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Economia 

IL DATO DELLA DISPERAZIONE

Esodati, dramma suicidio

Eures: nel 2010 +12,6% delle morti. La crisi uccide una persona al dì.

Un suicidio al giorno, è questa la media cui si è arrivati in Italia e la maggior parte sono disoccupati, esodati o persone che hanno in generale problemi economici e soprattutto si tratta di uomini.
Gli italiani hanno fatto i conti con la recessione e in molti non ce l'hanno fatta. In particolare, il numero dei suicidi si alza nella zona del Centro Nord, con la Lombardia al primo posto. Ma il problema è esteso a tutta l'Europa.
TRA 2008 E 2010, 39,2% DI SUICIDI FRA DISOCCUPATI. Sono questi i dati che ha diffuso il secondo rapporto dell'Eures, intitolato 'Il suicidio in Italia al tempo della crisi': nel 2010 sono stati 362 i suicidi dei disoccupati, superando così i 357 del 2009, che già rappresentavano una forte impennata rispetto ai 270 accertati in media nel triennio precedente.
Tra il 2008 e il 2010, invece, il numero dei suicidi tra i disoccupati si è attestato complessivamente al 39,2% del totale, salendo al 44,7% tra quanti hanno perso il lavoro.
IL 45,5% DI CHI SI TOGLIE LA VITA SONO UOMINI. Ma sono stati gli uomini i più colpiti, con un aumento dei numeri ancora più preoccupante se si considera solo la fascia maschile della popolazione: si è passati dai 213 casi nel 2008 ai 303 nel 2009, fino ai 310 nel 2010, con una percentuale del +45,5% tra il 2008 e il 2010.  
È stata confermata così la fondamentale componente del lavoro nell'identità in generale degli italiani e soprattutto del ruolo sociale degli uomini.
DRAMMA ESODATI: INCREMENTO DEL 12,6%. Un altro dato che ha confermato la profonda crisi di una parte in particolare della popolazione è quello sui suicidi fra gli esodati, ovvero coloro che hanno tra i 45 e i 64 anni e sono rimasti senza lavoro e senza stipendio: le uccisioni hanno subìto un incremento del 12,6% nel 2010 rispetto all'anno precedente e del 16,8% sul 2008.
Molto colpita è risultata anche la fascia d'età tra i 45 e i 54 anni, sempre a indicare la difficoltà di rientrare nel mercato del lavoro per chi lo perde in questa fase della vita: i suicidi sono infatti aumentati del 13,3% rispetto al 2009; mentre all'interno della fascia tra i 55 e i 64 anni  si è registrato un incremento nello stesso periodo del 10,5%.

Molto colpiti artigiani e commercianti. Al primo posto la Lombardia

Suicidi per cause lavorative ma non solo di chi viene licenziato: come hanno dimostrato le recenti cronache di disperate uccisioni in Italia, i più colpiti sembra siano artigiani e commercianti che vedono sfiorire le proprie attività dopo anni di fatiche e sacrifici.
Secondo l'Eures, infatti, in queste fasce è «molto alto il rischio suicidiario»: nel 2010 ben 336 persone che svolgono questi lavori hanno deciso di farla finita, contro i 343 del 2009.
In particolare nel 2010 si sono contate 192 vittime tra i lavoratori in proprio (artigiani e commercianti) e 144 tra gli imprenditori e i liberi professionisti, numero calato rispetto ai 151 del 2009. In più, nel 90% dei casi totali si è trattato di figure maschili.  
IN LOMBARDIA 496 SUICIDI NEL 2010. Più colpita fra tutte in Italia è stata proprio la Regione simbolo delle industrie e del lavoro: la Lombardia, con 496 casi nel 2010, aggiudicandosi un +3% rispetto al 2009.
I posti più alti del drammatico podio spettano in generale al Centro Nord con 5,9 suicidi ogni 100 mila abitanti, contro i 5,3 del Centro e i 3,8 del Sud.
Seconda Regione d'Italia è stato il Veneto, con 320 suicidi, pari al 10,5% del totale e con un aumento del 16,4% sul 2009; al terzo posto invece l'Emilia Romagna con 278 suicidi e un aumento del 9,1%.
CRESCITA MAGGIORE NEL CENTRO: + 11,2%. In generale, più della metà dei suicidi censiti in Italia si verifica in una regione del Nord con numeri pari a 1.628 casi nel 2010, pari al 53,4% del totale;  al Sud le uccisioni si sono attestate a 796, con una percentuale del 26,1% mentre al Centro a 624 casi: a prima vista il dato più basso ma che in realtà nasconde la crescita più consistente del 2010, con un +11,2% sul 2009, che è salito a +27,3% nel Lazio, con 266 suicidi.

Martedì, 17 Aprile 2012


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