Imprese, 2013 anno nero: oltre 10 mila fallimenti

Il garante Pmi: 1.000 chiusure al giorno, artigiani in ginocchio.

26 Febbraio 2014

La crisi sta spazzando via le piccole imprese di artigiani e commercianti.

(© getty images) La crisi sta spazzando via le piccole imprese di artigiani e commercianti.

Il 2013 è stato pesantissimo per il sistema nazionale di micro, piccola e media impresa. Il saldo tra iscrizioni e cessazioni è stato il peggiore degli ultimi anni con oltre 10 mila fallimenti, livello mai raggiunto nel decennio precedente.
Lo ha scritto il garante Pmi, Giuseppe Tripoli, nella relazione annuale al presidente del Consiglio.
Si tratta di un quadro drammatico degli effetti della crisi sulla 'spina dorsale' più vitale del Paese. Nel 2013, a fronte di 1.053 imprese nate al giorno, 1.018 hanno chiuso i battenti.
GAP DI COSTI. Le Pmi nazionali scontano poi un gap crescente sui costi di accesso al crediti, energia e trasporti rispetto al sistema delle imprese dei principali Paesi competitor europei.
In tema di credit crunch, il garante stima costi per 160 punti percentuali superiori a quelli di una Pmi concorrente francese o tedesca; per esempio è al +20% il costo energetico rispetto alla media Ue. In quanto ai costi di logistica, pesano annualmente per 12 miliardi di euro sul sistema micro-Pmi.
«Questi sono solo alcuni degli indicatori della gravità della situazione», ha affermato Tripoli nella Relazione. Eppure, in Italia le Pmi rappresentano «un vero caposaldo per l'economia del Paese».
ARTIGIANI IN GINOCCHIO. Dal 2008 al 2013 oltre 2,1 milioni di imprese hanno cessato l'attività e ogni anno si è registrata una lenta ma costante erosione dei saldi. Il 2013 è stato quello con il saldo tra imprese iscritte e cessate peggiore degli ultimi 10 anni (+12.681). Peggiore persino dei risultati del 2009 e 2012 (saldi rispettivamente pari a 17.385 e 18.900 imprese). Il mondo artigiano, struttura portante del made in Italy, ne esce in ginocchio: per il quinto anno consecutivo presenta saldi negativi.
Industria, costruzioni e trasporti-magazzinaggio i settori più colpiti. Viceversa, sono leggermente cresciute le imprese del commercio, quelle che operano negli alloggi e ristorazione, e i servizi di supporto alle imprese (che includono noleggio e agenzie di viaggio). L'aumento dei default riguarda tutte le forme giuridiche, con tassi di crescita a due cifre: +12,6% per le società di capitale, +10,2% per le società di persone e +11,4% per le altre forme giuridiche.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

adl 27/feb/2014 | 11 :04

IL BUON SENSO DEI RAGIONIERI DI PERIFERIA............
DOVREBBE INDURCI A FARE DELLE SEMPLICI DIFFERENZE TRA QUANTO SI E' INCASSATO NEGLI ULTIMI 5 ANNI IN TERMINI DI MAGGIORI IMPOSTE E QUANTO SI E' PERSO IN TERMINI DI PIL. SIAMO SICURI CHE NE VALESSE LA PENA ??? SIAMO SICURI CHE LE IMPOSTE, LE RITENUTE ED I CONTRIBUTI NON VERSATI DALLE IMPRESE STERMINATE, E DALLE PERSONE TARTASSATE NON SIANO DI GRAN LUNGA SUPERIORI ALLE IMPOSTE INCASSATE IN PIU' ???
IL GARANTE DELLE PMI PERCHE' NON PROVA A FARE O A FARSI FARE DUE CONTI DAI VARI ISTAT, CENTRI STUDI ECC. ECC. ??? E COME LA METTIAMO CON I REDDITI ORMAI ESTINTI, ED IL PIL CHE FU ????

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