Economia
ECONOMIA
Fuori dalla crisi grazie alla lira
In Italia l'addio alla moneta unica non è più un tabù. E in Grecia? «Si crei il Geuro».
di Paola Alagia
L'addio all'euro non è più tabù. Mentre tutti guardano alla Grecia che deve fare una manovra da 11 miliardi entro giugno per averne 30 dalla Troika - Unione europea, Fondo monetario internazionale e Banca centrale europea - e all’ipotesi, che si fa sempre più strada, di un’uscita dall’euro di Atene, anche in Italia cominciano a venire allo scoperto le voci più critiche sulla moneta unica.
ROMA A RISCHIO DOPO MADRID. Il Partenone insomma può innescare la miccia sulla polveriera europea e nel domino, subito dopo la Spagna, la Penisola potrebbe trovarsi di fronte al bivio euro-lira.
Eppure una cosa è certa: rievocare la vecchia valuta in Italia non è più vietato. E accanto agli studiosi euro entusiasti, quelli più critici cominciano ad alzare la testa e a propagandare con più forza le loro tesi, proprio nello stesso momento in cui la Deutsche Bank propone di creare una moneta parallela per la Grecia: il Geuro.
MONTI DEVE AVERE UN'ALTERNATIVA. Paolo Savona, economista e presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi, per esempio, non ha dubbi nel considerare l’uscita dall’euro una delle ipotesi da prendere in esame.
Anzi «per il governo Monti sarebbe poco serio», ha detto pochi giorni fa, «non avere un piano alternativo contro la crisi».
VANTAGGI DALL'EXIT STRATEGY. Un'exit strategy che naturalmente avrebbe i suoi costi, ma pure dei vantaggi. Contro un ritorno all’inflazione ai livelli degli Anni 70 e 90, infatti, «riprenderemmo il controllo della quantità di moneta», ha sottolineato Savona, «dei tassi d’interesse e del rapporto di cambio, ossia di alcune tra le variabili strategiche per governare l'economia».
Solo un cambio di passo nella politica europea, per l'economista, potrebbe lasciare ancora spazio alla sopravvivenza dell’euro.
DANNI PESANTI SE NON SI È PRONTI. Secondo Savona, la mancanza nei trattati di un’opzione di uscita dall’euro per i Paesi non è il problema principale, («possono essere sempre revocati»), la questione chiave, casomai, è quella di non farsi trovare impreparati a un appuntamento del genere: un’eventuale uscita «deve avvenire preparandosi a farlo. Altrimenti i danni sarebbero incalcolabili».
L'uscita dall'euro può salvare l'Europa dalla crisi
C'è anche chi saluta l'implosione della moneta unica come «salvifica per uscire dall’agonia». Per l'economista Loretta Napoleoni è possibile uscire dalla crisi «solo quando si risolverà il problema dell’euro».
Un rischio implosione che Napoleoni non vede troppo lontano all’orizzonte. Anzi, a portata di mano, qualora la Grecia dovesse optare per l’uscita dalla valuta di Francoforte.
ATENE NON PUÒ PAGARE IL DEBITO. Di recente, infatti, l'economista ha messo ben in evidenza proprio l’effetto domino che scaturirebbe da una decisione di Atene di non pagare il suo passivo: «Il 75% di questo debito è dovuto al Fmi, alla Bce e all'Ue. Dunque non ci sarebbero più soldi nel famoso Fondo salva-Stati per aiutare sia l'Italia e Spagna, sia gli altri Paesi della periferia».
SERVE UNA MONETA A DUE VELOCITÀ. La studiosa, inoltre, non ha lesinato critiche nei confronti dell’Ue a cui imputa la responsabilità di una moneta alle soglie del fallimento per avere «perseguito a lungo una strada ideologica che non ha mostrato alcuna umiltà, ed è stata arrogante».
Nel mirino di Napoleoni c’è soprattutto il monolitismo della valuta europea che l'economista da tempo auspicava potesse essere a due velocità, con la possibilità quindi di «potere migrare dall'euro di serie A a uno di serie B».
PROGETTO DESTINATO A FALLIRE. Ancora più dura la critica di Alberto Bagnai, professore associato di Economia politica all’Università Gabriele D’Annunzio di Pescara.
Da tempo lo studioso va ripetendo: «Dall’euro usciremo perché alla fine la Germania segherà il ramo su cui è seduta». E poi ancora: «Era evidente sin da subito che questa moneta fosse destinata a fallire».
Certo anche lui è dell’idea che «soltanto una coesione politica, per ora latitante, potrebbe consentire un mantenimento di tale dispositivo».
CON L'EURO IL FURTO DI DEMOCRAZIA. L’economista, comunque, non ha dubbi: «L’euro è stato un furto di democrazia: con la moneta unica», spiega a Lettera43.it, «è stato intrapreso un cammino che era un vicolo cieco e che inevitabilmente avrebbe comportato una crisi».
Lo dice oggi, ma lo ripete da mesi. Con la differenza che adesso non è più una voce isolata. O per dirla con le sue parole: «Ora si stanno tragicamente ponendo le basi per un dibattito più aperto. Non si sentono più solo i pareri degli esperti euro entusiasti, ma anche di quelli che come me stanno da tempo sulla sponda del fiume».
D’altronde, è il suo sfogo, «vengo dal dipartimento di Economia pubblica della Sapienza, stesso luogo di provenienza di alcuni esponenti dell’attuale governo. Sa quanti di loro già dal 1999 scommettevano sulla vita breve dell’euro?».
Lunedì, 21 Maggio 2012
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bimbonet 21/mag/2012 | 21:44
Il riscatto della politica.
Partendo da un dato di fatto, l’indebitamento generalizzato degli Stati, chi più chi meno e dalla impossibilità concreta di poterlo non solo eliminare, ma soltanto diminuire, bisogna necessariamente andare alla ricerca di una soluzione alternativa, anche con rischio più che calcolato, previsto ed inevitabile. La Grecia ci sta dando un preavviso di quello che in seguito capiterà a noi e se non si hanno occhi per vedere oltre confine, è sufficiente guardarsi attorno: non c’è miopia che tenga. L’uscita dall’Euro, anche se non voluta, ben presto sarà inevitabile e Mario Monti non è tendenzialmente portato a gestirla. E’ necessario pertanto, la formazione di un nuovo governo, esclusivamente politico, come la normalità impone, per preparare un futuro meno traumatico possibile ed in grado di porre le basi per quella ripresa che nelle condizioni attuali resta solo una chimera.
Bancor 21/mag/2012 | 19:34
Euroscettici alla riscossa...
... se il messaggio viene da vecchi tromboni in libera uscita, da presuntuose rampanti dell'economia della disfatta, o da nemici dell'euro ancor prima che nascesse, è evidente che non possa essere altro che un epitaffio.
A chi piacerebbe, a chi gioverebbe la sparizione dell'euro?
Pensateci un po', e vediamo se gioverebbe ad amici dell'Italia e dell'Europa; e poi facciamo i conti di come dovremmo andare a convivere con (o sotto) quelli cui dava fastidio l'esistenza dell'euro, allegramente continuando con le nostre salvifiche svalutazioni competitive anziché lavorare sodo per migliorare la produttività del lavoro (responsabilità tutta delle imprese, sia chiaro).
Poi, certo, è pur vero che la crisi della moneta unica (figlia della crisi finanziaria e poi economica che l'Europa ha importato dalla Patria del liberismo) è gestita con un furore ideologico degno dei monetaristi della scuola di Chicago, da adepti del pensiero di Milton Friedman con il sacro terrore generato dal ricordo degli anni della Repubblica di Weimar.
feltrin 21/mag/2012 | 11:52
E' SEMPRE STATO CHIARO E LAMPANTE
l'Euro è un fallimento annunciato, senza contare che chi ci ha traghettato è stato il Re Mirda di Prodi (tutto quello che ha toccato è stato trasformato in merd@). Se non usciamo velocemente da questa trappola speculativa andremo a perdere quella poca sovranità che ci rimane e diverremo per sempre schiavi dei Krukki. Il vero problema è che siamo diventati un popolo di corrotti, fancazzisti e smidollati, vedremo se saremo in grado di tirar fuori le palle e ricostruire la nostra classe politica e l'economia del bel paese.
repo 21/mag/2012 | 11:30
euro/lira
Una unione europea solo monetaria vuole dire molto poco. E' stato a suo tempo deciso che la Grecia fosse parte dell'Europa, va quindi salvata, e va poi avviata, seriamente, e decisamente, una autentica unione politica federale europea. In caso contrario penso che l'euro non avrà futuro.
conconi 21/mag/2012 | 11:29
uscita dall'euro
Non saranno per caso gli espiratori di Grillo?? Se invece "di studiarla l'economia" iniziassero a prudurre qualcosa di concreto da mettersi sotti i loro denti, costoro,, farebbero per la prima volta nella loro vita un qualcosa di utile, che non ad emettere fumo!!!!!........Queste persone dalle altisomante qualifiche sono le stesse che fanno da consulenti a speculatori ed evasori.
france 21/mag/2012 | 11:03
Euro - Lira
Quando siamo passati all'euro hanno fatto il cambio: 1000 lire = 1 euro (valore nominale 2000 lire).
Adesso ritorniamo dall'euro alla lira: cioè: 1 euro valore nominale 2000 lire = 1000 lire valore reale.
Invertendo l'ordine dei fattori il risultato non cambia: lo prendiamo sempre in culo noi poveracci. Quelli che di soldi ne hanno tanto prima del cambio trasformeranno il tutto in dollari o altro, facendoci anche un surplus di guadagno. Meglio rimanere così come siamo e cercare di uscirne nel migliore dei modi possibili.
InternetCrazia 21/mag/2012 | 10:26
la cosa peggiore
sarebbe al cosa peggiore che ci possa capitare...
stachanov 21/mag/2012 | 09:39
...ma da dove escono questi economisti?!!?!
Non ci basta la lezione della svalutazione della lira e della nostra inflazione degli anni che furono? ...interessi bancari del 20% ecc. ecc. .... MA PER FAVOREEEEE!!!
L'industria e il nostro Paese sia invece PIU COMPETITIVO: invito questi economisti ad uscire dalle loro aule universitarie e comparare il livello dell'industiale italiano (e relativi capi aziendali) con quello europeo: lì ci sono tutte le spiegazioni!!!!
E se non non riescono a capirle, mi scrivano che spiego tutto a loro....e pure gratis!!!!
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