Elisabetta Sgarbi pronta a fondare una nuova casa editrice

Dopo aver tentato invano di prendersi il marchio Bompiani, la direttrice editoriale è pronta a una nuova avventura.

16 Novembre 2015

Elisabetta Sgarbi

(© Ansa) Elisabetta Sgarbi

Per evitare di finire dentro la fusione da 127,5 milioni (Antitrust permettendo) tra Mondadori ed Rcs libri, aveva addirittura provato a rilevare Bompiani in prima persona, senza però riuscirci. A Elisabetta Sgarbi, rimasta direttrice editoriale anche dopo la conclusione dell'affare e nonostante la sua posizione critica, Mondazzoli calza così stretta da portarla a fondare una sua casa editrice.
A farle compagnia nella nuova avventura ci sarebbe un socio francese, quel Jean Claude Fasquelle storico direttore generale delle éditions Grasset & Fasquelle, editore che ha pubblicato in Francia i romanzi di Umberto Eco.
STEFANO ECO CON SGARBI. Nella nuova realtà si sposterà anche un altro Eco, Stefano, fratello dell'autore e capo ufficio stampa di Bompiani. E se due indizi fanno una prova, è fin troppo facile ipotizzare che la firma più prestigiosa del catalogo sia proprio lo scrittore de Il nome della Rosa.
Umberto Eco è stato il primo autore a ribellarsi alla fusione tra Mondadori e Rizzoli, tanto da mettere in dubbio la sua continuità in Bompiani. Nel febbraio del 2015, Eco aveva pubblicato un appello sul Corriere della Sera, raccogliendo le firme di 47 autori (molti proprio della Bompiani), tra cui Sandro Veronesi, Paolo Giordano, Susanna Tamaro, Franco Battiato, Toni Servillo, Roberto Andò.
ECO PRIMO OPPOSITORE DI MONDAZZOLI. «Pur rispettando l’attività editoriale della casa acquirente ci rendiamo conto che questa fusione darebbe vita a un colosso editoriale che non avrebbe pari in tutta Europa perché dominerebbe il mercato del libro in Italia per il 40 per cento», avevano scritto gli autori sul quotidiano del gruppo Rcs, «un colosso del genere avrebbe enorme potere contrattuale nei confronti degli autori, dominerebbe le librerie, ucciderebbe a poco a poco le piccole case editrici e (risultato marginale ma non del tutto trascurabile) renderebbe ridicolmente prevedibili quelle competizioni che si chiamano premi letterari».
SGARBI: «PREOCCUPATA DALLA FUSIONE». Da parte sua Elisabetta Sgarbi si era detta «preoccupata» in un'intervista al Libraio rilasciata dopo la conclusione dell'affare, ma aveva anche aggiunto che si trattava di «un’operazione che non ha precedenti nella realtà editoriale italiana, quindi è difficile fare previsioni».
Evidentemente un mese è stato sufficiente per trarre le proprie conclusioni, e sebbene abbia passato il 16 novembre in riunione per stabilire i nuovi budget di Bompiani, la Sgarbi pare aver preso la sua decisione.

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barbablu 17/nov/2015 | 08 :52

ben venga
Appunto ben venga una casa editrice che sia di contrappeso a una casa editrice così accaparratrice, spero proprio che riesca nel suo intento e che gli autori che hanno criticato questa fusione diano la spinta per poter vincere questa scommessa.

oct326 16/nov/2015 | 19 :42

Sarebbe stato bello
Sarebbe stato davvero bello se anche Bompiani avesse potuto sottrarsi all'abbraccio soffocante della Mondadori. Ma ovviamente era impossibile, essendo solo un marchio all'interno di RCS Libri. Se davvero Elisabetta Sgarbi se ne va per fondare un nuovo editore, sarà un esempio di coraggio e coerenza. E mi piacerebbe vedere altrettanta coerenza da parte degli autori che avevano criticato l'operazione e firmato l'appello, e vederli tutti abbandonare il mostro Mondazzoli.

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