IL PERSONAGGIO

Mozah, la mente del Qatar

La moglie dell'emiro ne guida le scelte.

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05 Agosto 2012

Dicono che dietro ogni grande uomo ci sia sempre una grande donna. Di certo, l'emiro del Qatar Hamad bin Khalifa al Thani ha grandi disponibilità economiche, per farsi guidare in grandi investimenti.
Nel suo caso, è noto che sia stata proprio la seconda moglie Mozah bint Nasser al Missned a volere a tutti i costi l'acquisto della maison di Valentino. Dopo aver fagocitato il gioiello della moda italiana, le cronache di gossip narrano che la signora di Doha abbia posato gli occhi sul marchio tedesco Hugo Boss.
Ma non sono solo la vanità e la voglia di lusso a spingere la fascinosa Mozah a far spendere al consorte un fiume di milioni di dollari.
Icona di stile dal fisico impeccabile, nonostante le sette gravidanze, la seconda signora al Khalifa non ha solo un raffinato gusto estetico a renderla la donna più esibita dal 60enne emiro. Pare infatti che abbia anche uno straordinario spirito imprenditoriale.
TRA BUSINESS E ARTE. Dietro ogni strategia, investimento e progetto dell'emirato del Golfo c'è infatti la regia della lungimirante signora.
Non a caso nel 2012 la rivista Forbes ha inserito la plurilaureata e supergriffata Mozah al 74esimo posto tra le donne più potenti al mondo. Mentre il quotidiano di Abu Dhabi The National l'ha definita «il brand più noto del Qatar dopo al Jazeera».
Proprio lei, d'altronde, aveva fortissimamente spinto per la creazione di un network televisivo in stile occidentale, poi fondato dal marito nel 1996, dopo aver preso il potere nel 1995.

La mente della modernizzazione del Qatar

Dopo l'ascesa al trono di al Thani, sfilato al padre mentre il vecchio sovrano era in vacanza in Svizzera, la svolta del Qatar è stata lampante. Sotto il nuovo emiro, nel 1997 le donne hanno avuto il diritto di voto.
Poi, complice la mentalità innovatrice di Mozah, il marito ha iniziato a varare maxi-progetti architettonici e culturali nel Paese.
All'acquisizione di squadre di calcio, prestigiose proprietà immobiliari e pacchetti azionari (dal Paris-Saint Germain ai magazzini Harrods, passando per la Costa Smeralda) sparsi per il mondo, in patria i regnanti hanno alternato una politica di valorizzazione, che trasformasse il piccolo emirato del Golfo in un polo mondiale d'attrazione e business.
ARTEFICE DEL MONDIALE NEL 2022. Artefice della modernizzazione a tappe forzate del Paese, la 53enne Mozah ha premuto perché Doha si aggiudicasse il Mondiale di calcio del 2022. E ha seguito personalmente il progetto della Shard di Londra: la torre più alta d'Europa, disegnata da Renzo Piano e finanziata al 95% dalla Banca nazionale del Qatar.
Con i fondi della Qatar Foundation di cui la 'sceicca' è anima, nel mini-Stato scrigno delle terze riserve mondiali di gas è inoltre nata la cittadella universitaria Education City, in collaborazione con la London business school e l'università americana Mellon Canergie.
MUSEI E FILARMONICHE. Poi, nel 2008, sono stati inaugurati il Museo di arte islamica, giudicato tra i cinque poli espositivi più belli al mondo, e la Qatar Philarmonic Orchestra.
Tutte opere che rientrano nella Qatar national vision 2030, il piano faraonico che la famiglia reale ha lanciato per allentare progressivamente il Paese dalla dipendenza dagli introiti di gas e petrolio.

Mozah passa il testimone alla primogenita Mayassa

Quando le riserve saranno esaurite, gli al Thani vogliono che gli oltre 1,7 milioni di abitanti del Qatar - 200 mila originari e quasi 1,5 milioni di immigrati, che già godono del reddito pro capite più alto al mondo (oltre 80 mila euro annui) - camminino con le loro gambe.
Ambasciatrice dell'Unesco e membro dei cenacoli accademici internazionali, per lo sviluppo dell'emirato, Mozah ha dichiarato di ispirarsi alla «fioritura artistica» diffusa, nel Medioevo, dai dominatori arabi nei califfati spagnoli.
«Una sintesi di cultura araba, persiana, indiana e greca, che fu simbolo del dialogo tra le diverse civiltà», ha spiegato la moglie dell'emiro.
MAYASSA, LA PRIMOGENITA-DELFINA. Sua discepola, in questo disegno, non poteva che essere la primogenita 29enne Mayassa al Thani: l'unica, tra i 24 figli dell'emiro poligamo e delle sue tre mogli, ad aver ricevuto, dopo la laurea in un college americano in Lettere, la gestione del portafoglio acquisti dei beni artistici del Qatar.
Per l'Economist, la giovanissima mecenate è già «la donna più potente del pianeta nel campo dell'arte». Corteggiata da galleristi a case d'aste, ormai è Mayassa ad aver succeduto alla madre nello shopping di capolavori e nella progettazione di mostre dall'eco mondiale.
DA FIGLIA DI UN ESILIATO A FIRST LADY. E pensare che, ai tempi delle nozze, nel 1977, con l'allora principe Hamad, in pochi avrebbero scommesso sulla futura first lady e sulla sua prole.
Studentessa universitaria di Sociologia, la già bella Mozah era figlia di un oppositore, esiliato dall'emiro Khalifa bin Hamad al Thani a causa delle critiche sulla politica conservatrice e sulla gestione economica del Paese.
Poi c'è stato il golpe del figlio Hamad bin Khalifa. E chissà se, anche in questa faida famigliare, la vera mente non sia stata lei.

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