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Economia 

Media & Affari

Arianna in via Solferino

Huffington e Rcs preparano l'edizione Italiana del Post.

di Marco Valle

Arianna Huffington vuole conquistare in fretta l'Europa, passando anche per l'Italia. Il debutto di una versione made in Italy del giornale online statunitense Huffington Post  è previsto entro giugno 2012, almeno nelle intenzioni.
La presidente e fondatrice del quotidiano telematico, battezzato nel 2005 e che ora conta una media di 37 milioni di visitatori al giorno, nell'ottobre scorso ha fatto il suo grand tour nel nostro Paese, dopo aver ceduto il suo gioiello ad America Online (Aol) per 315 milioni di dollari nel maggio 2011.
Ha stretto mani e buttato le fondamenta per un possibile accordo che, secondo quanto risulta a Lettera43.it, viaggia su un unico binario: quello di un’intesa con la Rizzoli Corriere della Sera (Rcs).
DEBUTTO EUROPEO A OTTOBRE. Huffington Post è sbarcato per la prima volta nella zona Euro in ottobre con il progetto di una versione in lingua francese, Huff Post France al debutto in febbraio con la direzione di Anne Sinclair, giornalista e presentatrice tivù, ma soprattutto moglie dell'ex direttore del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn.
LA FRANCIA PRIMA TAPPA UE. Anche in Francia, Arianna Huffington ha cercato una partnership con un grande quotidiano, scegliendo Le Monde.
E la stessa cosa è accaduta in Spagna, dove grazie all’accordo con El Pais è già partita la versione iberica El Huff. Adesso tocca all'Italia. Subito dopo, nei piani di Arianna c'è la Turchia.

Dalla testata al controllo della linea: si discute in via Solferino

La trattativa con il Corriere sembra tuttavia agli albori, e il primo intoppo è chiaro: a chi spetterà la maggioranza, e quindi il controllo della linea della nuova testata? Poi c’è il nome del giornale: sarà più valorizzato il brand Corriere della Sera oppure Huffington Post?
Certo, creare una nuova realtà editoriale risolverebbe un problema alla Rcs: quello della sistemazione di un po’ di giornalisti. Sicuramente vi finirà qualcuno dei redattori in esubero dei periodici della casa.
L'OPZIONE CITY SUL PIATTO. Ma tra le ipotesi sul piatto c'è anche l'utilizzo di una parte della struttura redazionale di City, il quotidiano free press del gruppo Rizzoli - fondato nel 2001 e oggi diretto da Bruno Angelico - sul cui destino il management della casa editrice ha in corso un ripensamento strategico.
City è distribuito in 15 città (Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Roma, Napoli, Torino e Verona, Bergamo, Brescia, Como, Monza, Varese e Pavia), con una diffusione 2010 dichiarata dall'editore di 850 mila copie, e ha una versione online dal 2005.
I BILANCI FREE PRESS LANGUONO. I conti 2011 di tutto il settore free press zoppicano per il calo dei ricavi pubblicitari che sono crollati di poco meno del 50%. Secondo il bilancio di Rcs media group, nei primi nove mesi dello scorso anno la contrazione degli annunci a pagamento su City è stata inferiore a quella del mercato, con un meno 28% rispetto al 2010.
L'allenza con Huffington sarebbe un asso in più da giocare per il gruppo italiano, che sta mettendo sul tavolo tutte le sue carte, tra cui la vendita della casa editrice francese Flammarion, per evitare un aumento di capitale.

Martedì, 17 Gennaio 2012


Commenti (1)

cosedapaz 19/gen/2012 | 12:16

Ma voi le notizie prima di scriverle, le verificate?
Ieri ho letto questo articolo, e vabbè.
Poi oggi ho letto quest'altro articolo: http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/01/19/news/nasce_huffington_post_italia_joint_venture_col_gruppo_espresso-28406480/?ref=HRERO-1 che dice l'esatto contrario di quello che avete scrtto voi.
Ora la domanda è, ma voi, prima di pubblicare un articolo, la notizia la verificate?

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