Cybersecurity, il business che piace a Renzi e Carrai

Il premier promette 150 mln al settore. Dove Carrai è impegnato con una start up: la Cys4. Possibile incarico anche alla Eurotech, azienda vicina a Finmeccanica.

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26 Novembre 2015

Angelino Alfano. Sullo sfondo, Matteo Renzi.

(© Imagoeconomica) Angelino Alfano. Sullo sfondo, Matteo Renzi.

La cybersecurity e in particolare la sorveglianza digitale hanno stregato il presidente del Consiglio Matteo Renzi.
Sarà perché Marco Carrai, consigliere e amico fidato del premier, ha iniziato a investire nel settore con il lancio dell'azienda Cys4.
Sarà per tutta un'altra serie di motivi legati ai rischi della sicurezza dopo gli attentati di Parigi, sta di fatto che durante l’Italian Digital Day di Venaria Reale, Renzi è stato chiaro: «Io sono per fare più controlli, per essere più operativo, per avere un sistema di informatica maggiore, di digitalizzazione delle immagini, di riuscire a fare riconoscimento facciale, io sono per mettere in comune tutte le banche dati, io sono per far sì che ogni telecamera venga messa a disposizione della forza pubblica per poter dire che in quella realtà lì io riconosco una persona, io sono per taggare i potenziali soggetti».
I 150 MILIONI DI EURO PROMESSI DA RENZI. Gli ha fatto eco il giorno successivo il ministro dell'Interno Angelino Alfano: «Il futuro è il riconoscimento facciale, sistemi tecnologici che consentano di immagazzinare i volti, immagini che entrano nella banca dati. Non solo negli aeroporti, abbiamo un piano di potenziamento del nostro sistema sicurezza».
Insomma, per Palazzo Chigi il modello da seguire è quello israeliano per poter lavorare sulla prevenzione, a costo di sacrificare la privacy dei cittadini anche in alcuni spazi privati.
Parola d’ordine: monitorare il territorio e tracciare tutto quel che è possibile. In quest'ottica si prevede di spendere una parte dei 150 milioni che il presidente del Consiglio ha promesso al capitolo cybersecurity, senza tenere conto, per esempio, della quantità preoccupante che i sistemi di videosorveglianza ancora restituiscono tra “falsi positivi” (cioè innocenti erroneamente associati a criminali) e viceversa, ovvero i cosiddetti “falsi negativi”.
LA EUROTECH E I RAPPORTI CON FINMECCANICA. A ogni modo, Renzi va per la sua strada e quei 150 milioni sono lì per qualcuno che di certo non fa parte del corpo istituzionale del Paese.
La prima società sarebbe già stata contattata, ha riportato La Stampa del 26 novembre: è la Eurotech di Udine, già inserita nel mercato israeliano e in possesso di un sofisticato software in grado di intercettare un profilo per poi seguirne gli spostamenti.
Nel Consiglio di amministrazione di Eurotech non mancano i legami con società partecipate e vicine al cerchio magico del premier: c’è l’ingegnere Giuseppe Panizzardi, 52 anni, già membro del “Consiglio degli Esperti” di Cassa Depositi e Prestiti e oggi senior vice president della divisione Merger & Acquisition di Finmeccanica.
Panizzardi è stato uno dei primi “acquisti” della gestione Moretti nel gruppo. 

Il Richelieu del premier vicino a Israele

Marco Carrai, primo a sinistra.

Marco Carrai, primo a sinistra.

Sempre dalla galassia Finmeccanica arriva un altro consigliere di Eurotech, Marina Pizzol, che è responsabile dell’Area Business Simulation&Training di Selex, società del gruppo di Piazza Montegrappa che opera nel settore dell'elettronica per la difesa e la sicurezza.
Certo è che quei 150 milioni sono ancora nel campo delle promesse, ma appare chiaro l’orientamento strategico di Renzi.
Del resto chi sta investendo nel settore della cybersecurity è soprattutto Carrai, il Richelieu del presidente del Consiglio, anche detto il Gianni Letta 2.0 oppure l'uomo ombra di Renzi, con già all'attivo molto incarichi nel settore pubblico e privato.
LE ATTIVITÀ DI CARRAI NEL SETTORE: LA CYS4. Amico di Matteo dal 1996, l'enigmatico uomo di Greve in Chianti, molto vicino a Israele e spesso autore di analisi di politica estera sul Corriere della Sera, proprio quest'anno ha lanciato una start up nel settore: Cys4.
Nello statuto si legge che si occupa di «prestazione in Italia e all’estero di servizi di progettazione, assistenza, consulenza nonché la vendita di prodotti inerenti agli ambiti della sicurezza fisica e della sicurezza logistica», oltre alla «consulenza di information technology».
L'ha avviata con un giovane genio del settore, Andrea Stroppa, e con un uomo navigato nelle aziende pubbliche italiane, ovvero Leonardo Bellodi, in passato direttore delle Relazioni Istituzionali e Comunicazione nell'Eni di Paolo Scaroni.
A controllare Cys4 è la Aicom (detiene il 52% delle azioni), società indipendente di ingegneria fondata nel 1990 con uffici a Roma, in Valdarno e a Milano, molto attiva nella progettazione di infrastrutture complesse e di insediamenti industriali, nelle tecnologie della security e nella progettazione ambientale.
AICOM AZIONISTA DI MAGGIORANZA. La Aicom non è un'azienda di poco conto, perché in passato ha spesso avuto commesse e appalti in diverse aziende pubbliche italiane, tra cui Finmeccanica e la stessa Eni.
Modello israeliano, quindi, quello che vuole portare avanti Renzi in Italia. Sarà stato proprio Carrai a consigliarlo? 'Marchino' ha relazioni di spessore con Tel Aviv. Non le ha mai nascoste. A cominciare dal suo rapporto con Jonathan Pacifici, romano che da tempo si è trasferito in Israele, fondatore della Wadi Ventures Capital, società che ha sede in Lussemburgo e sostiene le start up israliane, insieme con Marco Bernabè, figlio di Franco, ex Telecom Italia e soprattutto di Eni, prima dell'arrivo di Scaroni.
Carrai è socio e partecipa come membro nel Consiglio di sorveglianza. Il giovane Stroppa di Cys4 ha ripetuto in diverse interviste di non voler «nessun rapporto con il settore pubblico». Ma la cosa, date le relazioni, appare molto difficile.

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