Germania, il tramonto è cominciato

La domanda interna frena. L'export cala più del previsto. E il debito preoccupa. Berlino vive ancora di rendita. Ma la sua parabola discendente è già iniziata.

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24 Febbraio 2016

Angela Merkel Wolfgang Schaeuble

(© Ansa) Angela Merkel Wolfgang Schaeuble

Marcel Fratzscher da tempi non sospetti parla di Die Deutschland Illusion.
Il direttore dell’Istituto di ricerca Diw, nell’omonimo libro, ha messo in guardia i suoi connazionali da un Paese che è un gigante dai piedi di argilla, «vive di rendita» grazie ai benefici portati dall’euro, ma cresce con ritmi da lumaca e non da superpotenza, come pure ci si attenderebbe dal suo export.
Intanto, arrivano i primi numeri che dimostrano che la parabola discendente sia già atto.
DOMANDA INTERNA AL PALO. Detastis, l’Istat locale, ha reso noto che nel 2015 la Germania ha registrato un avanzo primario record di 19,4 miliardi di euro, il dato più alto dalla riunificazione tedesca.
Una massa di denaro legato alle maxi esportazioni, che ha un surplus commerciale di 248 miliardi di euro, superiore al 6% concesso dall’Unione europea perché deflativo per gli altri Paesi.
Contemporaneamente, il Paese ha registrato nel quarto trimestre una crescita del Pil dello 0,3% a livello trimestrale e dell'1,3 su base annua. Una crescita drogata se il maggior contributo è arrivato dalla spesa pubblica (+1% da +0,5 del precedente periodo) e dagli investimenti (+1,5 da +0,1).
Infatti gli sforzi di rafforzare la domanda interna sono praticamente falliti, se il suo apporto è aumentato nel trimestre dello 0,3% contro il +0,6 segnato tra luglio e settembre.
RALLENTA L'EXPORT: -0,6%. Quel che è peggio è il rallentamento delle esportazioni, che hanno reso la Germania la seconda potenza esportatrice al mondo.
Adesso paga la crisi degli emergenti e non riesce a beneficiare del livellamento tra dollaro e euro. Infatti, l’export è calato dello 0,6%, il doppio di quanto previsto.
Le imprese tedesche da tempo non sono ottimiste. L’indice tedesco Ifo che misura la loro fiducia è sceso a febbraio a quota 105,7. Il mese precedente era a 107,3 punti.
Sommando assieme questi numeri, Fratzscher arriva alla conclusione che «i tempi dei record di avanzo primario in Germania sono destinati a finire in breve tempo».

Fratzscher: «Nel 2017 il debito pubblico inizierà a correre»

Migranti sbarcano alla stazione ferroviaria di Passau, Germania meridionale.

(© GettyImages) Migranti sbarcano alla stazione ferroviaria di Passau, Germania meridionale.

Al quotidiano Tagesspiegel l’economista dice che «ancora nel 2016 Wolfgang Schäuble potrà mantenere fede al suo obiettivo di pareggio di bilancio (lo schwarze null) grazie a robuste entrate fiscali, ma già nel 2017 il bilancio dello Stato non solo fallirà quell'obiettivo, ma sarà costretto a infrangere le regole del freno al debito pubblico».
Quindi, il direttore del Diw punta l’indice contro «i costosi regali elettorali degli anni passati e le spese aggiuntive per i profughi».
Angela Merkel per prima ha capito che si è esaurita la spinta propulsiva innescata dal pacchetto Hartz IV: quello che ha cancellato tutto il welfare parassitario del Paese, ma ha anche introdotto contratti con salari ridotti (i minijobs) e favorito le delocalizzazioni in aree dove il costo del lavoro è più basso.
L'«IMPORTAZIONE DI CAPITALE UMANO». Quel mondo è finito e il governo, anche per tamponare l’invecchiamento sempre più alto della popolazione, ha puntato tutto «sull’importazione di capitale umano» per dare braccia e know how al sistema renano.
Da qui nasce la politica compassionevole della cancelliera, che apre ai profughi siriani perché scolarizzati e ben formati dal punto di vista professionale o che spinge il ministro delle Finanze, il falco Schäuble, a promettere di riversare la gran parte del surplus commerciale verso l’accoglienza ai profughi.
I CITTADINI BOCCIANO MERKEL. Politiche che spaventano i tedeschi, come dimostra l’eco alle violenze di Capodanno a Colonia, dove nei primi giorni si è anche profilata l’ipotesi di una strategia decisa a tavolino da parte dei gruppi islamisti per colpire il secondo Paese più potente dell’Occidente.
Il caso è stato ridimensionato, ma secondo i sondaggi la maggioranza dei tedeschi boccia la politica d’accoglienza del governo.
Non a caso la Csu bavarese vuole un tetto agli immigrati e avrebbe minacciato di portare Merkel davanti alla Corte costituzionale di Karlsruhe per le sue politiche di accoglienza.
SPD IN CERCA DI IDENTITÀ. Ipotesi subito cavalcata dalla Spd, secondo partito nella Grosse Koalition che guida il Paese ma da anni ormai in cerca d’identità e di un leader.
Il capogruppo al Bundestag, Thomas Oppermann, ha brandito lo spettro della crisi di governo: «Non so immaginare come la cancelliera potrebbe continuare a governare senza licenziare i suoi ministri della Csu. Cdu e Spd avrebbero anche da soli una maggioranza stabile».
In quest’ottica non sorprende lo scoop della Bild, secondo il quale i ministeri dell'Interno e degli Esteri tedeschi hanno scritto a 17 governi africani, per convincerli di riprendersi i profughi giunti in Germania. Ma parliamo dell’Egitto in preda al terrorismo, il Burkina Faso o la Nigeria. Più facile allora ridurre il perimetro dell’area di Schengen o spingere Italia e Grecia a una maggiore vigilanza sulle proprie coste.

 

Twitter @FrrrrrPacifico

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Canoi 24/feb/2016 | 18 :33

Da tre anni la Germania flette, ma loro non sono parolai vuoti come noi. Piuttosto io sono preoccupato perché se la Germania va giù davvero noi crolliamo.

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