Economia
CONTROCORRENTE
Parata, Arona dice no
Piemonte: sindaco leghista annulla la festa per il 2 giugno.
di Andrea Dotti
Populismo o buon senso? La proposta di annullare la parata e le celebrazioni per il 2 giugno ha fatto il giro del web e in poche ore l’hashtag #no2giugno è entrato nella classifica dei topic trend di Twitter.
Dopo il doppio sisma in Emilia Romagna, politici e giornalisti si sono accodati al popolo della Rete, chiedendo pubblicamente di annullare la manifestazione e orientare le risorse - 3 milioni di euro - ai territori colpiti dal terremoto. Gli scettici, invece, hanno bollato la protesta con il marchio dell’antipolitica e del qualunquismo. E il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha risposto picche: nessuno tocchi la parata .
NIENTE PARATA AD ARONA. C’è, però, chi ha agito in modo autonomo e dal web ha trasferito le proposte sul campo. Ad Arona, piccolo centro novarese di 14 mila abitanti appollaiato sul lago Maggiore, un sindaco ha deciso di annullare la parata delle associazioni cittadine.
Alberto Gusmeroli, sindaco leghista, il 30 maggio ha annunciato: «L'amministrazione comunale, in segno di rispetto e di lutto, ha deciso di annullare la parata. I soldi risparmiati, verranno devoluti alle popolazioni colpite dai terribili terremoti».
Da festività laica, il 2 giugno è stato trasformato in celebrazione religiosa: è prevista una messa, durante la quale saranno raccolti ulteriori fondi per l’Emilia.
RISPARMIO DI 1000 EURO. «Questa soluzione ha trovato parere favorevole della cittadinanza», assicura il sindaco, «e visto che si tratta di un momento di lutto e di cordoglio abbiamo preferito raccoglierci in un rito religioso».
Ad Arona, il pacifismo non c’entra nulla. Lo scopo dichiarato dalla giunta del paese piemontese è risparmiare su «spese che possono essere indirizzate dove servono di più». Si tratta di una scelta prevalentemente simbolica. Le celebrazioni aronesi, infatti, non hanno la portata di quella romana e il risparmio è stimato intorno ai 1000 euro.
Il sindaco: «All’Emilia il 50% dello stipendio mensile della giunta»
Gusmeroli, però, ha deciso di rilanciare: «Devolveremo all’Emilia il 50% dei compensi percepiti da sindaco, vicesindaco e assessori nel mese di giugno». In pratica, 1.300 euro a testa.
Il Comune sta pensando, in particolare, di destinare i fondi a una città piccola, preferibilmente libera dai vincoli del patto di stabilità. «Dobbiamo ancora decidere quale, ma abbiamo deciso di puntare su una piccola realtà, dove i vincoli burocratici sono più ridotti e dove è possibile interagire direttamente con l’amministrazione, al fine di evitare dispersioni».
La decisione, il primo cittadino, l’ha presa da solo, senza sentire il bisogno di consultare le altre forze politiche: Partito democratico (Pd) e Popolo delle libertà (Pdl). «La parata delle associazioni in occasione del 2 giugno è una nostra invenzione», ha affermato, «e la decisione spetta solo all’amministrazione, non è necessario consultare il consiglio comunale».
L'APPREZZAMENTO DEI CITTADINI. E l’annullamento della manifestazione è stato apprezzato dagli aronesi. O almeno questo è quello che si intuisce dai commenti sulla pagina Facebook di Gusmeroli. Dopo solo un giorno, infatti, la pagina con la nota del sindaco è stata condivisa più di 700 volte e accolta positivamente da quasi tutti gli utenti che hanno commentato.
GUSMEROLI COME TOSI. Il sindaco, tuttavia, non sembra molto interessato alle opinioni della minoranza. Ma non ci sta, allo stesso tempo, a passare per despota. Il suo vanto, infatti, sarebbe aver escluso i partiti dal governo della città e aver costruito una coalizioni guidata dalla Lega, ma appoggiata da semplici cittadini di qualsiasi estrazione politica.
«Tra i miei consiglieri e militanti, ci sono anche persone di sinistra», ha concluso, «posso definirmi il precursore del modello di Flavio Tosi: un Carroccio che bada più alla pratica che ai giochi di partiti».
Venerdì, 01 Giugno 2012
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(3)
nickdurban 02/giu/2012 | 18:15
Parata, Arona dice no
ma come non erano loro x bocca di un cons. zombi padano appena eletto a dire scusate la padania si sta staccando dal sud,dimendicando che il sud e a oltre 400 km da dove e avvenuto il sisma
Bobbis 01/giu/2012 | 12:27
la madre
dei cretini é davvero sempre incinta. E per di più i cretini venderebbero la loro madre sempre incinta pur di mantenere la poltroncina
candido 01/giu/2012 | 10:34
Il giorno dello sciacallo...
Era il titolo di un film, ma fa venire in mente iniziative come questa che in realtà ha uno scopo propagandistico e demagocico.
La vera solidarietà arriva dai volontari di TUTTA ITALIA che si sono recati nelle zone terremotate e a quelle persone che nonostanta la crisi contribuiscono con versamenti personali.
Dopo barbara d'urso ecco un altro esempio di sciacallaggio che per non farsi mancare nulla tira in ballo anche la messa.
E i soliti somari abboccano.
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