Economia
INGHILTERRA
Welfare, Cameron all'attacco
Per ridurre la spesa, il premier punta ai tagli dei sussidi sociali e della disoccupazione.
di Lorenzo Berardi
da Londra
David Cameron all'attacco del welfare. Lunedì 25 giugno,
durante un discorso pronunciato nel Kent, il premier inglese ha
fatto capire di avere idee ben precise su come ridurre
l'ammontare delle spese che ogni anno lo Stato destina ai
sussidi sociali e di disoccupazione, oggi particolarmente
generosi nel Regno Unito. Benefit che, secondo Cameron, vanno
ridotti e meglio indirizzati con l'obiettivo di ridurre gli
sprechi e disincentivare coloro che preferiscono chiamarsi fuori
dal mercato del lavoro consapevoli di potere contare
sull'aiuto economico dello Stato.
LINEE GUIDA SULLA SPESA. L'intenzione
dichiarata del numero 10 di Downing street è di tracciare le
linee guida sulla spesa pubblica nel settore sociale in vista
delle elezioni di maggio 2015 al termine delle quali pare
difficile ipotizzare che, qualunque sia l'esito delle urne,
l'attuale coalizione conservatrice-liberale possa restare in
piedi. E nonostante manchino ancora quasi tre anni al voto, il
primo ministro appare deciso a riaffermare le posizioni del
proprio partito a scapito di quelle dei liberaldemocratici di
Nick Clegg pur consapevole che una simile mossa rischia di
incrinare i rapporti all'interno della coalizione di
governo.
RECUPERARE I VOTI TORY. Una strategia confermata
dalla Bbc secondo cui la nuova proposta sul welfare del
primo ministro rappresenta «un tentativo di riallacciare i
rapporti con i parlamentari tory meno soddisfatti e che hanno
accusato Cameron di annacquare i tradizionali valori del proprio
partito per via dell'influenza dei liberaldemocratici».
Rivedere il sussidio per favorire chi ha realmente bisogno di aiuto
È toccato a Bbc News riassumere gli otto punti salienti
della nuova proposta cameroniana sullo stato sociale in vista del
manifesto elettorale che il partito conservatore presenterà alle
elezioni del 2015.
Fra le principali innovazioni proposte dal 10 di Downing street
vi sono la necessità di separare l'entità dei benefit di
disoccupazione dall'inflazione basandoli invece sul valore
reale degli stipendi oltre alla necessità di rivedere il
meccanismo di attribuzione dei sussidi che oggi favorisce
nettamente le coppie senza lavoro con figli.
Inoltre, Cameron intende ridurre il limite massimo dei sussidi
per la casa a 20 mila sterline (25 mila euro) all'anno
assicurandosi che gli alloggi popolari vadano soltanto a chi
realmente ne ha bisogno, escludendo quindi tutti coloro che
guadagnano a sufficienza per permettersi un mutuo o pagare
affitti a prezzi di mercato.
NIENTE BONUS CASA AGLI UNDER 25. Non è tutto.
Come riportato dal Guardian, infatti, il premier conservatore,
ha in mente di impedire l'accesso ai bonus sulla casa ai
minori di 25 anni. Un'ipotesi che, se tradotta in realtà,
rischia di rimandare il momento in cui molti giovani inglesi
decidono di lasciare casa dei genitori e formare una propria
famiglia.
Un rischio, quello di decine di migliaia di giovani britannici
potenzialmente costretti a gravare sugli stipendi dei propri
genitori, che non preoccupa Cameron fiducioso su una ripresa
dell'occupazione giovanile di qui al 2015. Di fatto, il 25
giugno il premier britannico non ha usato giri di parole,
definendo l'attuale sistema di sussidi sociali e di
disoccupazione «del tutto sbagliato» e auspicando la creazione
di una nuova «cultura dei diritti» capace tanto di fronteggiare
gli sprechi quanto di rilanciare l'economia
d'Oltremanica.
NUOVI TAGLI FINO AL 2014. L'Independent ha definito l'insieme delle
proposte di Cameron sul welfare come «la fine del
conservatorismo compassionevole». Un nuovo taglio alla spesa
pubblica che arriva dopo gli spending cuts da 81 miliardi
di sterline (101 miliardi di euro) varati dal ministro per le
Finanze conservatore per il periodo 2010-14 e già abbattutisi
sui budget a disposizione di sanità, istruzione ed
esercito.
Un risparmio significativo ma non sufficiente per ridare ossigeno
alle casse dello Stato inglese, tanto è vero che l'Huffington Post ha stimato in ulteriori
10 miliardi di sterline i tagli necessari per permettere al
governo Cameron di rispettare la propria tabella di marcia sulla
riduzione del debito pubblico. E proprio dalla riduzione dei
benefit sociali e da una maggiore attenzione su chi siano i
destinatari dei sussidi, il primo ministro inglese spera di
ottenere la cifra necessaria a fare quadrare i conti di Londra in
caso di una propria conferma a Downing street dal maggio 2015 in
poi.
Critiche all'approccio di Cameron sull'occupazione
Critiche le reazioni al discorso di Cameron provenienti
dell'opposizione laburista che ha accusato il premier
conservatore di un «approccio sbagliato al tema della mancanza
di occupazione».
Secondo il New Statesman, Cameron ha riproposto il
«mito dei benefit per la casa» dopo avere abbandonato da un
pezzo il proprio slogan elettorale «We are all in this
together», ossia siamo tutti sulla stessa barca.
A detta del settimanale di sinistra inglese, il primo ministro
sbaglia nel sostenere che i sussidi destinati dal governo alle
famiglie per agevolare il pagamento degli affitti o concedere
abitazioni di dimensioni maggiori ai nuclei familiari più
numerosi siano un benefit per i disoccupati.
Citando un recente studio condotto dalla Building
and social housing foundation, il New Statesman ha
precisato come «il 93% delle richieste di sussidi per la casa
pervenute al governo fra il 2010 e il 2011 siano arrivate da
famiglie che contavano almeno un lavoratore al loro
interno».
CLEGG NON CONDANNA IL PREMIER. Meno dure del
previsto, invece, le parole pronunciate dal vicepremier, il
lib-dem Clegg, immediatamente dopo le dichiarazioni del premier
sul welfare. Secondo Clegg, «Cameron ha parlato come leader del
partito conservatore esprimendo le sue opinioni personali circa
quello che vorrebbe accadesse dopo il 2015 ed è completamente
libero di farlo al pari di qualsiasi altro segretario di
partito».
Una frase che sembra preannunciare come lo stesso viceprimo
ministro liberaldemocratico sia pronto a dire la propria sugli
stessi temi, consapevole del fatto che fra tre anni lib-dem e
conservatori torneranno a essere avversari alle urne, presentando
proposte completamente diverse gli uni dagli altri.
Martedì, 26 Giugno 2012

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