Economia
FRANCIA
Eliseo, compiti prima delle vacanze
L'esecutivo di Ayrault chiamato da Hollande fissare le manovre per la finanziaria 2013: previdenza e tagli alla spesa pubblica le priorità.
di Paolo Saccò
Il governo francese tra pochissimi giorni potrà godersi la pausa estiva. Niente vacanze costose né trasferte in capo al mondo, ha chiesto il capo di Stato François Hollande: i ministri sono stati pregati di rimanere non troppo lontano da Parigi, in modo da poter tornare nella capitale in caso di emergenza. Prima del riposo, però, rimane un ultimo problema da risolvere. È necessario, infatti, chiarire la posizione dell’esecutivo sulle manovre necessarie per la finanziaria 2013, per mettere il paese al riparo dagli attacchi speculativi dei mercati finanziari internazionali nel mese di agosto.
LA SPINA PREVIDENZIALE. La squadra di Jean-Marc Ayrault si deve confrontare con la discussa ipotesi di un aumento della Csg (contribution sociale généralisée), un onere sociale pagato dai datori di lavoro per conto dei dipendenti che permette di finanziare il sistema previdenziale francese.
POLEMICA SENZA FINE. Si tratta di un tema che ha scatenato una polemica senza fine. «Aumentare la Csg non fa parte del progetto di legge finanziaria per il 2013», ha tagliato corto il ministro dei Conti pubblici Jérôme Cahuzac lunedì 30 luglio in un’intervista radiofonica. A prima vista, il governo ha quindi preso una posizione irremovibile. Ma il presidente Hollande, dal canto suo, aveva dichiarato nell’ambito della conferenza sociale che «occorre riformare il finanziamento del sistema sanitario, cosicché non pesi unicamente sui lavoratori».
ALTERNATIVA ALL'IVA SOCIALE. Inoltre, appena arrivati al potere, i progressisti hanno bocciato l’idea di Iva sociale proposta da Sarkò. Gli economisti hanno subito commentato la decisione sottolineando che per equilibrare i conti non rimane che l’aumento del contributo sociale generale. Nei corridoi di palazzo Bourbon, si vocifera che il provvedimento non è destinato a far parte della legge esaminata dai parlamentari in autunno per il semplice motivo che il governo, piuttosto che promuovere iniziative troppo invise all’opinione pubblica, preferisce far votare una finanziaria rettificativa a esercizio inoltrato.
GOVERNO CHIAMATO AD ASCOLTARE I SINDACATI. Senza contare che su questo dossier l’esecutivo non è solo a decidere. Coerentemente con quanto stabilito durante la conferenza sociale, dovranno partecipare anche i sindacati e le associazioni di categoria: i tecnocrati del Tesoro, per una volta, sono chiamati ad ascoltare le proposte della società civile prima di decidere verso quale categoria ridistribuire la pressione fiscale. Oltre alla Csg, si è parlato di fiscalità ecologica, di valore aggiunto creato dalle aziende, di allargamento della base di contribuenti.
Tagli alla spesa pubblica, l'Eliseo vuol dare l'esempio all'Europa
C’è poi un altro motivo, legato questa volta a questioni di immagine per l’esecutivo, che spinge a ritardare il provvedimento. Infatti, uno degli obiettivi principali della Francia è di dimostrare ai mercati e agli altri Stati dell’eurozona e del mondo che prima di agire sulle tasse, il governo è capace di fare uno sforzo per diminuire la spesa pubblica. Su questo specifico argomento, gli esperti sono già stati consultati e hanno evidenziato i margini di azione. Tagli ai ministeri, congelamento degli investimenti pubblici «non prioritari», nuova politica di assunzioni e licenziamenti nella Pubblica amministrazione: gli strumenti per dare la caccia agli sprechi non mancano.
AUMENTO ALLE TASSE PER 7,2 MLD. Tuttavia, come ha notato Le Nouvel Observateur, il parlamento riunito in sessione plenaria ha approvato, senza sorprese, la finanziaria rettificativa per l’esercizio 2012, nella quale si prevedono più tasse per 7,2 miliardi di euro e tagli alla spesa pubblica per soli 1,5 miliardi di euro. Rimane quindi parecchia strada da percorrere per dare soddisfazione al Primo ministro Ayrault che vorrebbe adoperare di più le forbici.
IMPOSIZIONE SUI FONDI AL 20%. Come se non bastasse, la legge 2012 prevede una misura molto controversa: l’aumento dell’aliquota sui fondi di risparmio istituiti presso i datori di lavoro a beneficio dell’insieme dei dipendenti. In precedenza, tali fondi erano sottoposti a un’aliquota dell’8%, mentre la nuova normativa prevede una tassazione al 20%, come ha sottolineato Les Echos. Non è stata risparmiata nessuna critica, poiché si teme che il provvedimento generi situazioni ancora più inique di quella attuale.
Altri, poi, si sono interrogati sulle scelte dell’esecutivo in materia di fiscalità patrimoniale, come ha analizzato Le Monde. Infatti, nonostante le ripetute dichiarazioni dell’inquilino dell’Eliseo, il governo è stato molto prudente nella tassazione del patrimonio. Un tema percepito dai francesi come una forte ingiustizia.
Martedì, 31 Luglio 2012

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