Delitto di Roma, l'analisi del criminologo Lavorino

Coca e alcol. Sadismo. Assenza di valori. Per il criminologo Lavorino è stato questo mix a portare «due maschi alfa di buona famiglia» a uccidere un amico.

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07 Marzo 2016

Una foto di Luca Varani con la fidanzata tratta dal suo profilo Facebook.

Una foto di Luca Varani con la fidanzata tratta dal suo profilo Facebook.

L'hanno massacrato, torturato così, per esperimento. «Per vedere l'effetto che fa», ha ammesso Manuel Foffo agli inquirenti tentando di spiegare il motivo che ha spinto lui e l'amico Marco Prato a uccidere il 23enne Luca Varani nel corso di una festa a base di droga e alcol.
«Eravamo usciti in macchina la sera prima», ha raccontato il 30enne studente fuoricorso di Giurisprudenza, «sperando di incontrare qualcuno. Poi abbiamo pensato a Varani che il mio amico (Marco Prato, ndr) conosceva».
Attirata in un appartamento al decimo piano del Collatino, quartiere a est di Roma, la vittima è stata poi seviziata e finita a martellate e coltellate.

Lavorino: «Pura banalità del male»

Carmelo Lavorino.

Carmelo Lavorino.

Pura «banalità del male», spiega a Lettera43.it il criminologo Carmelo Lavorino, fondatore del Cesrin, Centro studi investigazione criminale.
«Siamo di fronte», aggiunge, «al cosiddetto omicidio per baldoria, per edonismo, per puro piacere».
QUEL MIX INFERNALE. Una violenza, secondo l'esperto, che si è generata da un mix «infernale» e criminogeno di fattori: il cocktail di cocaina e alcol che causa la perdita di freni inibitori; «la totale mancanza di valori etici e di autocontrollo» dei due presunti colpevoli, personalità violente caratterizzate da «un'alta dose di sadismo».
In altre parole, Foffo e Prato «strafatti», come ha ammesso il primo, si sono trasformati in una sorta di «giustizieri» e si sono accaniti contro una vittima «incapace di difendersi».
LA VITTIMA COME FETICCIO. Una preda e non una persona, visto che i «due maschi alfa», sottolinea Lavorino, consideravano Varani alla stregua di un «oggetto, un feticcio» sul quale sfogare la loro follia omicida.
Una volta finito l'effetto del mix criminogeno, Prato, noto pr della Capitale e organizzatore di serate ed eventi gay, tornato in sé si è reso conto dell'orrore commesso e ha tentato di togliersi la vita in un hotel della Capitale ingerendo barbiturici. Mentre Foffo ha confessato tutto al padre che lo avrebbe spinto a consegnarsi alle forze dell'ordine.
PERSONALITÀ PROBLEMATICHE. Particolari che dimostrano, secondo Lavorino, «le personalità problematiche dei due, precipitati in una spirale diabolica, in una tempesta infernale che ha risvegliato lati arcaici, primitivi, violenti».
Se dietro alla follia omicida, poi, ci siano moventi sessuali non è ancora chiaro. Non è però da escludere che i due volessero trascinare Varani in un rapporto a tre e che il suo rifiuto abbia scatenato la mattanza.

Quando Prato scriveva: «To be bipolar»

Marco Prato in una foto di Facebook.

Marco Prato in una foto di Facebook.

Un delitto violento, messo in atto da due trentenni della cosidetta Roma bene, sotto l'effetto di alcol e cocaina.
«Se si fosse trattato di una resa dei conti tra pusher», precisa il criminologo, «non ci avremmo nemmeno fatto caso».
Ma qui non siamo davanti a un omicidio per droga o a una esecuzione da malavita. 
IL PRECEDENTE DEL CIRCEO. Per questo il delitto richiama alla memoria, con i dovuti distinguo, altri massacri come quello del Circeo nel 1975 o l'omicidio di Meredith Kercher a Perugia nel 2007.
Prato e Foffo, infatti, almeno fino a venerdì notte, non erano belve, ma ragazzi «normali».
Per questo, scorrere il profilo Facebook di Prato alla luce di quanto accaduto è impressionante.
L'OSSESSIONE PER DALIDA. Fa pensare quella sua quasi ossessione per Dalida, che non a caso si tolse la vita proprio con una dose dibarbiturici. O la didascalia «To Be Bipolar» (essere bipolare) a due suoi ritratti.
Fino alla foto con un amico e il commento: «My Partner in crime: bum bum!» (il mio parner nel crimine, ndr).
Solo modi di dire, certo. Accorgimenti social per apparire cool e popolare.
Ma che dopo l'orrore del Collatino assumono tutta un'altra luce.



Twitter: @franzic76

© RIPRODUZIONE RISERVATA

new zealand 07/mar/2016 | 17 :44

Due trentenni non sono ragazzi
questi sono due uomini fatti, e da un bel po'.

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