Corte dei Conti: la spending review un parziale insuccesso

Il presidente Raffaele Squitieri all'inaugurazione dell'anno giudiziario boccia (in parte) la revisione della spesa del governo Renzi. E lancia il monito: l'illegalità trova terreno fertile nella moltiplicazione delle leggi.

18 Febbraio 2016

Yoram Gutgeld.

(© Imagoeconomica) Yoram Gutgeld.

I tagli alla spesa statale sono poco efficaci e ricadono sulle spalle dei cittadini. È poco lusinghiero il giudizio del presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri all'inaugurazione dell'anno giudiziario, che ha definito la spending review un «parziale insuccesso». Presenti all'evento il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i ministri Pier Carlo Padoan, Stefania Giannini e Graziano Delirio, il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini e il capo della Polizia Alessandro Pansa. 
SOLO SULLO SFONDO LA QUALITÀ. Per Squitieri il contenimento della spesa non deriva solo da efficienza e razionalizzazione ma «da operazioni assai meno mirate di contrazione, se non di soppressione, di prestazioni rese alla collettività» e ha posto «solo sullo sfondo il tema essenziale dell'interrelazione con la qualità dei servizi». 
LEGGI COMPLESSE FAVORISCONO L'ILLEGALITÀ. Dal presidente della Corte dei Conti arriva anche un monito sulle leggi: l'illegalità trova terreno fertile nella complessità e nella moltiplicazione delle leggi «piuttosto che presidi od ostacoli al loro diffondersi». Squitieri ha ricordato anche che «l'efficiente funzionamento della macchina della giustizia, quale strumento principe di contrasto all'illegalità, costituisce un elemento decisivo per contribuire allo sviluppo e alla crescita del Paese».
POCHI MARGINI DI MANOVRA PER IL FUTURO. Nel futuro le possibilità di intervenire sui costi sembrano limitate: «In un quadro prospettico di finanza pubblica che impone ancora di trovare spazi per correzioni non marginali della spesa, anche allo scopo di consentire di affrontare la questione complessa del carico fiscale, i margini di risparmio dal lato delle spese potrebbero rivelarsi limitati». Tuttavia Squitieri mette in evidenza che, dall'avvio della crisi, sul fronte del taglio della spesa si sono ottenuti «risultati importanti a livello di dati aggregati».
RALLENTA IL CALO DEL DEFICIT. Per quanto attiene ai conti pubblici «i margini di flessibilità acquisiti in sede europea sono interamente utilizzati nella manovra di finanza pubblica per il 2016» e «in tal modo si mantiene il profilo discendente del deficit nei conti pubblici che, tuttavia, assume una cadenza più rallentata». 
FUORI DALLA RECESSIONE, MA C'È INCERTEZZA. L'Italia è uscita dalla recessione ma «le vicende più recenti confermano il permanere di un quadro ad alto contenuto di incertezza» che «si è accentuata in queste ultime settimane per il timore del ripetersi di scenari, che sembravano superati, di forti tensioni sui mercati», ha spiegato Squitieri, con evidente riferimento agli scossoni in Borsa. L'alto magistrato ha sottolineato che «in una fase così delicata per il nostro Paese è fondamentale fornire impulso alla crescita economica e all'occupazione, pur nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica».
RILANCIARE LE OPERE PUBBLICHE. La soluzione per la crescita? Rilanciare gli investimenti pubblici: «Recuperare adeguati livelli di intervento pubblico nel campo delle opere», ha spiegato il presidente della Corte, «non rappresenta solo una condizione chiave per il rispetto della clausola europea sugli investimenti richiesta dal governo, ma costituisce anche, e soprattutto, la condizione per ottenere adeguati livelli di crescita, riassorbendo un ritardo nelle dotazioni infrastrutturali che rischia di incidere sul potenziale competitivo del Paese».

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