L'Unità, in arrivo altri 2 milioni di soldi pubblici

I contributi dell'editoria sono congelati. Pressioni sul governo per sbloccarli. Fassina e Damiano a sostegno del vecchio Cdr. La palla passa a Palazzo Chigi.

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01 Febbraio 2016

Il quotidiano l'Unità è tornato in edicola il 30 giugno 2015.

(© Ansa) Il quotidiano l'Unità è tornato in edicola il 30 giugno 2015.

In 24 anni sono stati stanziati 154 milioni di euro, ma ci sarebbero ancora 2 milioni di contributi pubblici dell'editoria che potrebbero tornare nelle casse della vecchia Unità, la Nie, fallita nel 2014 e ancora alla prese con il pagamento di giornalisti e creditori. 
UNA SITUAZIONE PRECARIA. È l'ultimo capitolo della saga che vede come protagonista il quotidiano fondato da Antonio Gramsci, tornato in vita l'anno scorso grazie ai costruttori Pessina dopo l'intevento del premier e segretario del Partito democratico Matteo Renzi.
È una storia che continua a creare problemi di ogni tipo, stretta tra la nuova politica renziana e la cattiva gestione del giornale negli scorsi anni a cui si aggiunge una situazione precaria pure per il quotidiano attuale diretto da Erasmo D'Angelis.
LE PRESSIONI PARLAMENTARI. I fondi pubblici per l'editoria al momento sono congelati, perché la vecchia Unità aveva un Durc in negativo, dal momento che non era in regola con il pagamento dei contributi previdenziali.
Ma la commissione per l'editoria di Palazzo Chigi ha tempo fino a marzo per sbloccarli.
E sono già iniziate le pressioni parlamentari sul governo Renzi.

«Adempiere al pagamento delle somme già stanziate»

Stefano Fassina.

Stefano Fassina.

Non a caso, durante una conferenza stampa a Montecitorio con i vecchi giornalisti dell'Unità, il presidente della commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano del Pd e Stefano Fassina di Sinistra e Libertà hanno assicurato «che presenteranno a Montecitorio atti di sindacato ispettivo per sollecitare il governo ad adempiere al pagamento di somme già certe e stanziate».
E nel caso in cui ciò non avvenisse, come trapela da alcune fonti, si potrebbe anche «andare in causa per sbloccarli».
Del resto, sbloccare i fondi gioverebbe probabilmente anche alla stessa nuova Unità Srl. 
SOLDI CHE POTREBBERO AIUTARE I GIORNALISTI. I 2 milioni di euro, forse meno, perché si riferiscono ai primi sette mesi del 2014, potrebbero di certo aiutare una situazione che il vecchio comitato di redazione continua a contestare, dopo che il liquidatore ha spiegato la scorsa settimana come sarà impostato il pagamento di giornalisti, poligrafici e affini.
La polemica è nata, come ha dato conto Lettera43.it, per le spese legali che avrebbero avuto la precedenza sui lavoratori.
Ma a quanto pare i conti erano sbagliati e negli ultimi giorni sarebbero saltati fuori altri 800 mila euro, ancora troppo pochi per saldare il conto.  
BANDO DI GARA IN ARRIVO A GIORNI. Non a caso, durante la conferenza stampa, il Cdr ha spiegato che, nel caso in cui vengano sbloccati i fondi per l'editoria, «in questo modo» aumenterebbero le risorse a disposizione del commissario liquidatore e destinate ai lavoratori.
Non solo. Il Cdr dell'Unità ha chiesto che «si vada all'asta quanto prima, senza aspettare altri tre o quattro mesi», chiedendo all'editore del giornale «di presentare quanto prima il piano industriale, per arrivare all'asta con un giornale vivo, vivace, che si fa sentire in modo da tornare ad essere un punto di riferimento politico».
A quanto pare, il bando di gara dovrebbe arrivare a breve, già nei prossimi giorni.  
 
Twitter @ARoldering

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