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Economia 

TIVÙ E POLTRONE

Rai, l'assedio di Santoro

Lui e Freccero si auto-candidano ai vertici.

Michele Santoro ha ribadito la sua auto-candidatura alla direzione generale della Rai. «Monti deve prestare attenzione a questa richiesta», ha detto il giornalista ospite domenica 29 aprile di In 1/2 h di Lucia Annunziata.
IN TANDEM CON FRECCERO. «Entro uno-due giorni» saranno presentati i curricula per la candidatura ai vertici Rai «al presidente della Repubblica, del Senato, della Camera e della commissione di vigilanza». Il suo per la poltrona di direttore generale, quello di Carlo Freccero per la presidenza.
LA SFIDA A MONTI. Lo sguardo del giornalista è però tutto rivolto al premier: «È una questione di credibilità del governo. Monti ci indichi un percorso, dia una scadenza di due settimane per presentare i curricula. Se dice che vuole muoversi dopo le nomine della vigilanza, questo non ci sta bene».
LA TRE GIORNI DI APPELLI. La tre giorni di esposizione mediatica di Santoro, partita sabato 28 aprile da Tv Talk e passata domenica da In 1/2 h e dal Festival di Giornalismo di Perugia, è destinata a finire lunedì 30 a Otto e mezzo.
IL SOSTEGNO DI SAVIANO. E ha già visto la prevedibile levati di scudi del Pdl, ma ha anche trovato sostegno nel centrosinistra e in Roberto Saviano, che su Twitter ha invitato Mario Monti a premiare «il merito e la storia dell'azienda».
La corsa verso viale Mazzini del giornalista ha già prodotto anche un altro concorrente: Gianpiero Gamaleri, già consigliere Rai dal 1998 al 2002, che ha presentato la sua candidatura.

Le possibili nomine alla scadenza del consiglio di amministrazione

La legge Gasparri assegna a governo e Parlamento le nomine, possibili a partire dalla scadenza del consiglio di amministrazione Rai dopo l'assemblea degli azionisti del 4 e 8 maggio con l'approvazione del bilancio, ma il ticket di potere dei partiti non vuol sentir parlare e nega che la loro sia una provocazione.
«BASTA COI PARTITI». «Basta con i partiti», ha affermato Freccero. «Il mio è un curriculum tecnico. È un problema di metodo, si faccia come per la Bbc. Io sto preparando un dossier teorico di 80-90 cartelle».
«IL PD SCENDA DALL'AVENTINO». Santoro ha poi apprezzato  il Pd per la scelta di non partecipare alla spartizione delle poltrone, ma lo ha invitato a scendere dall'Aventino. «I tempi sono stretti», ha avvertito, «bisogna costringere Monti a non aspettare le decisioni dei partiti, ma ad anticiparle. Poi i partiti non potranno far altro che seguirlo, se non vogliono precipitare ancora di più nell'opinione pubblica».
NESSUN TAGLIO E MULTIMEDIALITÀ. Il suo programma non prevede tagli. «A cosa serve un tagliatore di teste? Enrico Bondi», ha continuato il conduttore in merito alle voci che vedrebbero il manager in pole position per la carica di direttore generale, «o lo manda Mediaset o non si capisce».
PLURALISMO E INFORMAZIONE. Per Santoro «anche se la Rai ha un indebitamento preoccupante e un organico che può sembrare esorbitante», investendo nella multimedialità potrebbe offrire a «tutti una chance».
La Rai che ha in testa il mattatore di Servizio Pubblico è una televisione che non si lascia scappare Marco Paolini, che ha «Fabio Fazio in prima serata su RaiUno e Roberto Saviano nella sua fila, Floris a occuparsi di politica, Celentano a fare il talent scout, Vespa messo di fronte a sfide nuove».

Di Pietro e Vendola: «Sì a candidature trasparenti»

«Ben vengano queste candidature», ha commentato il leader Idv Antonio Di Pietro. «Noi abbiamo già chiesto da tempo che vi sia la possibilità di presentare i curricula». Di «atto di trasparenza e libertà», ha parlato anche il presidente di Sel Nichi Vendola, mentre un sostegno è arrivato da alcuni esponenti Pd: «Santoro e Freccero bene hanno fatto a rendersi disponibili», ha fatto notare Matteo Orfini, convinto però che la prima battaglia sia per «la riforma della governance».
LA LEVATA DI SCUDI DEL PDL. Il Pdl ha affidato i commenti all'ironia di Daniele Capezzone («Solo dg? Credevo che sfidasse Obama») a cui ha fatto eco l'attacco di Alessio Butti, che ha definito quella di Santoro «una scelta di supponenza». 
Sabato 28 aprile, dopo Tv Talk, i berlusconiani avevano parlato di candidature da Corea Nord. «Noi? Loro ci hanno vissuto fino a ieri nella Corea del Nord», è stata la replica di Santoro.

Domenica, 29 Aprile 2012


File multimediali correlati a questo articolo

Michele Santoro, Guido Ruotolo e Carlo Freccero al festival del giornalismo di Perugia, domenica 29 aprile.

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Commenti (2)

frenk 01/mag/2012 | 01:57

Capisco le prese di parte
Ma ben venga Santoro alla rai, magari fosse vero. Immagino che ci sia gente che preferisca ancora quelli nominati da berlusconi,o che piacevano comunque a lui, tipo i vari minzolini, vespa..... grandi giornalisti........fiore all'occhiello del giornalismo italiano, tutti ci invidiano i grandi giornalisti di berlusconi. Gli americani e gli inglesi stanno facendo un'asta per accaparrarsi emilio fede e ci sono lotte sotterranee per assumere minzolinchio appena se ne andrà definitivamente dalla Rai e potrà espatriare, ammesso che non l'arrestino prima

ggennaro 30/apr/2012 | 13:27

Santoro, una Rai militante?
Santoro e Freccero si candidano per gestire i piani alti della RAI? Si considerano tecnicamente preparati e opportunamente oliati per reggere le sorti di un pachiderma così grande? Si considerano i soli in grado di aspirare a tali ruoli con la compiacenza di una markettara come l'Annunziata? Tutto vero sull'essere tecnici della materia, ma a cosa ridurrebbero la RAI? Ad una macchina di sinistra militante a senso unico come loro stessi dicono di essere? Santoro sostiene che il servizio pubblico dovrebbe essere aperto anche ai Ferrara e ai Vespa ma lo dice per rifarsi una verginità che nessuno gli riconosce. Le liti di coltello che ha fatto con questi personaggi la dicono lunga sulla sua equidistanza. E poi perchè la stessa regola non debba valere nella nomina dei ministri nei dicasteri tecnici? Alla Sanità, alla Giustizia,alla Difesa i migliori uomini si sono rivelati sempre quelli non della materia ma politici in grado di creare un equilibrio tra le richieste delle varie forze in campo.

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