Padoan: «I calcoli dell'Ue danneggiano l'Italia»

Il ministro dell'Economia: «Rispetteremo lo sforzo di aggiustamento, anche se deformato da considerazioni statistiche. La flessibilità non è una scusa».

30 Marzo 2016

(© Ansa)

L'Italia rispetterà lo sforzo di «aggiustamento richiesto» dall'Unione europea, anche se è «deformato da considerazioni statistiche» e da un metodo che la penalizza rispetto ad altri Paesi. È il messaggio lanciato dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, a Parigi per una due giorni di conferenze sul futuro dell'eurozona e sulla governance finanziaria globale. Anche la Commissione europea, spiega Padoan in un'intervista a Le Figaro, «ammette che questo metodo di calcolo potrebbe essere differente, ma non si cambiano le regole durante il gioco. Queste regole, imponendo all'Italia aggiustamenti dolorosi, le recano maggior danno che ad altri Paesi, e questo non mi va bene».
«CONTI PUBBLICI IN EQUILIBRIO». Un metodo di calcolo diverso, argomenta, mostrerebbe «senza ombra di dubbio che l'Italia ha dei conti pubblici assolutamente in equilibrio». All'Italia «si rimprovera a volte di chiedere troppa flessibilità, di mostrarsi insaziabile, dimenticando che questa domanda è del tutto legittima, perché si iscrive nelle regole europee», spiega ancora Padoan al giornale, citando un tema che ritorna anche nel suo intervento davanti a studenti e ricercatori di SciencesPo.
«FLESSIBILITÀ INCENTIVA RIFORME E INVESTIMENTI». Ai quali spiega che «la flessibilità non è una scusa per l'indisciplina di bilancio, ma un sistema di incentivi per riforme strutturali e investimento pubblico e privato», e che il rispetto delle regole deve essere accompagnato da una «capacità di rivederle» se necessario. Al di là della situazione italiana, il ministro ha voluto attirare l'attenzione sulla «tragedia» di un'Europa «deludente», le cui politiche non soddisfano i cittadini, tanto che «l'opinione di molti è che sia una parte del problema» mentre dovrebbe essere vista come «un'opportunità» e «parte della soluzione».
MINISTRO DELL'ECONOMIA UNICO PER L'EUROZONA. Su questo fronte, Padoan ha ribadito il suo supporto alla proposta di un ministro dell'Economia unico per l'eurozona, che a suo parere permetterebbe «una politica di bilancio comune più equilibrata». Intanto, dal Senato, il viceministro Enrico Morando ha smentito le voci di stampa che evocano un ritocco dell'Iva. «Non credo proprio ci saranno aumenti», ha affermato ai cronisti, ribadendo che il governo sta lavorando alla sterilizzazione «strutturale» delle clausole di salvaguardia.
«Lo abbiamo detto - ha concluso - e lo faremo». Mentre Standard & Poor's prevede per l'Italia un Pil in crescita dell'1,1% nel 2016 e dell'1,3% nel 2017, trainato da una 'ripresa crescente dei consumi', a fronte di una crescita media per l'eurozona dell'1,6%.

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