Nomine Rai, i retroscena delle scelte renziane

Direttori di rete giovani, ottimisti e twittaroli. Come la Bignardi. Così il premier ''cambia'' la tivù pubblica.

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17 Febbraio 2016

Antonio Campo Dall'Orto, direttore generale della Rai.

(© Imagoeconomica) Antonio Campo Dall'Orto, direttore generale della Rai.

La Rai a dimensione renziana inizia a mostrare il suo volto.
Ed è un viso giovanile e gioviale, molto femminile, in linea con l’idea che bisogna trasmettere ottimismo e non consegnare dubbi a domicilio. 
E poi c’è anche una bella novità.
Contrariamente a quanto avvenuto sino a oggi, le nuove facce della Rai non parlano necessariamente solo fiorentino.
TWEET E BUONISMO. L’importante è che usino il lessico del premier, che twittino positività e buonismo, a prescindere dai risultati che otterranno.
E così, non senza una certa sorpresa, il neo amministratore delegato della Rai Antonio Campo Dall’Orto ha squadernato i nomi che il consiglio deve solo registrare, prendendone atto.
Si tratta dei direttori di rete, pronti a dare ai canali della tivù di Stato un nuovo corso.
Di matrice renziana ovviamente. 
SCELTE «IN AUTONOMIA». E pur di evitare il fuoco delle critiche, Viale Mazzini si è affrettato a far sapere che la scelta è avvenuta «in piena autonomia aziendale» e sono decisioni «basate su competenza, merito, esperienza e anche in virtù del rinnovamento in atto».

Anche due nomine interne per zittire le malelingue

Da sinistra: Andrea Fabiano, Ilaria Dallatana e Angelo Teodoli.

(© Imagoeconomica) Da sinistra: Andrea Fabiano, Ilaria Dallatana e Angelo Teodoli.

Dal settimo piano di Viale Mazzini viene sottolineato che alcune scelte sono interne, come nel caso di Andrea Fabiano alla testa di RaiUno, il più giovane direttore di rete della storia.
Finora era vice direttore al fianco di Giancarlo Leone, ovvero l’uomo del miracolo di Sanremo assieme al conduttore Carlo Conti.
Per lui in arrivo una super direzione, una sorta di coordinamento dell’offerta.
TEODOLI A RAIQUATTRO. Anche Angelo Teodoli, proposto per la direzione di RaiQuattro, è frutto di una soluzione interna, dato che era al vertice di RaiDue.
Un modo, questo, per tacitare le critiche, e anche le pretese, del cosiddetto partito Rai che avrebbe voluto, avendole auspiscate, solo nomine interne.
Impossibile nell’anno due dell’era renziana. Il nuovo non può che arrivare da fuori.
DALLATANA DA MAGNOLIA. Quanto a Ilaria Dallatana, indicata proprio per la seconda rete, vale il percorso professionale.
La neo direttrice proviene da Magnolia, società di produzione di format televisivi anche per la Rai, dunque è una che mastica televisione da sempre e sa di che cosa dovrà occuparsi in Rai.

Bignardi, l'occasione per prendersi una rivincita dopo i flop

Daria Bignardi.

(© Imagoeconomica) Daria Bignardi.

Ma il vero caso del giorno riguarda Daria Bignardi, indicata per la direzione di RaiTre.
La telediva arriva da esperienze non proprio esaltanti registrate a La7, dove ha condotto vari programmi, non tutti di successo.
In particolare il suo piatto forte sono state le interviste realizzate all’interno de Le invasioni barbariche, che il patron Urbano Cairo ha chiuso dopo l’ultima edizione per mancanza di ascolti.
MATTEO SPESSO OSPITATO. E dire che Renzi ne è stato ospite più volte.
Evidentemente gli incontri sono serviti a cementare il feeling.
Fatto sta che dopo la rottura con l’emittente di Cairo è iniziata la trattativa con la Rai.
Anzi, direttamente con il premier Matteo Renzi.
SINTONIA COL GIGLIO MAGICO. Grazie ai buoni uffici del marito, Luca Sofri, la Bignardi è riuscita a entrare in sintonia con il capo del governo e con una buona parte del 'Giglio magico' che hanno sposato la sua causa, dopo le prime naturali diffidenze.
Tornare in televisione con un ruolo di prestigio in modo da prendersi una bella rivincita sui flop prodotti e sui tanti, troppi, critici, è stata la premessa del programma di lavoro presentato dalla telediva. 

La mission: ringiovanire la rete e innovare

Gabriele Romagnoli.

Gabriele Romagnoli.

L’idea di fondo della Bignardi, almeno stando alle prime indiscrezioni raccolte in ambienti renziani, sarebbe quella di ringiovanire la rete, puntando su format meno datati di quelli attuali.
Più che sperimentazione, il mantra è innovazione in senso stretto.
Ovviamente tutto dipende dal budget che le sarà assegnato e dalla squadra che si porterà in Rai, senza dimenticare il peso delle case di produzione nella stesura dei palinsesti.
E l’ex conduttrice di La7, ovviamente,  avrà i suoi canali privilegiati.
TIVÙ MENO ZAVORRATA. Campo Dall’Orto, non certo da ora, è un sostenitore della linea Bignardi e per questa ragione non ha fatto fatica a convincere Renzi, il quale vuole una televisione pubblica meno zavorrata, capace di volare sopra le questioni spicciole di tutti i giorni, puntando costantemente sul refrain della ripresa e del rilancio dell’Italia.
Con la Bignardi avrà quello che andava chiedendo da tempo.
ROMAGNOLI ECLETTICO. Infine Gabriele Romagnoli, firma che arriva dalla carta stampata, con esperienze da inviato per La Stampa, collaborazioni con la Repubblica, Vanity Fair, Diario, Avvenire, il mensile GQ
Personaggio eclettico e decisamente fuori dal coro.
E proprio per queste caratteristiche è stato scelto per rilanciare RaiSport.
Compito non facile visto che la testata sportiva della Rai è una delle più rissose di tutta l’azienda, avendo un parco commentatori che si considera superiore ai giornalisti in organico.
Ragione, questa, per quale ogni programma assomoglia a un ring. Con scarsi risultati però.

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