Coldiretti: «Il maltempo flagella il made in Italy»

Allarme Coldiretti: -35% di olio. Minimo storico per la produzione di castagne.

08 Novembre 2014

Un vigneto.

Un vigneto.

Il maltempo ha flagellato il made in Italy procurando danni per 2,5 miliardi di euro.
Crolla la produzione degli alimenti della dieta mediterranea: -35% di olio di oliva, -15% di vino fino e -4% di grano duro destinato alla pasta. Giù anche il raccolto di ortofrutta.
È quanto emerso da un'analisi della Coldiretti presentata l'8 novembre.
«Se la vendemmia rischia di classificarsi come la più scarsa dal 1950, con una produzione di vino che potrebbe scendere fino a 41 milioni di ettolitri, la produzione italiana di olio di oliva è crollata attorno alle 300 mila tonnellate».
VINO, DOMINA LA FRANCIA. L'andamento dei raccolti in Italia influenza naturalmente anche i risultati produttivi a livello internazionale dove «la produzione mondiale di vino si dovrebbe attestare nel 2014 a 271 milioni di ettolitri con un calo del 6% e il sorpasso della Francia che con 44 milioni di ettolitri è tornata a diventare il primo produttore mondiale davanti all'Italia».

Sulla produzione dell'olio pesa il dimezzamento dei raccolti in Spagna

Olio extra vergine di oliva.

Olio extra vergine di oliva.

Ancora più grave la situazione per l'olio di oliva con il Consiglio Oleicolo Internazionale (Coi) che ha stimato un calo della produzione mondiale «addirittura del 19% per circa 2,56 milioni di tonnellate, per effetto anche del dimezzamento dei raccolti in Spagna che con un quantitativo di meno di un milione di tonnellate mantiene il primato mondiale davanti l'Italia che è però insidiata dalla Grecia».
LA MANO DELL'EUROPA SULLA PASTA. Secondo Coldiretti è allarme anche per la produzione italiana di pasta a causa dell'eccessiva dipendenza dell'industria nazionale per l'acquisto di grano duro dall'estero da dove arriva circa il 40% del fabbisogno perché non si è avuta la lungimiranza d'investire sull'agricoltura nazionale.
Se in Italia i raccolti di frumento duro hanno subito una leggera flessione (-4%), un calo consistente del 10% si è verificato nell'Unione Europea e un vero e proprio crollo del 27% si è registrato in Canada che è il principale fornitore dell'Italia. Complessivamente secondo le stime dell'International Grains Council, la produzione mondiale dovrebbe attestarsi sui 34 milioni di tonnellate (-15%). 
MALE ANCHE IL POMODORO DA CONSERVA. Anche per il raccolto nazionale di pomodoro da conserva per preparare polpe, passate e pelati da condimento si è registrato un calo delle rese per ettaro e la produzione è rimasta in linea con la media stagionale degli ultimi cinque anni solo perché si è registrato un aumento delle superfici coltivate. Cattive notizie anche sul fronte dell'ortofrutta. Se per alcune varietà le raccolte rimangono ancora da completare o non sono ancora partite (mele, pere, uva da tavola, kiwi, agrumi), si stima «un calo della produzione complessiva rispetto al 2013».
MINIMO STORICO PER LE CASTAGNE. «E per le castagne siamo addirittura al minimo storico con una produzione nazionale ben al di sotto dei 18 milioni di chili registrati lo scorso anno e pari a appena 1/3 di quella di 10 anni fa». 
Gli effetti del crollo produttivo si fanno sentire tavola dove gli italiani sono i principali consumatori di pasta a livello mondiale con una media per persona di 26 chili all'anno, una quantità che è tre volte superiore a quella di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiore a quella di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiore a quella di un giapponese. Ma gli italiani hanno fatto registrare acquisti da primato anche per il vino (38 litri a persona all'anno) per l'olio di oliva (12 chili a persona all'anno) e per i pomodori trasformati con circa 35 chili per persona all'anno. 

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