Economia
ECONOMIA
Passera: «L'euro può reggere senza Atene»
Il ministro dello Sviluppo: «Vicenda greca gestita malissimo».
«La vicenda Grecia è stata gestita malissimo» e «l'Europa ancora adesso forse pretende cose impossibili».
Così è intervenuto, mercoledì 16 maggio, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nel corso della trasmissione Uno mattina.
In ogni caso, ha proseguito, «credo che l'euro possa reggere anche senza Atene: è un fatto acquisito o quanto meno un'ipotesi molto ragionevole». Secondo Passera, invece, «bisognerebbe aiutare la Grecia a uscire da questa situazione».
Una posizione non distante da quella del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble: «Non si può rinegoziare il piano» perché è un programma «studiato in modo molto dettagliato».
L’EURO NON È IN DISCUSSIONE. Tornando sulla gestione della crisi a livello internazionale, il ministro ha poi sottolineato che il problema «era relativamente piccolo, rappresentava pochissimi punti percentuali del pil europeo», invece «è stato gestito malissimo» e l'Europa «ancora adesso forse pretende cose impossibili, dopo i grandi sacrifici che i greci hanno pagato». Comunque, ha concluso, «non è in discussione la credibilità dell'euro».

L'attacco all'Ue: «È in grande ritardo»
Per il ministro l'Europa di fronte alla crisi «è in grande ritardo, con una mancanza di leadership nei confronti della crescita che è stata molto grave». «Mi sembra», ha aggiunto «che si stia creando una coscienza maggiore dell'importanza della crescita unitamente al rigore e Mario Monti da tempo lo dice», però «l'Europa deve dimostrarlo concretamente», con i fatti.
«I PROSSIMI MESI SARANNO NERI». Passera non vede un futuro molto roseo. «Questo è un anno molto difficile e i prossimi mesi prevedibilmente saranno i più difficili perché la recessione c'è da tempo».
A qaunto pare, infatti, «sono 10 anni che non cresciamo, ci sono state le misure economiche che hanno dovuto mettere a posto i conti pubblici e non c'é ancora l'effetto di quelle per lo sviluppo». Per il ministro «bisogna avere la solidità e il senso di responsabilità, che non sempre tutti hanno, di sapere che questo è il mommento più difficile e i Paesi che terranno la barra fissa ci passano attraverso». «L'Italia ha tutti i numeri per passarci attraverso, ha tutte le energie per crescere».
Mercoledì, 16 Maggio 2012
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feltrin 16/mag/2012 | 17:10
PERCHE' TENERE IN VITA L'EURO CHE E' CLINICAMENTE MORTO?
evitateci lunghi anni di agonia, l'Euro e l'Europa sono un fallimento e vanno messi da parte. Purtroppo però, all'Italia manca la guida e l'unica cosa che possiamo fare è mandare a casa quella attuale e puntare su giovani menti brillanti non intaccati dal marciume della politica degli ultimi 60 anni.
Martello 16/mag/2012 | 14:41
Concordo, siamo in piena terza guerra mondiale
Quella economica condotta da speculatori senza scrupoli che cercano di condizionare le democrazie nei vari Paesi per il loro tornaconto.
Pe combatterli e vincerli occorrono governanti che non siano al soldo o imposti da questi poteri esterni, ma uomini che onestamente abbiano a cuore gli interessi dei propri cittadini ed il coraggio contrastare concretamente le manovre della speculazione mondiale
Picabo48 16/mag/2012 | 11:29
Un altro tuttologo del nulla.
Mentalità da banchiere, anche per questo l'Italia è ridotta così.
Tra politici nulla facenti e molto costosi e tecnici che vogliono fare politicica senza sapere dove andare, siamo proprio messi male.
Nessuno discute che l'Europa può sopravvivere senza la Grecia; in linea di principio è un'ovvietà.
Quello che che manca è la politica, quella vera, alta.
Se Atene esce dall'euro chi la racconta agli speculatori finanziari che tutto è a posto; risponderanno che niente è in ordine e cercheranno il prossimo candidato ad essere espulso e continueranno così finchè non avranno raggiunto il loro obiettivo, quello di distruggere l'Europa, Germania compresa.
Se non si torna ad avere politici seri e capaci qui finisce a macerie per tutti.
Smettiamola di credere ai maghi della pioggia.
Se la prossima fermata sarà Montezemolo e la sua compagnia di giro, non ne usciremo più.
Servono pensieri intelligenti; il mercato libero, ancge da se stesso, ci ha portato qua.
L'Europa ha bisogno che si torni a pensare al bene delle persone, si combatta la speculazione, si cambi, insomma, registro.
Quando un primo ministro, Rajoy, dichiara che uno sciopero non l spaventa, e potrebbe pure starci, ma lo preoccupano i mercati, allora siamo fritti; i mercati non sono enti spersonalizzati, altro non sono che un'orda di speculatori finanziari che fanno lobby sulla politica impedendo che si prendano decisioni diverse.
La terza guerra mondiale sarà di tipo economico; chi sarà capace di ignorare gli speculatori e difendere i propri cittadini uscirà vincente, mentra chi si piegherà al volere economico-finanziario lascerà solo macerie, se non ne resterà sepolto egli stesso.
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