegato Berardo a Lettera43.it, è che le indagini e gli studi sui (defunti) Giochi possano costare 1 milione di euro da qui a fine Consiliatura». Facendo una media, 200 mila euro l’anno per cinque anni, con oltre 200 mila euro già andati in fumo nei primi 12 mesi di fervida (si fa per dire) attività.

Al comitato promotore una dotazione di 1 milione di euro

Mario Abbruzzese.

Mario Abbruzzese.

Il normale buon senso lascerebbe pensare che, sfumato il sogno olimpico, si mandi in soffitta anche la Commissione creata ad hoc. E in effetti il 15 febbraio sono subito arrivate le dimissioni del vicepresidente Francesco Carducci, capogruppo regionale dell'Udc, seguite da quelle (in polemica con Monti) del discusso presidente pidiellino Romolo Del Balzo, 55 anni, medico originario della cittadina pontina di Minturno e in passato finito nel mirino della Direzione distrettuale antimafia di Roma perché considerato il prosecutore delle attività economiche del boss casalese Alberto Beneduce, assassinato a Baia Domitia nel 1990.
L'IPOTESI: MANTENERE I GRANDI EVENTI. Invece è arrivata la sublime perla del presidente del Consiglio regionale del Lazio, il pidiellino Mario Abbruzzese. «La commissione Giochi olimpici è stata costituita con legge regionale», ha precisato Abbruzzese, «e per sopprimerla serve un'altra legge regionale che modifichi la precedente. Però dato che la commissione si occupa di giochi olimpici e i grandi eventi, il Consiglio potrebbe eliminare le Olimpiadi e lasciare i grandi eventi che in questa regione e a Roma hanno una valenza importante».
Giusto per permettere ai maratoneti della poltrona di continuare a gareggiare.
L'INSEDIAMENTO A LUGLIO 2011. L’organismo di Del Balzo è nato addirittura prima del Comitato promotore di Roma 2020 costituitosi a luglio 2011 e composto da un presidente, Mario Pescante, un direttore generale, Ernesto Albanese (tra le altre cose amministratore delegato di Atahotels), vari membri d’onore, un Consiglio di amministrazione, una Consulta dei promotori e una mai nata Assemblea cittadina.
LA ROSA DEI MEMBRI D'ONORE. Che fine farà adesso? La dotazione del Comitato per il primo anno era di 1 milione di euro (500 mila del Coni e 500 mila del Campidoglio). È rimasto qualcosa in cassa dopo sette mesi scarsi di lavoro?
Tra i membri d’onore figurano tra l'altro nomi illustri come Luca Montezemolo, Emma Marcegaglia, John Elkann, Luigi Abete, Diego Della Valle e Azzurra Caltagirone. Il board, che a regime doveva essere composto da 23-25 consiglieri, è rimasto a quota 17, nell’attesa ormai vana che altri finanziatori occupassero le sedie vuote.

Giallo sul costo degli studi

Ernesto Albanese, direttore generale del Comitato promotore di Roma 2020.

Ernesto Albanese, direttore generale del Comitato promotore di Roma 2020.

Il lavoro del Comitato promotore era finalizzato alla spedizione del questionario al Cio per la candidatura ufficiale di Roma. Ma uno dei passaggi più importanti fu la presentazione dello studio sull'impatto finanziario dell’Olimpiade romana, studio redatto della già citata Commissione di compatibilità economica presieduta da Fortis. Il costo dell'indagine? Non è ancora dato saperlo.
NEL TEAM DI ESPERTI NAPOLITANO JR. Al servizio di Fortis e del coordinatore Franco Carraro c’erano comunque cinque esperti di prestigio, tra cui Giulio Napolitano, il figlio del Presidente della Repubblica.
«Ci siamo riuniti solo due volte, il 12 settembre e l'8 novembre», ha raccontato a Lettera43.it un consigliere che ha chiesto di restare anonimo. «Era previsto un altro incontro il 2 febbraio, ma è saltato. Comunque non abbiamo mai discusso dello studio di Fortis che era stato commissionato prima del nostro insediamento».
CARICHE A TITOLO GRATUITO. Va detto che tutte le cariche del Comitato dovrebbero essere a titolo onorifico e gratuito. L’unica struttura realmente operativa, e remunerata, pare sia quella di viale delle Olimpiadi, laddove lavora il direttore generale Albanese con il supporto del Coni. Lettera43.it ha provato a raggiungerlo senza successo, ma è probabile che un nuovo consiglio di amministrazione sarà convocato a breve per stendere un consuntivo. Solo allora si avranno i numeri certi della spesa. E sicuramente si tratterà di cifre a cinque zeri.
SENSI, ASSESSORE OLIMPICO. Una postilla la merita anche Rosella Sensi, nominata a luglio da Gianni Alemanno assessore ai Progetti strategici e grandi eventi per rimediare al pasticcio delle quote rosa in giunta.
In queste ore si è vociferato di sue possibili dimissioni, visto che la delega principale riguardava proprio Roma 2020. «Ora mi dedicherò alla comunicazione e alla promozione dell'immagine di Roma», si è limitata a commentare, lasciando però intuire che aveva lavorato soprattutto al progetto olimpico. Morale? Circa 3 mila euro di stipendio mensile. Anche quelli buttati al vento.

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