Commissione europea, lettera all'Italia: a rischio 40 miliardi di fondi

L'Ue: al governo manca strategia.

13 Agosto 2014

La sede della Commissione Ue.

(© Gettyimages) La sede della Commissione Ue.

Forse non arriverà nessuna letterina della Troika, come nel 2011.
Ma una dura missiva è stata recapitata comunque, da parte dell'Europa, all'inefficiente Italia.
E in ballo ci sono oltre 40 miliardi di fondi in sette anni.
RIMANDATI A SETTEMBRE. Si tratta dell'ultima tirata di orecchie arrivata dalla Commissione europea. Secondo cui il nostro Paese manca di strategia su ricerca, innovazione, agenda digitale, competitività, sviluppo tecnologico e cultura. Nient'altro?
Come rivelato da la Repubblica, il governo Renzi è stato rimandato a settembre. E per ottenere i finanziamenti del settennato 2014-2020 dovrà convincere l'Ue.
REPARTO PA INEFFICIENTE. Senza l'ok di Bruxelles rimane tutto congelato.
All'Italia vengono rimproverati i soliti atavici problemi, tra cui spicca una pubblica amministrazione inefficiente.
Di più, «il ruolo delle diverse istituzioni deve essere chiarito, definendo chi fa cosa, quando e come», si legge nel documento.
L'altra grave mancanza è alla voce 'Strategie di specializzazione intelligente'.
In pratica, il piano per far ripartire il Paese (anche con i soldi europei). Bene, il governo Renzi non ha «per il momento» ancora adottato queste strategie, «a livello nazionale e regionale».
Un buco nero che riguarda agenda digitale, innovazione e aziende.
BOCCIATI SU CULTURA E SCUOLA. Sulla cultura «manca un progetto strategico e cenni alle lezioni apprese (e cioè Pompei che cade a pezzi, ndr) dal periodo di programmazione 2007-2013».
Infine, l'istruzione: «Le percentuali di risorse destinate all'abbandono scolastico per le regioni meno sviluppare (12%) e di partecipazione all'istruzione superiore (2%) sembrano basse rispetto alla portata dei problemi in queste aree».
Una pagella pessima che rischia di compromettere soprattutto il futuro delle regioni meridionali, destinatarie del 71,1% delle risorse messe a disposizione dall'Europa. A Renzi il compito di migliorare lo scadente appeal del Paese.
PRECISAZIONE DI BRUXELLES. Successivamente la Commissione Ue ha fatto sapere che «i negoziati con Roma sull'accordo di partenariato per il 2014-2020 sono alla fine. Per questo non c'è rischio che l'Italia possa perdere i 41 miliardi di fondi Ue della programmazione».

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