Redditi, i giovani sono più poveri di 30 anni fa

I nati tra gli Ottanta e i Novanta sono più poveri dei loro genitori. In Europa e negli Usa. Lo rivela un'inchiesta del Guardian.

07 Marzo 2016

Un gruppo di giovani Millennials.

Un gruppo di giovani Millennials.

Essere nati tra gli Anni 80 e i 90, in Europa, non è stato un bell'affare. Ancora di meno lo è per gli italiani. La generazione 'Millennials' è quella che se la passa peggio in termini di reddito, almeno stando all'inchiesta realizzata dal Guardian.
Laddove 30 anni fa i giovani adulti guadagnavano di più rispetto alla media nazionale, oggi in molti Paesi devono accontentarsi di redditi più bassi del 20%. In particolare questo sta accadendo negli Stati Uniti e in Italia, dove i 'millennials' hanno visto aumentare in modo minimo il loro reddito reale rispetto invece alle migliori condizioni di vita ottenute dalle altre fasce della popolazione e sono di fatti fermi ai livelli di 30 anni fa.
UN GRAFICO INTERATTIVO. Andando sul sito del quotidiano britannico si può verificare come la propria fascia d'età è piazzata in relazione alla media del proprio Paese, ai decenni precedenti, e scoprire in quale Paese si vivrebbe meglio.
Il quadro italiano è quello del solito Paese per vecchi. Tutte le fasce d'età dai 20 ai 44 anni sono sotto la media nazionale; le uniche ad aver migliorato la loro condizione rispetto al 1986 sono le fasce dai 50 ai 79. Le fasce 70-74 e 75-79 sono le uniche per cui l'Italia è il miglior Paese tra quelli presi in esame. In compenso siamo il luogo in cui si vive peggio tra i 20 e i 54 anni.
Nel complesso, comunque, le generazioni degli Anni 80 e 90 si ritrovano a guadagnare molto meno rispetto ai padri e ai nonni e ad avere meno prospettive di quanto nel avessero costoro alla loro età in tutta Europa e negli Stati Uniti. Non solo: spesso, pur lavorando, hanno possibilità economiche inferiori ai pensionati.
UNDER 35 PIÙ POVERI DEI PENSIONATI. In Italia gli under 35 sono così diventati in media più poveri dei pensionati under 80. Mentre in Francia per la prima volta i nuovi pensionati dispongono di un reddito maggiore rispetto alla famiglie guidate da una persona con meno di 50 anni. E negli Usa gli under 30 si ritrovano con risorse economiche inferiori rispetto a chi ha fra 65 e 79 anni: altra realtà senza precedenti, nella storia d'un Paese la cui epopea - quella del sogno americano - si è legata fin dalla fondazione dalla promessa di opportunità offerte alla gioventù.
A far eccezione è l'Australia, che ha dati sopra la media e in crescita tra i 20 e i 39 anni e sotto la media per quanto riguarda l'età pensionabile (dai 65 in su).
GUARDIAN: «TEMPESTA PERFETTA». Tra le ragioni di quella che il giornale britannico ha definito una «tempesta perfetta» generazionale, senza precedenti nella storia recente, ci sono diversi fattori: dall'indebitamento, all'occupazione precaria, alle conseguenze negative della globalizzazione.
«La situazione è molto dura per i giovani», ha riconosciuto Angel Gurría, segretario generale dell'Ocse, intervistato dal Guardian, «sono stati colpiti duramente dalla grande recessione e da allora per loro la situazione del mercato del lavoro è migliorata poco». Ormai si è a uno scenario limite: «Questo è un problema da affrontare con urgenza. Continuare in questo modo danneggerà i nostri figli e tutta la società».

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