Mario Margiocco

L'ANTEAMERICANO

Università Usa, un sogno che costa caro

Dal 1980, le tasse degli atenei sono aumentate del 1.120%. E rendono l'istruzione «un bene sempre meno sostenibile».

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20 Agosto 2013

L'università di Yale.

L'università di Yale.

Si parla molto di università americane, un fruttuoso passaggio per alcuni e una sorta di blasone per altri, ma dall’Italia non c’è mai stato e non c’è neppure ora un flusso paragonabile a quello di vari altri Paesi europei.
Con poco più di 4 mila presenze annuali, gli studenti italiani nelle università americane sono quasi al 30esimo posto nella classifica per nazioni, dominata da Cina, India e Arabia Saudita, e sono la metà dei colleghi francesi e meno della metà di tedeschi e britannici.
COSTI IN CRESCITA. Il numero non sembra destinato a salire facilmente, data la crescita esponenziale dei costi dell’istruzione superiore americana, di cui deve tenere conto anche il sistema delle borse di studio di cui spesso i graduate student (post laurea) italiani beneficiano al pari dei colleghi di altre nazioni.
Per un europeo abituato a pagare tasse attorno ai 1000 euro l’anno nelle università statali (e in Germania anche meno), quello americano è un altro mondo.
Gli 11 mila euro (circa 14 mila dollari) chiesti dalla privata Università Bocconi agli studenti delle famiglie del quarto livello, le più abbienti, oltre i 114 mila euro di reddito, (diventano 5 mila per quelli di famiglie con il reddito più basso, primo livello) sono poca cosa rispetto a quanto costa frequentare un anno alla Columbia, a Cornell e Yale, a Harvard o a Stanford o a Notre Dame, tutte attorno ai 40 mila dollari a cui vanno aggiunte le tuition cioè tasse, con il costo medio di mantenimento e libri.
CIRCA 60 MILA DOLLARI ALL'ANNO. Una cifra che, calcolata dalle università stesse, porta spesso il totale vicino ai 60 mila dollari l’anno, quasi una volta e mezza il salario annuo medio del lavoratore americano.
In media, il costo delle tasse nel sistema delle università private è di circa 30 mila dollari l’anno. Questo significa che ottenere un master, per cui servono di norma sei anni o comunque 11 semestri dopo le superiori, costa solo di tasse nel sistema privato circa 180 mila dollari, cioè circa 140 mila euro.

Il 40% degli studenti Usa paga 10 mila dollari all'anno per l'università

L'università di Harvard.

L'università di Harvard.

Naturalmente la grande maggioranza dei giovani americani, l’80% e più, non frequenta queste scuole private di élite (alcune, medio-piccole in genere, meno note in Europa ma blasonatissime in America, sono ancora più care di Harvard, Columbia e Stanford), ma università statali, in genere ottime, o gli ancor meno cari community college, scuole in genere biennali che consentono poi di concludere altrove.
Ma anche l’università statale, in particolare per i non residenti nello Stato, americani o stranieri, non è a poco prezzo. Secondo il College Board, un'associazione accademica fra le più note attiva dall’anno 1900 e di cui fanno parte quasi 6 mila scuole ed enti educativi, la tuition media in una buona scuola statale (controllata cioè da uno dei 50 Stati, tutti ne hanno e spesso con più sedi, mentre il governo federale non si occupa direttamente della formazione universitaria) è di circa 21 mila dollari per gli out of state, i non residenti.
L'AIUTO DELLE BORSE. Il 40% circa degli studenti che le frequentano, però, in quanto residente del rispettivo Stato, paga non più di 10 mila. In molte di queste università un numero rilevante di studenti, poco meno della metà, ottiene qualche forma di aiuto, borse totali da varie fonti o aiuti parziali, spesso dall’università stessa.
Nei corsi undergraduate, i primi quattro anni, cioè, gli stranieri in genere hanno poche borse di studio da fondi americani, mentre per loro il sistema degli aiuti allo studio, ben oliato in America anche se meno generoso rispetto al passato, funziona nelle graduate schools (corsi per il master o il Ph.d. e frequenza della scuole professionali postlaurea di legge, business e medicina, anche se queste ultime sono un caso a sé).

Dal 1980, le tasse degli atenei sono aumentate del 1.120%

Un gruppo di laureandi.

Un gruppo di laureandi.

La graduate school (tutte le università di una certa dimensione ne hanno una) è quella che uno straniero interessato a entrare in un sistema efficiente e competitivo, e desideroso di conoscere da vicino gli Stati Uniti, decide il più delle volte di frequentare.
Mentre per un undegraduate una buona università europea, molto meno costosa tra l’altro, è da consigliare.
I primi due anni post licenza media superiore di tutte o quasi le università americane, comprese le più blasonate fra le private, sono infatti dedicati a colmare le lacune che la tipica high school americana lascia disseminate nelle varie discipline, ben superiori a quelle di un decente liceo europeo.
POST LAUREA DA COMPETIZIONE. Si può dire, infatti, generalizzando ma senza sbagliare di troppo, che il pur ottimo sistema accademico americano manifesta la propria superiorità soprattutto nel sistema di studi post laurea.
Insomma, quanto a costi, si può dire che anche il sistema delle università statali, da quello del Michigan a quello del Minensota, del Colorado, della California, l’ossatura portante del sistema americano di educazione superiore, costa non meno di quanto paga per la Bocconi, la più cara del sistema italiano e una delle poche private, la fascia di reddito più alta.
Columbia, Harvard, Yale e le altre private americane, quanto a costi, sono su un altro pianeta.
Il fatto rilevante, e che in questi giorni di pre rentrée scolaire vari giornali americani mettono in rilievo, è la corsa senza confronti che il costo dell’istruzione universitaria ha subito in America.
Dal 1980, l’indice dei prezzi al consumo è aumentato del 200%, i costi sanitari, considerati in corsa folle, del 600%, e la tuition e le fees, le tasse cioè e i costi medi di mantenimento calcolati dalle università stesse, del 1.120%, più che decuplicati.
Una corsa che riflette l’aumento dei costi generali e non particolarmente quelli per il corpo docente, che ha visto cattedre di ruolo (tenured) sempre più rarefatte e una dinamica assai più contenuta dei salari dei docenti, spesso ormai part-time.
VIATICO INDISPENSABILE. È una corsa che riflette soprattutto la legge della domanda e dell’offerta. Una buona educazione universitaria è, o meglio era fino a quando il diploma assicurava lavori meglio retribuiti, cioè fino a ieri, il viatico indispensabile per la vita.
«L’aumento delle tasse e la diminuzione spesso dei redditi reali fanno dell’educazione universitaria un bene sempre meno sostenibile», ha dichiarato nei giorni scorsi il senatore Tom Harkin, democratico dello Iowa e presidente della Commissione Sanità e Scuola.
«Per milioni di giovani l’aumento dei costi universitari sospende il Sogno Americano, o lo mette fuori portata».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

gallero 20/ago/2013 | 13 :27

quì ,caballeros,all'assalto del titolo
in Italia,lo sanno tutti,gli studenti si laureano ,infruttuosamente,a spese dei poveri,..contribuenti,in USA c'è più rispetto,e adesso,per invogliare le iscrizioni gli atenei fanno anche sconti e saldi fuori stagione,naturalmente,promozione garantita,al limone,ma a cosa servano quelle lauree,con valore legale(chissà perchè,qualcuno indovina?) non è noto:il Paese è alla rovina,economicamente ed eticamente,le laurre ci conviene darle alla naascita,risparmieremmo un fracco,tanto a nulla giovano

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