Economia
IL DRAMMA
Torino, morire di crisi: disoccupato si dà fuoco
L'uomo 59enne era depresso perché aveva perso il lavoro.
Si è dato fuoco perché aveva perso il lavoro. È del muratore Gaetano Menale il corpo carbonizzato che è stato trovato giovedì mattina a Torino in un cespuglio del parco della Colletta.
L'uomo aveva 59 anni e, secondo quanto hanno raccontato i famigliari agli investigatori, era caduto in uno stato di profonda depressione dopo avere perso l'impiego in un'azienda edile di Torino.
ACCANTO AL CORPO DEL LIQUIDO INFIAMMABILE. Menale è stato trovato da alcuni passanti mentre ardeva tra le fiamme, in un cespuglio, completamente carbonizzato: si è dato fuoco proprio a causa della condizione da disoccupato che lo attanagliava, secondo quanto hanno accertato gli investigatori della squadra mobile della questura e del commissariato Dora Vanchiglia.
Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire gli ultimi attimi di vita dell'uomo, accanto al cui corpo sono stati trovati la sua bicicletta e due recipienti di liquido infiammabile. È subito stata esclusa la presenza di altre persone sulla scena del ritrovamento, nonostante un suicidio di questo tipo sia particolarmente cruento.
La conferma dello stato di depressione di Menale è arrivata dai figli e dalla moglie dopo il riconsocimento del corpo, avvenuto grazie a degli effetti personali.
UN'ALTRA VITTIMA DELLA RECESSIONE. Se la Spagna ha definito altre 4000 persone come sono a forte rischio di togliersi la vita per lo stesso motivo, la famiglia torinese non ha potuto fare altro che constatare sulla propria pelle i tragici effetti che la recessione economica ha avuto sui lavoratori, così come è avvenuto a Taranto, dove un imprenditore si è impiccato per problemi economici e anche a Perugia dove un uomo è stato trovato bruciato nella propria auto, sembra per cause che hanno a che fare con la crisi.
LO STESSO GIORNO UN SUICIDIO A TARANTO. Il suicidio di Taranto è avvenuto nello stesso giorno di quello di Menale, giovedì 8 marzo. L'imprenditore si è appeso con una corda a un albero, lasciando nella propria macchina un vero e proprio memoriale con le motivazioni dell'estremo gesto. L'uomo, 60 anni, ha scritto che lo faceva perché la banca gli aveva negato un fido di 1.300 euro per coprire una fornitura e ha raccontato anche altri episodi legati al suo rapporto con l'istituto di credito. Si era già rivolto a un legale e aveva avviato un contenzioso con la banca perché si era visto addebitare somme rilevanti, che lui contestava, come commissioni per l'utilizzo del Pos, il terminale fornito per accettare il pagamento con carte di credito. Giuseppe Lecce, l'avvocato nominato dalla famiglia, ha chiesto il sequestro della documentazione bancaria e delle registrazioni delle videocamere di sorveglianza della banca presso il quale il commerciante si era recato prima di togliersi la vita
Sabato, 10 Marzo 2012
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gio.ca 12/mar/2012 | 10:31
ECCO I DANNI.....
non è il primo, e non sarà l'ultimo, dei danni che questo "professore" ha messo in campo, e dove si ostina a seguire questa strada. QUELLA DI REPRIMERE QUESTO PAESE. Non si rende conto che queste strategie portano alla morte di tutto. Di questo mancanza di lavoro, di produttività, di ripresa di consumo e quant'altro. Anche vicino a fatti evidenti, quali l'allarme che l?ISTAT sta incominciando a dare di quel fermo di produttività. Questi signori, incapaci, incoscienti a queste letture vanno avanti spediti. Bossi, una sola cosa ha detto esatto: "MANDARE A CASA QUESTO PROFESSORE" per il resto le responsabilità se le deve accollare anch'esso. Per logica di cose il "Cavaliere smascherato" adesso fa il traditore. Si è sempre guardato "i cazzi suoi", ha pagato tutto e tutti, perchè i soldi provenivano da quel "SISTEMA". E dove tutt'ora l'altra figura smascherata "Il professore" non è da meno, dove per tutelare questa "casta" dove sta esercitando "il continuo", e questo fa presupronere che le vittime cresceranno ancora.
antonio cinese 11/mar/2012 | 23:59
omicidio di stato
Quando in un paese come il nostro, dove il lavoro è il basamento principale su cui si fonda la Repubblica Italiana,avviene con frequenza angosciante che persone, uomini o donne, non sopportano il " disonore " di non poter far fronte ai propri impegni nei confronti della famiglia, dei dipendenti , dei creditori, perchè si viene " strozzati " dal sistema paese che non funziona, o si viene buttati fuori dal mondo del lavoro, per causa di fredde logiche di mercato, si arriva al gesto estremo! Un gesto che viene riportato in maniera quasi sommessa, a marcare la vergogna e l'imbarazzo nel sentirsi nostro malgrado, complici di un omicidio! Complici per non aver saputo reagire alla rassegnazione di chi viene lasciato solo nella sua angoscia! Complici nel subire le angherie di stato della quale , ogni giorno siamo vittime e carnefici a causa dell'indifferenza! Complici di quelle banche che strozzano l'economia reale, ma che riservano plivilegi vergognosi alla " casta" , che come una sanguisuga , continua senza sosta a dissanguarci! Un sistema marcio fino all'inverosimile Un rapito in africa, viene ucciso! Dignitoso lutto cittadino! Un italiano viene bruciato vivo dallo stato italiano in un parco alla periferia di Torino! Dovrebbe e avrebbe dovuto essere " lutto nazionale"!
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