Corriere della sera, tutti contro la Fiat

ESCLUSIVO. Soci Rcs in guerra. La quota che fa capo a Bazoli&co supera quella di Fiat. Che ora è a un bivio: o compra tutto o vende. In pole Gavio. E De Bortoli...

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05 Febbraio 2015

John Elkann, Diego Della Valle,Pietro Scott Jovane, Giovanni Bazoli, Ferruccio De Bortoli.

John Elkann, Diego Della Valle,Pietro Scott Jovane, Giovanni Bazoli, Ferruccio De Bortoli.

Anticipata da un bagliore di lame - pacchetti di titoli che in questi giorni vengono vorticosamente scambiati con l'effetto di far salire in Borsa il titolo Rcs, che languiva come la più trascurata delle penny stock - è esplosa la guerra sui destini del Corriere della sera.
E quella che sembrava una partita chiusa a favore della Fiat si è inopinatamente riaperta, perché il fronte bancario capeggiato da Giovanni Bazoli, presidente di Banca Intesa, ha coagulato una quota di poco superiore al 20% del capitale. Formalmente, un paio di punti più di quella posseduta da Torino, che tuttavia rimane il primo singolo azionista.
LO SCONTRO ENTRA NEL VIVO. Insomma, in vista dell'assemblea di fine aprile che deve rinnovare l'attuale Consiglio d'amministrazione, e con esso indicare il successore di Ferruccio de Bortoli alla direzione del giornale, lo scontro sta entrando nel vivo. E molto probabilmente non sarà una scaramuccia tra gentlemen.
L'antefatto lo abbiamo raccontato qualche settimana fa sulle pagine di questo giornale.
Bazoli e Fabrizio Palenzona di Unicredit, dioscuri dell'italico sistema bancario, si sono presentati a muso duro da John Elkann, il presidente della Fiat cui Sergio Marchionne ha lasciato la gestione delle province editoriali del gruppo. Ovvero La Stampa, fresca di un accordo con il genovese Secolo XIX, che però in termini di sinergie non sta dando i frutti sperati, e il quotidiano di via Solferino.
ELKANN AL BIVIO: O COMPRA IL CORSERA O LASCIA. Al nipote di Gianni Agnelli i due hanno fatto questo discorso: Rcs sta andando molto male, nel 2015 la previsione di Ebitda (il margine operativo lordo) di 160 milioni di euro non la si vedrà nemmeno con il cannocchiale, in più vengono a scadenza prestiti bancari che devono assolutamente essere rimborsati.
Allora delle due l'una: o Elkann mette mano al portafoglio e si compra l'azienda, e con ciò il diritto di nominare il prossimo direttore di via Solferino, oppure saluta e si fa da parte visto che c'è già chi scalpita per rilevare la sua partecipazione.

Compratori alla finestra: Gavio in pole, De Agostini tiepida

Sede di Rcs mediagroup a Milano.

Sede di Rcs mediagroup a Milano.

Un po' interdetto, il giovane ha preso tempo. Troppo però, visto che mancano poco più di due mesi alla fatidica assemblea, dove bisogna arrivare con i giochi già conclusi.
Di compratori alla finestra, per la verità, ce ne sono due: uno, molto tiepido per altro, è De Agostini, che oltretutto fa (anche se sempre meno) lo stesso mestiere ed è ben vista dall'establishment finanziario, in primis Mediobanca, che non vede l'ora anche lei di togliersi dai piedi il fardello Rcs.
TUTTO PUÒ CAMBIARE IN RCS. L'altro, invece molto più caldo, arriva direttamente tramite Fabrizio Palenzona, ed è la famiglia Gavio, anch'essa in buonissimi rapporti con la merchant di piazzetta Cuccia, in special modo col suo presidente Paolo Pagliaro, considerato l'erede della tradizione del fondatore e del suo delfino Vincenzo Maranghi. Anche se dal quartier generale del gruppo smentiscono che l'editoria possa rientrare nei loro piani.
Fiat è dunque ora davanti a un bivio: o rilancia o molla tutto, uscendo dalla partita, soluzione che per altro l'amministratore delegato Sergio Marchionne non disdegnerebbe affatto.
In quest' ultimo caso, a parte il direttore, in Rcs nulla sarebbe come prima.
FONTANA VERSO LA DIREZIONE? Nel nuovo contesto non troverebbe più spazio l'attuale amministratore delegato Pietro Scott Jovane (che tra l'altro si è visto bocciare la proposta di vendita di Rcs Libri alla Mondadori per 120 milioni di euro), cui Elkann tiene pronto un posto a New York in Exor, la finanziaria di famiglia. 
Cambierebbe, ma questo indipendentemente dagli assetti azionari, anche il presidente, poiché da tempo Angelo Provasoli ha chiesto di essere sollevato dall'incarico.
E de Bortoli, cui ora Scott Jovane e parte del Consiglio di amministrazione hanno fatto il vuoto intorno?
Se non restasse direttore responsabile, si parla per lui di una sontuosa direzione editoriale e di una scelta interna cui affidare il giornale.
Il cui identikit potrebbe corrispondere a quello dell'attuale condirettore Luciano Fontana.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

lore1960 15/feb/2015 | 16 :12

Guida del Corriere
Quale semplice cittadino non posso che manifestare ll mio interesse per una stampa finalmente equanime.La levatura di un manager internazionale quale J.Elkann garantisce la possibilità,per il nostro più importante quotidiano,di una gestione super partes.Speriamo non prevalgano le solite lobbies asservite a gruppi di parte.

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