Economia
IL MONITO
Monti boccia l'Ue
La crisi italiana? «Serve tempo». L'Imu? «Chi non paga evade».
di Gabriele Perrone
Il Prof è più severo che mai. Dopo aver sottolineato i «gravi errori del passato» commessi dai partiti italiani per aver trascinato il Paese in recessione, Mario Monti ha bacchettato anche l'Europa.
Il Vecchio continente «non sta facendo bene» sul fronte della crescita, ha affermato il premier nel corso di un dibattito a Roma.
Pur dedicando molte energie alla costruzione delle istituzioni, per Monti l'Ue non ha ancora un mercato unico come quello americano e ha solo «l'obiettivo di costruire se stessa, il che può comportare purtroppo una rinuncia nel breve periodo alla crescita».
«VINCOLI DELLE RIFORME SULLA CRESCITA». Il presidente del Consiglio ha così premuto nuovamente l'acceleratore, come fatto in occasione dell'incontro a Bruxelles con José Manuel Barroso, sulla necessaria spinta verso lo sviluppo che ancora manca all'Europa. «Molti vincoli vengono destinati alle riforme. Ecco perché l'Europa non si lancia a briglie sciolte nella prateria della crescita».
«GRAZIE ALLA GERMANIA». Ma ha aggiunto: «Dobbiamo incalzare la Germania, ma anche ringraziarla perché senza i vincoli attuali al bilancio l'Italia di oggi sarebbe un Paese vagante nel vuoto». Il Paese, però, rischia ancora di finire in un vortice negativo: «È sempre possibile che ciò accada», ha ricordato Monti.
REGOLE TROPPO RIGIDE. In Europa, ha proseguito, «ci sono più rigidità cristallizzate» rispetto agli Stati Uniti. Le regole europee si concentrano troppo sul rigore per Monti, che ha definito «assurdo» il fatto che i Paesi europei «siano puniti per sforamenti di bilancio anche lievi, ma servono anni per ottenere una condanna se violano le norme sul mercato unico».
«EUROPA SCLEROTICA». Il Prof ha poi difeso la riforma del lavoro, criticata poco prima dal premio Nobel per l'economia Joseph Stiglitz. «Sono abbastanza d'accordo con l'analisi di Stiglitz, ma su alcuni aspetti no, per via di alcune differenze strutturali tra Europa e Stati Uniti. L'Europa è più sclerotica, ha più bisogno di riforme strutturali».
STIGLITZ: «L'AUSTERITÀ NON FUNZIONA». Dal canto suo, Stiglitz ha detto che per uscire dalla crisi «l'austerità da sola non funzionerà» e «non porterà né crescita, né fiducia», perché «si autoalimenta e fa scendere l'economia».
«All'Italia serve più tempo per tornare a crescere»
Sul piano interno, Monti ha evidenziato che, «per quanto brillanti possano essere i governi», è ancora lontano il momento di fare un salto in avanti per far ripartire l'Italia afflitta dal nuovo record nella disoccupazione giovanile, arrivata al 36%. «Non basterà poco tempo per la crescita in Italia», ha spiegato. «L'insufficiente crescita è stata negata fino a poco tempo fa e oggi vediamo questo mostro a nostre spese».
«ALIBI CORPORATIVI NEL PAESE». Il Professore non ha evitato di sottolineare le «peculiarità culturali dell'Italia» che hanno provocato «la nostra scarsa crescita».
Il Paese «rimane grandemente corporativo, c'è un rigetto di riforme che si sono lungamente invocate e che vengono rifiutate perché si pensa che sia meglio avere degli alibi».
SOLUZIONE PER I DEBITI DELLA P.A. Monti ha spiegato che il governo sta lavorando a una «soluzione europea» per risolvere il problema dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese. «Bisognerebbe trovare una soluzione concordata sul piano europeo che permetta, prima dell'entrata in vigore del fiscal compact, di fare un'operazione di trasparenza dei debiti verso le imprese: emersione, pagamento, correzione delle statistiche. Da quel momento rien ne va plus».
«CRITICHE SUPERFICIALI A BONDI». Il presidente del Consiglio ha poi bollato come «superficiali» le critiche alla nomina di Enrico Bondi come Commissario alla spending review: «Ha competenze che non necessariamente un ministro tecnico ha e tempo per dedicarsi a un lavoro difficile».
«È inaccettabile non pagare l'Imu»
Monti è poi tornato sul tema dell'Imu, definendo «inaccettabile» l'ipotesi che non si paghi, perché si tratterebbe di «evasione fiscale». L'Italia, secondo il premier, è «un Paese che non ama particolarmente le tasse. Chi evade o incita all'evasione merita un trattamento molto rigoroso da parte della società civile».
«NESSUNA ACCUSA DIRETTA AD ALFANO». Ma il Prof ha smentito di aver messo nel mirino il segretario del Pdl, Angelino Alfano, «quando ho condannato le incitazioni alla disobbedienza fiscale. Alfano, Bersani e Casini sono stati leali sostenitori dell'azione del governo».
Alfano ha anche proposto di detrarre dalle tasse i crediti maturati dalle imprese nei riguardi dello Stato. Su questo punto, Monti ha risposto seccamente: «Una compensazione impossibile».
E ha aggiunto: «Mi è stato chiesto nel novembre scorso» di fare il premier, «ma ci sono persone che pensano che io volevo farlo».
«DELUSO DA FORZA ITALIA». Infine Monti ha svelato di aver simpatizzato, almeno inizialmente, per Forza Italia: «Nel '94 nacque un nuovo movimento politico, visto come portatore di molte istanze e fremiti, anche da parte mia. Ma non fu portatore di un'ordinata cultura da schiacciasassi verso la programmazione delle liberalizzazioni e la rimozione dei vincoli corporativi».
Anzi, in Italia si è assistito «al paradosso che ha fatto più liberalizzazioni la sinistra della destra».
Mercoledì, 02 Maggio 2012
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20/05/2013 Lo ha fatto in Municipio. L'uomo è separato e padre di una bimba.
(3)
udoss 03/mag/2012 | 09:07
PERCHE' ???????????
per pagare i debiti della p.a. vuole una soluzione europea mentre per l'imu, le accise sulla benzina ecc. ecc. non serve l'Europa... ormai è andato purè lui... tra qualche giorno dirà anche lui che è colpa della nipote di Mubarack se sale lo spread.
minerva 02/mag/2012 | 23:33
dispiace il travisamento dei fatti
penso abbia applaudito Dini e poi la prima riduzione dell'ici la promise prodi
bimbonet 02/mag/2012 | 22:22
Alibi su alibi.
A me sembra che Mario Monti sia in piena confusione mentale; ha perso la visione del futuro, cerca scappatoie, quali gli errori del passato e il Paese ingessato da alibi corporativi ed in più il bisogno di aiuto da parte di un tecnico, Enrico Bondi, dotato di competenze che un ministro, seppur tecnico, non ha. Alibi su alibi. Si direbbe che non sa fare il compito ed allora copia. Prof Monti, per smentire chi sostiene che voleva Lei fare il presidente, esca di scena il più presto possibile tanto di più sarebbe diabolico chiederLe e lasci ai partiti, che si sono nascosti dietro le Sue spalle, di mostrare la loro vera faccia.
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