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Economia 

CURIOSITÀ

Italia, 140 mila motivi per vincere a Londra

Fissati dal Coni i premi per le medaglie all'Olimpiade: i più alti sono per gli Azzurri. La Germania taglia anche sui Giochi. Ma il record è di Singapore: l'oro vale 780 mila dollari. 

di Dario Colombo

Probabilmente il premier Mario Monti nella sua spending review non si è accorto che anche lo sport sarebbe potuto rientrare in qualche sforbiciata. Ma si sa, il governo di tecnici non ha tempo da perdere con certe cose.
Eppure Monti potrebbe almeno dare un'occhiata ai premi che il Coni ha stanziato per gli atleti italiani all'Olimpiade di Londra 2012. Gli Azzurri che riusciranno a salire sul podio incasseranno cifre molto generose. E mentre lo Stato da un lato esulterà per i successi, dall'altro, calcolatrice alla mano, farà i conti di quanto dovrà sborsare.
L'ORO ITALIANO VALE 140 MILA EURO. Una medaglia d'oro vale infatti 140 mila euro, quella d'argento 75 mila, e 50 mila è il premio per il bronzo. Riconoscimenti in linea con l'Olimpiade di Pechino 2008, quando per le medaglie il Coni aveva previsto lo stesso trattamento e, rispetto ai Giochi di Atene 2004, la quotazione era già stata aumentata del 7,7% per l'oro, del 13,3% per l'argento e del 25% per il bronzo.
Per gli atleti azzurri medagliati non ci sono solo i premi. Oltre al denaro promesso dal Coni ci sono sempre le sponsorizzazioni. Senza considerare che molti atleti possono contare anche su stipendi (sicuri) se arruolati, per esempio, fra le Fiamme oro, le Fiamme gialle, l'esercito o l'aeronautica.
LA GERMANIA TAGLIA PURE SULLO SPORT. Così a Londra l'Italia si conferma essere il Paese più generoso.
La Germania di Angela Merkel ha invece imposto il rigore anche nello sport: per una medaglia d'oro gli atleti tedeschi - come i loro colleghi austriaci - incasseranno poco più di 16 mila euro.
François Hollande, che si è tagliato lo stipendio e ha tassato i super-ricchi, ha però dimenticato la cura dimagrante per i Giochi. E se a Pechino il premio per la Francia era di 55 mila euro, a Londra sarà di 65 mila.
La Cina spenderà 55 mila euro: una cifra apparentemente contenuta, ma altissima se confrontata con quella di Atene 2004, quando la medaglia d'oro valeva 20 mila euro.
LA GRAN BRETAGNA NON HA PIÙ SOLDI. Anche la Gran Bretagna ha scelto di allinearsi con l'austerity europea, tanto che i padroni di casa che riusciranno a mettersi al collo la medaglia d'oro non vedranno alcun premio. In palio c'è l'onore di dare il loro nome a una località della Gran Bretagna.
Magro bottino - almeno in soldoni - per la Corea del Nord che ha intenzione di premiare gli atleti semplicemente con titoli politici e militari.

Dietro l'Italia c'è la Russia: Putin ha promesso 106 mila euro per l'oro

L'Italia, però, è in buona compagnia in fatto di generosità. Tra i paperoni dello sport c'è la Russia.
Se a Pechino l'allora premier russo Vladimir Putin aveva raddoppiato di botto il premio per la medaglia d'oro portandolo a 100 mila euro, a Londra il presidente ha deciso di aumentare di circa il 6% il compenso per i suoi miglior atleti, promettendo loro circa 106 mila euro.
PIL, MOSCA CORRE PIÙ DI ROMA. Peccato che il Prodotto interno lordo della Russia - Paese che fa parte dei cosiddetti Brics - nel secondo trimestre del 2012 sia salito del 4% e per l'intero anno la previsione del governo sia di una crescita del 3,4%. Un piccolo rallentamento rispetto al 4,3% del 2011.
In Italia invece le cose sono molto diverse. Secondo il Fondo monetario internazionale, il Pil italiano è destinato a contrarsi dell'1,9% nel 2012 e dello 0,3% nel 2013.
DA SINGAPORE 780 MILA DOLLARI. Ma consoliamoci, c'è chi ha messo in conto premi di gran lunga superiori a quelli promessi dal Coni. Singapore ha stanziato ben 780 mila dollari per l'oro. Più contenuto l'assegno di Filippine (350 mila), Malesia e Thailandia (320 mila) e Kazakhstan (250 mila).
Le promesse di questi Paesi sono però proporzionate al 'pericolo' che un atleta possa vincere una medaglia. Secondo le stime di Usa Today solo il Kazakhstan ha qualche possibilità di conquistare la vittoria: si prevedono sei ori, per una spesa di circa 1,5 milioni di dollari (poco più di 1,2 milioni di euro). Meno della metà dell'Italia.
Se le previsioni di Usa Today dovessero essere corrette, il Coni si troverebbe infatti a sborsare 2,9 milioni di euro (10 ori, 10 argenti e 13 bronzi).

La medaglia d'oro costa circa 500 euro ed è composta dal 93% di argento

Premi così alti forse si spiegano con il costo bassissimo della produzione delle medaglie. Che per sicurezza sono però conservate nella Torre di Londra ben sorvegliate.
Quella più preziosa ha infatti solo sei grammi d'oro, che equivalgono all'1,34% del totale. Il resto è composto da argento (93%) e da rame (6%). Per un costo totale di circa 650 dollari (poco più di 500 euro).
Ancor più contenuto il valore della medaglia per il secondo classificato, composta dal 93% d'argento e dal 7% di rame: 335 dollari (270 euro). Il premio per il gradino più basso del podio vale solo cinque dollari (circa 4 euro), visto che è interamente composto da 412 grammi di rame.
MEDAGLIE ALL'ASTA: DA WELLS A ERVIN. Ovviamente il valore delle medaglie non sta nel metallo di cui sono composte. Il vero valore è in ciò che rappresentano. Qualcosa di incalcolabile, anche se in passato qualcuno ha provato a darne una stima.
Per esempio Mark Wells, campione olimpico con la squadra di hockey americana a Lake Placid nel 1980, ha messo in vendita la sua medaglia d'oro nel 1982 per 310 mila dollari (oltre 250 mila euro).
Il nuotatore statunitense Anthony Ervin, oro nei 50 metri stile libero ai Giochi di Sydney, ha invece ceduto la medaglia per 17 mila dollari (quasi 14 mila euro) devolvendo la somma per le vittime dello tsunami del 2004 che ha investito tutto l'Oceano Indiano uccidendo 227 mila persone.
TOMMIE SMITH CHIEDE 250 MILA DOLLARI. Tommie Smith, primo uomo al mondo ad aver abbattuto il muro dei 20 secondi nei 200 metri non è mai riuscito a vendere la sua medaglia d'oro conquistata all'Olimpiade di Città del Messico.
L'atleta, passato alla storia per il pugno chiuso con il guanto nero sul podio, chiede 250 mila dollari (circa 205 mila euro) per separarsi dal suo oro. All'asta del 2010, però, nessuno ha offerto così tanto.

Sabato, 21 Luglio 2012


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