Economia
SPESA PUBBLICA
Spending review, stop alle telefonate
Freno alle interurbane nelle Pa.
Per costruire una casa, bisogna prima piazzare le fondamenta. Così, per fare la spending review, si può partire anche dai tagli alle piccole spese.
È quello che devono aver pensato alla Funzione pubblica quando, nell'ambito della riduzione dei costi voluta dal ministro Filippo Patroni Griffi, hanno deciso di dare una netta sforbiciata alla bolletta del telefono bloccando le chiamate interurbane e ai cellulari in uscita, per quella che Patroni Griffi ha definito una «rivoluzione del buonsenso».
TAGLI AI MINISTERI. Ma i tagli disposti dal governo vanno ben oltre, toccando stipendi dei dipendenti statali, province, accorpamenti e tagli alla spesa per i ministeri, interventi sugli affitti pubblici, ulteriore riduzione delle auto blu.
L'attesa è tutta per l'approvazione di questa serie di misure, che dovrebbe arrivare durante un consiglio dei ministri straordinario convocato ad hoc prima dell'Eurogruppo del 28 giugno.
L'idea è quella di permettere a Mario Monti di presentarsi ai partner Ue con la riforma del lavoro uscita dal parlamento e la possibilità di evitare un ulteriore aumento del carico fiscale.
OBIETTIVO: EVITARE L'AUMENTO IVA. I risparmi ottenuti dalla spending review, infatti, avrebbero come primo obiettivo quello di evitare l'aumento dell'Iva già fissato a ottobre.
Un'altra parte, nel caso si riuscisse a incassare più del previsto, potrebbe essere impiegata anche per rifinanziare le spese inderogabili (ad esempio le missioni di pace).
E così i soldi dovrebbero finire, almeno i 5 miliardi che dovrebbero derivare dal taglio della spesa, e al governo resterebbe il compito di trovare i fondi per la ricostruzione del post-terremoto.
Una cifra dovuta a tagli 'strutturali', in grado dunque di produrre effetti anche negli anni successivi, e che potrebbe anche crescere con nuovi interventi da parte del super-commissario Enrico Bondi.
INTERVENTI CONFERMATI DALLA LEGGE DI STABILITÀ. Inoltre, ad esempio nel caso delle province, gli effetti di un intervento sarebbero apprezzabili ma solo nel corso degli anni.
Così, determinati interventi, in particolare quelli che riguardano le province e gli statali, dovrebbero proseguire anche dopo il decreto, attraverso la Legge di Stabilità in arrivo in autunno.
Tra le ipotesi da vagliare ci sono quella del taglio del 5% della pianta organica delle amministrazioni, i prepensionamenti, il blocco del turnover.
RISPARMI SENZA LICENZIAMENTI. Una riduzione, quella degli impiegati, che sarebbe però in gran parte 'teorica', perché riguarderebbe il personale potenziale (la pianta organica appunto) di ciascuna amministrazione e non quello in servizio, il che renderebbe le cifre sugli esuberi nella Pa ancora provvisorie e oggetto di futura discussione.
Tagli che sarebbero dunque in grado di portare risparmi a regime, senza incidere direttamente sulla vita delle persone.
La spending review passa anche dalla riduzione delle province e dal taglio degli enti inutili, mentre il commissario straordinario Bondi dovrebbe occuparsi in particolare della riduzione di beni e servizi.
Mercoledì, 20 Giugno 2012
Sanità, le Regioni contro i nuovi Lea di Balduzzi
30/12/2012 Errani: «No a iniziative unilaterali e agli annunci non realizzabili».
(1)
michihorse 21/giu/2012 | 10:42
non ci posso credere....
Comincio ad avere qualche dubbio.....ma....... ,sono veramente professori?
Spending review , hanno chiamato (a pagamento) un loro collega esperto di costi di gestione , hanno sollecitato i cittadini ad inviare suggerimenti , avranno (penso) disegnato diagrammi , elaborato dati , addizionato , sottratto ,moltiplicato, diviso e finalmente hanno preso la decisione : vietare le telefonate interurbane ai ministeriali. Tutto qui ? Ma deche ? Ma che e uno scherzo? Non ci sono piu le telefonate interurbane, non esistono piu gia da un decennio, ma l'hanno mai vista una bolletta telefonica ma dove vivono , sicuramente non dove viviamo noi.
Se queste sono le migliori menti Italiane siamo messi molto male purtroppo.
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