Rcs, Mediobanca pensa di vendere La Gazzetta

Il progetto top secret di Mediobanca: accorpare la rosea, Marca e Rcs sport. Pacchetto da 250 milioni che, una volta ceduto, risanerebbe i conti del gruppo.

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19 Gennaio 2016

Laura Cioli, amministratore delegato del Gruppo Rcs.

(© Imagoeconomica) Laura Cioli, amministratore delegato del Gruppo Rcs.

Il progetto è top secret.
Si sa solo che lo sta seguendo Mediobanca che, dopo l’ostentato disinteresse di Fiat che pur resta il primo azionista, ha preso in mano il dossier Rcs.
IL PIANO DI RILANCIO NON BASTA. Dopo aver propiziato durante la primavera 2015 una tregua tra gli azionisti che ha fatto confluire in un’unica lista anime tra loro belligeranti (oltre ai torinesi, Diego Della Valle e Banca Intesa) e dopo aver benedetto l’arrivo prima di Maurizio Costa alla presidenza e poi di Laura Cioli alla guida operativa della casa editrice, Mediobanca è consapevole che il piano di rilancio elaborato non basta da solo a far uscire la casa editrice dalla crisi.
E al tempo stesso scongiurare quell’aumento di capitale che nessuno dei soci vuole, ma il cui fantasma non è stato ancora esorcizzato.
LACUNE DA SISTEMARE IN FRETTA. Elaborato in fretta per rispondere alla pressione del mercato che attraverso massicce vendite aveva ridotto la capitalizzazione di Borsa a meno di 250 milioni, nonché delle banche per le quali costituiva un pre-requisito (oltre all’estensione della delega per aumentare il capitale) per la ristrutturazione dei loro crediti, il piano ha rivelato all’ultimo qualche lacuna cui consulenti di McKinsey hanno dovuto ovviare in fretta e furia.
Dopo l’iniziale accoglienza positiva, il feeling si è però subito incrinato sulla considerazione che i suoi ambiziosi obiettivi, anche alla luce della perdurante crisi del mercato editoriale, potrebbero rivelarsi velleitari.
Ma a spingere Mediobanca a prendere l’iniziativa anche un’altra motivazione.
INDEBITAMENTO NON SOSTENIBILE. Al netto della vendita dei Libri, un indebitamento di 400 milioni di euro con l’attuale ridotto perimetro di attività è considerato insostenibile, anche perché la società continua a bruciare cassa a ritmi preoccupanti.
Di qui l’idea di un intervento drastico che abbatta il debito, e per farlo l’unica strada è la cessione di asset.
In piazzetta Cuccia stanno dunque pensando di far confluire in un’unica scatola La Gazzetta dello Sport, il suo corrispettivo spagnolo Marca e la Rcs sport, ovvero la divisione che organizza eventi sportivi, in primis il Giro d’Italia.
Un pacchetto che da solo potrebbe valere oltre 250 milioni di euro e che, una volta venduto, rimetterebbe di colpo in ordine i conti del gruppo.
SONDATA LA CONTESSA BONACOSSA. In questi giorni Mediobanca sta sondando la contessa Alberta Bonacossa, unica erede della famiglia milanese storica proprietaria della testata che dal 1977 è gestita in affitto da Rcs, il cui assenso è indispensabile per procedere nell’operazione.
Nel frattempo è cominciata la ricerca di compratori.
Molti i nomi sondati, e tutti non italiani, perché quello dello sport è sempre più un business che interessa fondi e grandi conglomerate internazionali.
Come, giusto per fare un esempio salito di recente agli onori della cronaca, la cinese Wanda, la più grande impresa di entertainment del Paese, che nel febbraio 2015 ha rilevato per oltre un miliardo di euro Infront, ovvero la società detentrice dei diritti tivù della Serie A.
NEL FUTURO SOLAMENTE LE NEWS. Nel futuro di Rcs resterebbero quindi solamente le news, ovvero il Corriere della sera e El Mundo, il secondo quotidiano di Spagna, il cui conto economico già ora vanta margini positivi.

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