CRISI SENZA FINE

Fitch taglia la Spagna a BBB

Rating giù. Junker: «Pronti ad aiutare».

07 Giugno 2012

La Spagna s'inabissa, chiede aiuto a Bruxelles, ma viene ricacciata giù, con la testa sott'acqua, dall'incubo rating.
A meno di 48 ore dall'Sos lanciato da Madrid all'Unione europea («Abbiamo un problema di finanziamento, ci deve sostenere», le parole del premier Mariano Rajoy), Fitch ha deciso di calare la mannaia: triplo taglio del rating, con il Paese iberico che, in un sol colpo, precipita da A a BBB. Ciliegina sulla torta, l'outlook negativo. Un colpo durissimo, che fa seguito ai declassamenti di maggio, targati Moody's: in quel caso era toccato a 16 banche e quattro regioni.
FINO A 100 MLD PER RICAPITALIZZARE LE BANCHE. Gli analisti di Fitch hanno motivato il downgrade con una sfilza di fattori: in cima alla lista, la sempre più probabile ricapitalizzazione del sistema bancario spagnolo e il costo che potrebbe avere per le casse della Moncloa. Le stime di Fitch parlano di circa 60 miliardi di euro (il doppio rispetto ai 29 miliardi calcolati dal Financial Times), pari al 6% del Pil. Una cifra che potrebbe lievitare ulteriormente, fino a sfondare i 100 miliardi di euro (9% del Pil) nel caso in cui lo scenario dovesse peggiorare rispetto alle previsioni attuali.
ALL'ORIZZONTE, UN ANNO E MEZZO DI RECESSIONE. Il riassetto delle banche, parallelamente, potrebbe far salire il rapporto debito/Pil fino al 95% nel 2015.
Ma non è tutto. Secondo l'agenzia, la Spagna è attesa da almeno un altro anno e mezzo di recessione: dopo il 2012, insomma, anche il 2013 dovrebbe farsi portatore di crisi e difficoltà di bilancio.

Titoli di Stato, salgono i rendimenti

Lo schiaffo di Fitch ha messo in ombra l'asta in cui la Spagna ha collocato poco più dei 2 miliardi di titolo di Stato che aveva programmato. La domanda è in crescita ma i rendimenti sono saliti, in linea con le condizioni del mercato secondario, raggiungendo il 6,044% contro il 5,743% di aprile sul decennale 2022, e il 5,353% dal 4,319% per il 2016. 
Prima che arrivasse il declassamento c'è stata anche la chiusura della Borsa, positiva in tutta Europa e anche a Madrid che ha concluso le trattazioni il 7 giugno a +0,30%. Poi, però, la scure dell'agenzia di rating.
JUNCKER TENDE LA MANO. Pochi minuti dopo la comunicazione ufficiale di Fitch, sono arrivate le parole di supporto del presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker: «Se la Spagna dovesse chiedere aiuto», ha affermato, «lo avrà». Tuttavia, ha precisato che ancora «non c'è stata una richiesta» da parte di Madrid ed è troppo presto per «speculare sui tempi e sulle cifre» di un'eventuale aiuto.
ATENE FA PAURA, ANCHE L'ITALIA A RISCHIO. Per l'Europa, però, questo potrebbe essere solo l'inizio. Parola del direttore generale dell'agenzia, Edward Parker: se la Grecia dovesse uscire dall'euro - ha assicurato - i rating di Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Cipro verrebbero abbassati «in modo automatico» e tutti gli altri Paesi dell'Eurozona sarebbero messi sotto osservazione per un eventuale downgrade

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