Wikipedia compie 15 anni: i conti in tasca all'azienda

Chiede soldi online con toni spesso drammatici. E così ha raccolto 250 milioni. Tre volte di più di quanto le servirebbe. Un surplus che investe in tecnologia.

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15 Gennaio 2016

Dalla sua nascita la fondazione che è alla base del progetto Wikipedia ha raccolto 250 milioni di dollari.

(© GettyImages) Dalla sua nascita la fondazione che è alla base del progetto Wikipedia ha raccolto 250 milioni di dollari.

Eric Barbour, l’ex editor che sta provando a mettere in piedi un progetto analogo (Wikipediocracy), ha detto senza mezzi termini che il sistema Wikimedia «è molto bravo a mendicare per soldi, ma in fondo in fondo potrebbero andare avanti altri 10 anni senza dover chiedere più un altro centesimo...».
Compie 15 anni Wikipedia, l’enciclopedia open source più famosa al mondo: ma oltre al quindicennio la creatura di Jimmy Wales e Larry Sanger festeggia anche la quasi indipendenza finanziaria e il definitivo allentamento dello spettro della pubblicità.
Tanto che molti la confondono con una dot.com.
RACCOLTA RICCHISSIMA. Il «bravo» usato da Babour forse è riduttivo.
Grazie a toni spesso drammatici - o inviate i soldi o si chiude all’istante - dalla sua nascita la fondazione che è alla base del progetto, Wikimedia, ha raccolto circa 250 milioni di dollari.
Tre volte di più di quanto è necessario per tenere in piedi la baracca.
E le cose sono destinate soltanto a migliorare, visto che da qui al 2026 gli eredi del guru del software Jim Pacha sono pronti a versare oltre 100 milioni di dollari.
IN TUTTO 80 MILA EDITOR. Senza contare che più del denaro vale il lavoro volontario di 80 mila editor in tutto, in concorrenza tra loro per farsi le pulci a vicenda.
E tanto basta sia per garantire una qualità impensabile per un servizio gratis sia per mantenere una macchina finanziaria perfetta, che ufficialmente ha a libro paga soltanto 300 persone. 
Il Washington Post si chiede se Wikipedia resisterà altri 15 anni, visto che il suo modello di sviluppo potrebbe risentire della crisi della vendita di computer e della diffusione dei mobile device tra i Paesi emergenti.
SETTIMO SITO AL MONDO. A oggi quello dell’enciclopedia online è il settimo sito al mondo (ma il primo free) per accessi, dietro soltanto a colossi come Google, Yahoo! e Facebook.
Anche se il numero di visitatori è ormai fermo.
 

Ogni giorno 7 mila voci e 15 mila aggiornamento all'ora

Jimmy Wales, cofondatore di Wikipedia con Larry Sanger.

(© GettyImages) Jimmy Wales, cofondatore di Wikipedia con Larry Sanger.

Fatto sta che tutto è in linea con una comunità che produce ogni giorno per 290 versioni in lingue differenti 7 mila voci e garantisce 15 mila aggiornamenti all'ora.
FATTURA 76 MILIONI. Nell’ultimo anno fiscale ha denunciato un fatturato di 76 milioni, superiori alle spese di gestione (53 milioni).
C’è un avanzo sufficiente (23 milioni) talmente alto per una realtà non profit che in America è diventato uno sport nazionale chiedersi: ma Wales che cosa ne fa di tutti questi soldi e perché ne chiede altri?
FIENO IN CASCINA. Da Wikimedia replicano che dietro l’aggressività delle loro campagne c’è soltanto la necessità di mettere fieno in cascina, in prospettiva di tempi peggiori.
E sono in molti a puntare l’indice contro i 300 fortunati dipendenti della Fondazione, ai quali sarebbero garantiti alti benefit monetari così come l’iscrizione a palestre e corsi di cucina.
CONTRASTO A GOOGLE. Di fatto però - anche se questo versante c’è poca trasparenza - il surplus dei fondi finisce in investimenti tecnologici per frenare la concorrenza di colossi come Google o Yahoo!: alla free enciclopedia servono software di correzione automatica (odiati dagli storici collaboratori volontari), “barriere” per evitare l’inserimento di contenuti errati e capziosi e, soprattutto, algoritmi per creare un motore alternativo che, come dice Wales, in una fase segnata da «mancanza di libertà, comunità, credibilità, trasparenza». 
VERSO DATABASE CONDIVISI? C’è poi il progetto che, in chiave tolkieniana, qualcuno ha già ribattezzato “One database to bind them”, per spingere le grandi istituzioni culturali a condividere i loro database con Wikidata.
Scelta già seguita da Smithsonian, British Museum e Getty Research Institute.
E gli esperti pronosticano anche uno sbarco nel “3D”, per superare con video e grafica interattiva l’attuale piattezza di Wikipedia. Tutte cosa che spaventano non poco dalle parti di Montain View.


Twitter @FrrrrrPacifico

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oct326 16/gen/2016 | 22 :34

Una piccola consolazione
Ovviamente Wikipedia non è perfetta. Ma che sia in buona salute finanziaria dovrebbe essere considerata una buona notizia. È una piccola consolazione vedere il grandissimo successo di un'iniziativa senza fine di lucro e priva di pubblicità come Wikipedia, mentre gran parte della rete se la sono spartita un gruppetto di enormi aziende private quasi-monopolistiche che fanno profitti enormi e abusano regolarmente dei loro utenti ingabbiandoli in prigioni dorate, e in sovrappiù evadono le tasse.

kensan 16/gen/2016 | 21 :25

Tutto giusto quello detto nell'articolo. Però come voi fate le pulci a WP io tento di farle a voi. 300 dipendenti sono pochissimi per un sito come WP, google ne ha molti di più anche per il solo motore di ricerca che è nella top ten dei siti.

Però i 300 dipendenti costano molti soldi (Salaries and wages 26,049,224), la metà dei soldi spesi è in stipendi per cui non rimangono molti altri soldi per WP.

Solo per le spese per la raccolta fondi (costi delle carte di credito e di paypal) se ne vanno 2,5 milioni di dollari. Quindi di quei 50 milioni spesi è difficile ridurli se non licenziando una buona parte del personale.

«ma in fondo in fondo potrebbero andare avanti altri 10 anni senza dover chiedere più un altro centesimo...» questo è possibile sono riducendo il personale.

Come detto 80 milioni sono in cassa per emergenze future e dubito che possano bastare per 10 anni se la gente non donasse più nulla se non licenziando tutti.

L'avanzo di 20 milioni di euro per il 2015 su 50 milioni di spese non mi pare un'enormità appena si pensi che tutti i soldi che arrivano o quasi tutti sono basati sul fatto che la gente può donare oppure può non donare. In pratica rispetto alle spese del 2015 si ha in cassa 1,5 volte le spese per necessità economiche future.

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