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Economia 

Paolo Madron

L'EDITORIALE

Monti, lo spread non cala a colpi di narcisismo

Perché il Prof invece di portare avanti la missione del governo tecnico si dedica a sterili lodi di se stesso.

di Paolo Madron

editoriale

Chi si loda, prima o poi, s'imbroda. Mario Monti dovrebbe tenerlo a mente  in questa estate che ci sta offrendo, insieme all'escalation del caldo, anche quella del suo malcelato narcisismo.
Lo scivolone su Silvio Berlusconi («fosse ancora lui al governo lo spread sarebbe a 1.200») è grottesco nei modi in cui è maturato, visto che si tratta del velenoso rigurgito di una intervista al Wall Street Journal vecchia di oltre un mese. Ma sopratutto non può farsi  forte della verità dei fatti.
LO SPREAD RESTA UN MALE COMUNE. A parte un breve periodo agli inizi del suo mandato, lo spread che si muove pericolosamente a cavallo dei 500 punti è una cosa che accomuna il premier e il suo predecessore. Dunque, se proprio voleva infliggere al Cav una puntura di spillo, ha scelto l'argomento sbagliato. Nonché la tempistica, visto che alla Camera si sta discutendo di spending review e il Pdl, con istantanea ritorsione, gli ha fatto lo sgambetto.
Sta di fatto che, forse perché investito dagli americani del ruolo di salvatore dell'euro, il presidente del Consiglio si sta lasciando andare a dichiarazioni che rivelano un'alta considerazione di sé.
IL SENSO DELLA SUA MISSIONE SALVIFICA. La scorsa settimana, prima dell'improvvido paragone sugli spread, ha rilasciato una intervista a Der Spiegel dove, oltre ad aver fatto infuriare il governo tedesco reo di dare troppo ascolto al parlamento, ha riaffermato con forza il senso della sua missione salvifica: «Se tutto va secondo i piani resterò in carica fino aprile 2013 e spero che per allora avrò potuto salvare l’Italia dalla rovina finanziaria». Impresa lodevole, ma sul cui risultato è lecito nutrire qualche dubbio.

A otto mesi dal voto nulla di nuovo sul fronte della riduzione del debito

Siamo ad agosto, poco più di otto mesi ci separano dal voto, e mentre si sprecano vertici e dichiarazioni di intenti, non si vedono risultati tangibili sul fronte dei tagli alla spesa e soprattutto della riduzione del debito.
Sono le due variabili più sensibili nell'orientare il giudizio dei mercati sull'affidabilità del Paese, ma le loro dinamiche restano ben lungi dall'essere messe sotto controllo. Tant'è che il debito lo scorso maggio ha fatto segnare il record storico (1.966,3 miliardi) e per il 2013 il tendenziale della spesa pubblica è dato in aumento (770 miliardi).
LA PRATICA VINCA SULLA PURA TEORIA. Non è dunque il caso di vantare taumaturgiche azioni di risanamento, ma di lavorare affinché finalmente, e per davvero, vi si possa incidere. Nella consapevolezza che un governo tecnico – proprio per lo statuto emergenziale che lo caratterizza - gode di una formidabile franchigia sul fatto di doversi procurare il consenso di chi lo vota. E che, ancorché tecnico, deve poter contare sull'appoggio di quei partiti sulla cui inconsistenza politica esso è nato.
Il 2013 è alle porte, e il tempo corre. Sprecarlo in continui procalmi sulla sua propria indispensabilità soddisfa la personale ambizione ma non quella dei cittadini che, in nome dell'ineluttabilità di sacrifici dai fin qui scarsi risultati, ne sopportano con stoica pazienza la mano dura.

Martedì, 07 Agosto 2012


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Mario Monti.

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Commenti (4)

giuliana19541952 12/ago/2012 | 11:42

una voce fuori dal coro
Caro Direttore non sono d'accordo con la sua analisi. Monti non ha fatto altro che dire la verità, e la verità scotta....Lei si dimentica i drammatici momenti del novembre scorso quando berlusconi ha lasciato. Ogni giorno, ogni ora lo spread cresceva e lo smarrimento e l'apprensione si leggevano sui volti dei nostri politici colti di sopresa (e quando mai sono stati lungimiranti) da tanta virulenza. Ora con il senno di poi e con le acque un pò più calme, è facile disquisire su narcisismi e quant'altro. Gli enormi problemi dell'Italia a cominciare dall'imponente debito pubblico, non possono essere risolti in 8 mesi, corruzione altissima ed evasione alle stelle verranno mitigate con anni di dura lotta. E fin stupido aver sperato che una persona sola potesse sistemare i guai italiani in poco tempo! Voi che parlate male di Monti, non vi ricordate tutte le figuracce che ha fatto fare alla nostra Italia, berllusconi? Voi che criticate cosa avreste fatto per risollevare le sorti della Nazione ? Parliamo, parliamo, parliamo, ma quanto siamo sciocchi.......

Martello 08/ago/2012 | 10:45

complimenti per l'articolo
d'altronde è il motivo per cui vi leggo volentieri:
Una osservazione mi viene spontanea.
Il salvatore della Patria Monti se ne esce con delle affermazioni che la dicono lunga sul come la pensa sulle regole democratiche, tanto da far infuriare i tedeschi di tutti gli schieramenti,.
I Tedeschi... noi no, nessuna alzata di scudi dai nostri strenui difensori della democrazia.
Si, siamo maturi per la nuova dittatura di un Salvatore, nell'indifferenza di un popolo addormentato dal gossip e dal pallone.

bimbonet 08/ago/2012 | 10:05

Chi l'avrebbe mai detto!
Sì, proprio così, chi l’avrebbe mai detto che toccava prendere le parti di Berlusconi: Questo Mario Monti, che doveva sorprenderci per le sue decantate qualità, sta mostrando appieno la normalità di un piccolo travet, diligente nello svolgere il compitino che gli hanno assegnato, quello di mettere in ordine i compiti dell’Italia, ma completamente assente al momento di farsi carico degli italiani. Se poi questo Mario comincia a fare il suo tempo, un altro omonimo può prendere il suo posto, anche lui per le sue virtù acquisite e che di cognome fa Draghi, nomen omen!

adl 07/ago/2012 | 23:19

SAMMARIOMONTI SALVATORE DI POLITICUME SCADUTO SALVATO DAL PARLAMENTO DEGLI YESMEN/WOMEN
Ancora una volta mi congratulo direttore per la chiarezza con cui esprime le sue idee, e per la franchezza e onestà concettuale dei suoi articoli. Non vorrei rifare l'elenco delle studiate e concordate dimenticanze dei professori, gli elettori prima o poi rinfrescheranno la memoria ai diretti interessati supporters dei professori ed agli stessi cattedratici. E' emblematico che in Italia dove ormai da tempo immemorabile si procede a colpi di fiducia, non vi sia alcuno scandalo a vedere ridotto il parlamento a luogo notarile idoneo solo ad avallare in modo pedissequo ed acritico le varie manovre giuste o sbagliate che siano. Ma è chiaro perchè ciò avviene il salvatore deve salvare gli impresentabili, i loro privilegi e le loro retribuzioni, e questi nulla hanno da obiettare sulle manovre di governo ben sapendo la pessima sorte che potrebbe capitare loro da una tornata elettorale non studiata, organizzata e pilotata a dovere con una legge elettorale che calzi perfettamente alla loro bisogna. Non appena gli sproloqui montiani, varcano i nostrani confini, piovono bacchettate come se piovesse, da politici, giornalisti uomini delle istituzioni e via dicendo.
Ma questo la dice lunga sulla considerazione nutrita dal Prof. sul ruolo e sulla funzione dello Yesparlamento, che gli approva tutto ed il contrario di tutto. MA SCUSI DIRETTORE, NON C'ERA QUALCUNO CHE DICEVA CHE MOODY'S SBAGLIAVA ?? E LO YESPARLAMENTO QUANTO INFLUISCE SULLO SPREAD ???

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