Canone Rai, le novità per il 2016

Niente addebito degli arretrati. E imposta da pagare anche per chi oscura la Rai. Da luglio tassa in bolletta. L'obiettivo: recuperare 420 milioni di euro di evasione.

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03 Febbraio 2016

La sede della Rai in viale Mazzini a Roma.

(© Ansa) La sede della Rai in viale Mazzini a Roma.

I tele-utenti, quelli che pagano il canone, possono passare un’estate tranquilla.
In autunno poi si vedrà.
Dopo una girandola di voci su possibili recuperi dell’arretrato - cioè di bollettini arrivati e mai pagati - da inserire nella bolletta elettrica, il ministero dello Sviluppo economico ha finalmente risolto un po’ di dubbi.
Con una nota informale il dicastero di via Veneto ha precisato che «nella bolletta elettrica non saranno addebitati eventuali arretrati non pagati del canone Rai».
PRIMA TRANCHE DA 70 EURO. Insomma, a luglio si pagano soltanto i 70 euro della prima tranche della tassa dovuta per il possesso di un televisore, mentre i restanti 30 dei 100 complessivi saranno incassati successivamente.
Il timore che il Mise mettesse mano agli arretrati era più che un timore, tanto da aver indotto le associazioni dei consumatori a chiedere ripetutamente chiarimenti.
È ovvio che la nota del ministero non esclude affatto la possibilità che il governo vada a caccia degli evasori con altri mezzi, magari delegando l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia, ma come detto si tratta di una possibilità e non di una certezza.
INEVITABILITÀ DEL TRIBUTO. A rafforzare questa ipotesi è arrivata una sentenza della Cassazione che ribadisce l’inevitabilità del tributo, annullando una decisione della Commissione tributaria del Lazio che aveva fornito una scappatoia al contribuente.
«La richiesta di oscuramento dei canali Rai», spiega il dispositivo dei magistrati, «non estingue l’obbligo di pagamento del canone radiotelevisivo».
EVASIONE QUASI AL 40%. Dunque il canone è dovuto da tutti. E l’inserimento in bolletta elettrica dovrebbe ridurre l’area dell’evasione, che aveva raggiunto quasi il 40%.

L'importo scende da 113,50 a 100 euro: cinque o 10 rate all'anno

Da luglio 2016 si paga il canone Rai nella bolletta elettrica.

(© Imagoeconomica) Da luglio 2016 si paga il canone Rai nella bolletta elettrica.

Entrando nello specifico, la nuova Legge di Stabilità approvata definitivamente dai due rami del parlamento modifica l’entità e la modalità di riscossione del canone Rai per l’anno 2016.
Il provvedimento prevede la riduzione dell’importo della tassa che passa da 113,50 a 100 euro e l’addebito sulle fatture emesse dalle imprese di distribuzione di energia elettrica.
Il pagamento verrà dilazionato durante l’anno in cinque o 10 rate (rispettivamente da 20 o 10 euro) in base alla tariffazione mensile o bimestrale proposta dal gestore.
IN BOLLETTA DA LUGLIO. La quota di canone comparirà in bolletta a partire dalla fattura successiva al primo luglio 2016, dove saranno comprese anche le rate scadute per l’anno in corso.
La novità introdotta dalla norma è la presunzione del possesso di un televisore se esiste un’utenza per la fornitura elettrica nel luogo in cui il contribuente ha la sua residenza anagrafica.
SENZA TIVÙ? C'È L'ESENZIONE. I cittadini che sono sprovvisti dell’apparecchio possono chiedere l’esenzione dal versamento del canone presentando una dichiarazione di non detenzione alla direzione provinciale I di Torino, con modalità da definite nei prossimi mesi da un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Le false dichiarazioni sono punite ai sensi del codice penale: in questo caso si prospetta il reato di falsità ideologica del privato in atto pubblico, punibile con la reclusione fino a due anni.

Esclusi dal pagamento gli over 75 con reddito minore di 8 mila euro

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Sullo sfondo una sede della Rai.

(© Ansa) Il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Sullo sfondo una sede della Rai.

Sono esenti dal pagamento del canone i contribuenti over 75 che possiedono un reddito annuo minore di 8 mila euro, i militari delle forze armate che vivono in ospedali militari, alcune tipologie di cittadini stranieri (diplomatici, personale Nato) e le imprese addette alla vendita o alla riparazione degli apparecchi tivù.
Inoltre l’esenzione può essere richiesta da un soggetto quando l’importo è stato già versato dal coniuge perché intestatario di un altro immobile, visto che il canone si applica al nucleo familiare indipendentemente dal numero di case e di televisori.
Per le abitazioni in locazione la somma da versare va addebitata al locatario.
RECUPERO DI 420 MILIONI. Secondo le stime di R&S Mediobanca la cifra che la Rai potrebbe recuperare grazie all’inserimento dell’imposta in bolletta ammonterebbe a 420 milioni di euro.
Con il canone annuo a 100 euro e un tasso di evasione fisiologica del 5%, la televisione pubblica vedrebbe salire il proprio fatturato a oltre 2,8 miliardi di euro.
Inoltre, il peso del contributo dei cittadini sul fatturato totale della tivù di Stato si avvicinerebbe alle omologhe realtà europee, portandosi al 70% dei ricavi - dall’attuale 64% - contro il 77,7% della Bbc e l’82,4% di France Televisions.
Secondo la Rai la percentuale di cittadini in Italia che ignora il pagamento del canone è aumentata dal 26% del 2013 al 30,5% del 2014.
EVADE MAGGIORMENTE IL SUD. A evadere maggiormente sono gli abitanti del Sud con il 37% dei casi, mentre al Nord e al Centro la quota è più contenuta, rispettivamente il 26% e 29%.
Tra le province virtuose ci sono Ferrara (17%), Rovigo (18%) e Bolzano (25%), mentre le situazioni più critiche per i pagamenti si sono registrate a Crotone (56%) e Napoli (55%).

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