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Economia 

CRISI GLOBALE

Ue, la grande fuga di capitali

La paura della fine dell'euro spinge al rimpatrio di fondi. E gli investitori 'scappano' dai Paesi deboli.

Rinazionalizzazione da una parte, fuga dei capitali dall'altra. Secondo gli esperti c'è questo doppio fenomeno, iniziato quattro anni fa e ora più intenso che mai, alla base del crescente indebitamento dei Paesi dell'Europa, soprattutto quelli del Sud.
Il rimpatrio dei capitali, cominciato alla vigilia del crac Lehman Brothers, si è verificato in tutti i Paesi dell'Ue, nessuno escluso.
Stando a quanto riportato dal Corriere della sera, tra il 2008 e il 2011 le banche italiane hanno ridotto gli investimenti in Germania del 46% (pari a 200 miliardi di dollari) e in Francia del 54%. Questo fenomeno, che colpisce anche i Paesi forti dell'Unione, continua a essere alimentato dal timore della fine dell'euro.
Il motivo è semplice: è più sicuro tenere attività e passività all'interno della stessa giurisdizione nazionale. Meglio, insomma, non avere debiti in una moneta che si rivaluta e introiti in una moneta debole.
SPAURACCHIO CRISI, I CAPITALI VANNO A NORD. In certi Paesi deboli dell'area, però, i risparmiatori sono stati condizionati dalla paura che le banche nazionali o lo Stato potessero collassare. Detto in parole povere, i cittadini e le imprese hanno smesso di fidarsi, decidendo di portare altrove i propri soldi.
È nato così l'altro fenomeno, parallelo al rimpatrio dei fondi: in Grecia, Spagna, Cipro, Irlanda ma anche Italia i cittadini e le imprese hanno iniziato a chiudere i conti in banca e a portare i soldi in Germania, Lussemburgo, Olanda o Francia. 
INVESTITORI ESTERI IN FUGA DA BTP E BOT. La sfiducia nei Paesi deboli dell'Eurozona ha caratterizzato non solo il comportamento dei risparmiatori, ma anche quello degli investitori esteri. Tra la fine del 2009 e il febbraio del 2012, per esempio, i crediti degli istituti tedeschi in Italia sono passati da 131.666 a 100.365 miliardi di euro, con una riduzione del 23,8%.
Secondo uno studio di Jean Pisani-Ferry e Silvia Merler del centro-studi Bruegel, nell'ultimo anno, i fondi privati dall’estero verso l'Italia sono crollati di 200 miliardi: circa il 14% del Pil. Insomma, fuori dai confini nazionali i compratori privati di Bot o Btp scarseggiano.
BCE, ACQUISTO DI TITOLI E PRESTITI ALLE BANCHE. A sostituirli è stata la Bce. Francoforte ha iniziato a comprare con continuità e in maniera diretta i titoli di Stato o, in alternativa, a prestare soldi alle banche italiane perché lo facessero. Il risultato è che nel sistema dei pagamenti interno alle banche centrali europee federate nella Bce, denominato «Target 2», l'Italia è sempre più in debito e la Germania sempre più in credito.
Molti investitori in Italia, Germania, Francia e Spagna si stanno comportando come se temessero la fine dell'euro. Ma è proprio preparandosi alla fine dell'unione monetaria che la stanno rendendo possibile.

Giovedì, 14 Giugno 2012


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Commenti (1)

cyr 14/giu/2012 | 17:44

la storia...
...non insegna nulla, purtroppo.

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