Giornali online, come stanno nuovi siti e pionieri

Slate e Salon fanno 20 anni. Ma i giovani BuzzFeed e Mashable sono più letti. Grazie a uno stile riconoscibile. Con Gif ed elenchi. Analisi dell'informazione 2.0.

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26 Gennaio 2016

Slate è una testata online fondata nel 1996.

Slate è una testata online fondata nel 1996.

Vent’anni di giornalismo fatto per internet e su internet.
Due dei più importanti magazine americani nati appositamente per la Rete - quelli che gli addetti ai lavori chiamano «siti di news nativi digitali» - hanno ormai superato i due decenni: Slate, fondata nel 1996, compie 20 anni, mentre Salon li ha festeggiati il 20 novembre 2015.
Uno dei loro concorrenti principali, l’Huffington Post, ha invece spento 10 candeline.
Quando hanno iniziato erano considerati dei pionieri.
Proponevano qualcosa che nessun altro faceva: informazione soltanto sul web.
Adesso si trovano in un mercato affollatissimo: negli ultimi anni sono nati e cresciuti a ritmi serrati nuovi siti, come BuzzFeed, Vox, Mashable e Mic, che stanno facendo loro una concorrenza spietata.
I PRIMI AD 'AGGREGARE'. Anche l’Huffington Post, che pure è di 10 anni più giovane, a modo suo è stato un antesignano: è stato tra i primi a lavorare massicciamente sull’aggregazione, cioè riproporre contenuti altri, sintetizzati, confrontati e rielaborati.
A quei tempi era «un’innovazione sostanziale», come faceva notare recentemente l'esperto di media Michael Massing, ex direttore della Columbia Journalism Review, in un’analisi sulla New York Review of Books.
OGGI LO FANNO TUTTI. Oggi però è qualcosa che riproducono tutti, specie online, tanto che i siti che hanno fatto di questo modus operandi la loro specialità continuano ad aumentare.
Resta da chiedersi come se la passano i pionieri di internet adesso che hanno così tanti competitor nati molto più recentemente e che si rivolgono a un pubblico più giovane.
Come reggono, insomma, i siti d’informazione di prima generazione nell’era della proliferazione dei siti d’informazione di seconda generazione?

I veterani reggono, ma vivono una crisi di identità

BuzzFeed ha 78 mila visitatori unici al mese.

BuzzFeed ha 78 mila visitatori unici al mese.

L’impressione generale è che, quanto a numeri, i siti veterani stiano reggendo.
Ma che siano incalzati dai più giovani e, soprattutto, che stiano attraversando una crisi di identità: né nuovi né vecchi, né giornalismo tradizionale né pane per i Millennial, la generazione degli Anni 2000.
Il Pew Research Center, un importante centro di ricerca statunitense, ha pubblicato i dati sulla diffusione dei principali 50 «siti di news nativi digitali» negli Stati Uniti (i numeri si riferiscono al gennaio del 2015).
L'HUFFINGTON È PRIMO. L’Huffington Post resta al primo posto, con 100 milioni di visitatori unici al mese.
Ma a insidiare il suo primato in seconda posizione, con 78 milioni di lettori, c’è un sito di seconda generazione, BuzzFeed, fondato nel 2006 ed esploso nel 2012 grazie a una strategia tutta improntata ai social network.
Mashable, che ha una storia simile (fondato nel 2005, ma il boom è arrivato molto più recentemente grazie a Facebook e Twitter), è al quinto posto con 21 milioni di utenti.
VOX, IL CASO MEDIATICO. Nella top ten c’è anche Slate (settima, 18 milioni) e figura anche Vox, il caso mediatico di questi ultimi anni: nato nel 2014 da un’iniziativa di alcuni giovani reporter fuoriusciti dal Washington Post, in breve tempo si è affermato come uno dei punti di riferimenti dell’informazione online in lingua inglese, raggiungendo i 13 milioni di visitatori unici al mese e superando un veterano come Salon.
MIC INCALZA SALON. Vox ha superato anche il Daily Beast, nato nel 2008, ma che sotto alcuni aspetti, per tono e formato, è assimilabile ai magazine di prima generazione.
Con circa 12 milioni di lettori, Salon è incalzato anche da un altro sito di seconda generazione: Mic, fondato nel 2011 e che ha avuto grande espansione da quando, nel 2014, ha cominciato a rivolgersi più esplicitamente ai giovani.


  • Il numero di visitatori unici (cifre in migliaia) e la media dei minuti per visita. Dati di gennaio 2015.

Gif, immagini, elenchi e ''spiegoni'': così i nuovi siti si creano uno stile

Vox si distingue per le mappe, gli ''spiegoni'' e i cartelli informativi.

Vox si distingue per le mappe, gli ''spiegoni'' e i cartelli informativi.

Il problema è che i siti di seconda generazione hanno delle identità molto forti, mentre i veterani faticano a distinguersi gli uni dagli altri.
Gli articoli di BuzzFeed sono immediatamente riconoscibili per l’abbondanza di Gif, di immagini, per listicle (elenchi come «10 domande a cui è impossibile rispondere»), mentre Vox si distingue per le mappe, gli ''spiegoni'' e i cartelli informativi, per fare due esempi.
GLI ALTRI SI CONFONDONO. Al contrario, siti come Salon, Slate o il Daily Beast «tendono a fondersi tra di loro», ha fatto notare Michael Massing in un articolo sullo stato del giornalismo online.
La formula, sostiene, è sempre la stessa: «Quel genere di giornalismo fatto di opinioni-brillanti-con-un-po’-di-ricerca» che «raramente produce scoop o anche solo smuove le acque».
HUFFINGTON, TROPPI AGGREGATI. Anche l’Huffington Post nonostante i numeri alti starebbe affrontando una crisi di identità, sostiene Massing.
Stando alle sue stime, circa il 70% dei pezzi che pubblica proverrebbero dall’agenzia di stampa Associated Press e molti altri sarebbero degli aggregati.
Il problema è che «una delle sue innovazioni iniziali, cioè l’usare del contenuto preso da altre parti, è diventato così dominante che sta fagocitando il sito».
 

Twitter @annamomi

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