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Economia 

L'ALLARME

Fed, Bernanke: «Preoccupa il lavoro»

Usa, la disoccupazione fa paura perché può frenare la ripresa.

Altro che fine della crisi. Per uscire dal tunnel c'è ancora tanto da fare, e la Fed non si tira indietro. A dirlo, il 31 agosto, è stato Ben Bernanke, presidente della banca centrale Usa, intervenuto al summit di Jackson Hole.
La situazione economica è «lungi dall'essere soddisfacente» e la «stagnazione del mercato del lavoro» è una «grande preoccupazione».
La Fed però è pronta ad aiutare, anche con un nuovo round di acquisti di titoli di Stato che «non può essere escluso», perché ha già «fornito un sostegno sisgnificativo all'economia».
«AIUTARE LA RIPRESA». Bernanke ha confermato la volontà della banca centrale americana di voler scendere in campo per aiutare una ripresa lenta, sui cui spirano «venti contrari», quali la crisi del debito europea e il 'fiscal cliff', l'aumento delle tasse e la stretta alla spesa pronti a scattare fra la fine del 2012 e l'inizio del prossimo anno.
Bernanke ha difeso le misure prese dalla Fed e ha spinto i listini americani che, dopo una breve frenata al termine del suo intervento, sono tornati a correre: come è successo nelle ultime cinque occasioni in cui Bernanke ha parlato, il Dow Jones ha accumulato guadagni a tre cifre, salendo più di 100 punti.
Gli analisti scommettono in un nuovo, il terzo, round di quantitative easing, che secondo Pimco - il maggiore fondo obbligazionario al mondo - ha grandi possibilità di verificarsi già a settembre, quando la Fed ha in programma di riunirsi il 12 e 13.
NESSUNA RIVELAZIONE SU TEMPI E MODI. Bernanke comunque non ha fornito alcuno spazio temporale per un'azione della banca centrale, così come non ha offerto indicazioni su quali iniziative possano essere prese.
«Tenuto conto delle incertezze e dei limiti degli strumenti di politica monetaria, la Fed fornirà ulteriori politiche accomodanti se necessario per promuovere una più forte ripresa economica e un sostenuto miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro», ha affermato Bernanke, sottolineando che l'acquisto di ulteriori asset da parte della Fed avrebbe dei costi.
«Allo stesso tempo, però, i costi delle politiche non tradizionali, se considerati attentamente, sembrano gestibili, e questo implica che non si possono escludere ulteriori politiche di questo tipo se le condizioni economico lo assicurano».
BENEFICI DALL'ACQUISTO DI ASSET. L'acquisto di asset ha infatti avuto dei benefici sulla ripresa, aiutandola, così come ha ridotto i rischi di deflazione. A preoccupare Bernanke è la «tiepida» ripresa economica: «A meno che l'economia non inizi a crescere più rapidamente di quanto fatto di recente, il tasso di disoccupazione resterà sopra i livelli» che la Fed considera in linea con il proprio mandato.
La stagnazione del mercato del lavoro è una «grave preoccupazione non solo per le sofferenze causate ma perché elevati livelli di disoccupazione possono causare danni strutturali all'economia, per risolvere i quali ci vorrebbero anni».

Venerdì, 31 Agosto 2012


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