CorSera attacca Fca: «Ha contribuito allo sfascio di Rcs»

Il Cdr replica al comunicato sull'addio: «Senso di responsabilità? Riferimento paradossale».

03 Marzo 2016

Il Corriere della Sera

Il Corriere della Sera

Una storia finita. Male. Il 2 marzo, contestualmente alla notizia del memorandum d'intesa per la fusione tra Itedi (il gruppo che pubblica La Stampa) e l'Espresso, Fca aveva annunciato la volontà di lasciare Rcs: «Con questa operazione giunge a compimento il ruolo svolto, prima da Fiat e poi da Fca, per senso di responsabilità nel corso di oltre quarant'anni».
«FORTE SCONCERTO». Parole che non sono piaciute al comitato di redazione del Corriere della sera, che il giorno dopo ha replicato esprimendo «forte sconcerto e indignazione per la nota con la quale Fca ha annunciato il disimpegno da RcsMediagroup», e definendo «paradossale il riferimento 'al senso di responsabilità' sbandierato da Fca che si vanta di aver 'salvato in tre diverse occasioni' il gruppo Rcs assicurando 'risorse finanziarie necessarie'».
Fatti che non rispecchiano la verità, secondo la redazione del Corsera: «È sotto gli occhi di tutti come in questi anni, in cui il gruppo torinese è stato al primo posto tra i nostri azionisti con un ruolo decisivo nella scelta del management, la società editrice del Corriere della sera sia stata progressivamente e pesantemente impoverita con scelte industriali disastrose. Come gli investimenti in Spagna, che ancora pesano in maniera decisiva sui conti del gruppo, e con un supporto finanziario del tutto inadeguato».
«SOCIETÀ SPOLPATA DALLE DISMISSIONI». L'attacco del Cdr è proseguito: «La società, invece di essere ricapitalizzata è stata spolpata con la dismissione degli immobili, compresa la sede storica di via Solferino, e svuotata delle partecipazioni più rilevanti, come Rcs Libri. Tutte operazioni condotte dall'amministratore delegato Pietro Scott Jovane, uomo Fiat, accompagnate da una dolorosa e drastica riduzione del personale poligrafico, amministrativo e giornalistico, che sta tuttora sopportando i sacrifici dell'ennesimo piano di crisi aziendale».
Ecco perché, secondo i giornalisti, l'addio di Fca ha tutto un altro significato: «Finita la stagione dei dividendi, ora che lo sfascio finanziario è compiuto, e che il Corriere è lanciato in un progetto editoriale coraggioso e senza precedenti, basato unicamente sullo sforzo della redazione, la famiglia Agnelli saluta e se ne va a rafforzare il principale concorrente del Corriere della Sera. Bel modo di fare. Come se la squadra degli ingegneri di una scuderia di Formula1 alla vigilia della prima gara di campionato passasse con le idee e i progetti elaborati alla guida del team rivale. Guardiamo avanti. Indipendentemente dall'assetto azionario di Rcs, la redazione del Corriere della Sera resta pronta a raccogliere le sfide del futuro nella consapevolezza del proprio ruolo di leader nel mercato dell'informazione».

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