Economia
EUROZONA
Crisi, Rehn sprona Monti: «Continui con le riforme»
Il commissario Ue: «L'Italia resti fuori da acque tempestose».
Olli Rehn ha fatto i complimenti a Mario Monti per come ha gestito la crisi, ma allo stesso tempo lo ha spronato a fare di più.
In un'intervista al Corriere della Sera il 5 luglio, il commissario agli affari economici Ue ha detto che il governo del Prof «ha ora intrapreso delle riforme fiscali e strutturali assai coraggiose, sostanziali. Ma è molto importante mantenerle nel loro corso. E mantenere l'Italia fuori da acque tempestose. L'Europa sta con l'Italia».
Prima dell'ultimo vertice positivo di Bruxelles, ha ammesso Rehn, «ho avuto serie preoccupazioni per le turbolenze esercitate dai mercati sull'Italia e sulla Spagna», ma successivamente «ci siamo rimessi in marcia tutti».
«EVITIAMO DI ADDORMENTARCI». Le buone intenzioni, però, non bastano. Bisogna agire: «Ora marciamo veramente, evitiamo di addormentarci sul sentiero», ha avvertito.
Parlando della polemica nata in Italia sui futuri tagli (si parla di 10 mila licenziamenti nella pubblica amministrazione) Rehn ha detto che «l'Italia deve raggiungere nel 2013 un bilancio strutturalmente in equilibrio, approvato dall'Ecofin (il consiglio dei ministri finanziari della Ue, ndr). Dunque deve continuare nel suo percorso di consolidamento dello stesso bilancio».
«ITALIA, DEBITO PUBBLICO PESANTISSIMO». Piuttosto, secondo Rehn c'è qualcos'altro che sta ostacolando il welfare, il benessere, degli italiani: «Il gran peso del debito pubblico. È per questo che soffre l'Italia».
«Lo scudo anti-spread? Non è un'aspirina»
A Bruxelles Monti ha chiesto e ottenuto dal vertice della zona euro che il fondo salva-Stati Esm possa comprare sul mercato i titoli messi sotto pressione dalla speculazione.
A riguardo, il finlandese Rehn è andato controcorrente rispetto al veto del suo Paese e ha difeso l'idea dello scudo anti-spread: «Non ho mai pensato che fosse solo un'aspirina». Eppure lo ha detto pochi giorni fa un suo portavoce. «Fatta salva la piena libertà di espressione dei portavoce, io questo non l'ho mai pensato», ha risposto Rehn. «Sono favorevole a questa misura, naturalmente a certe condizioni».
Tra queste, ha spiegato il commissario, ci sono la richiesta da parte dello Stato interessato, un'analisi e una raccomandazione da parte della Banca centrale europea e altre condizioni ancora.
«NON DOBBIAMO FERMARCI». Il 9 luglio è previsto l'Eurogruppo, l'incontro dei ministri finanziari dell'Eurozona.
«Bisognerà innanzitutto riprendere ed esaminare le conclusioni del vertice di Bruxelles», ha concluso Rehn. «Per esempio, quelle sulla ricapitalizzazione delle banche e sul meccanismo di supervisione in cui avrà un ruolo la Bce. Il vertice è stato un passo decisivo per uscire dalla crisi, ma ora non ci dobbiamo fermare».
Giovedì, 05 Luglio 2012
Letta a Varsavia: «L'Italia non creerà nuovi debiti»
16/05/2013 Il premier: «L'Europa si evolva». Sulla crisi: «Non faremo miracoli».

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