Monzuno, la marcia del sindaco contro i tagli

Il primo cittadino Mastacchi pronto ad affrontare 426 km per dire basta: «Versiamo in condizioni gravissime».

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03 Marzo 2016

L'aveva promesso un anno fa. Ed è stato di parola, visto che la situzione finanziaria dei piccoli Comuni italiani nell'ultimo periodo non è migliorata.
«Perché i sindaci non si ribellano?», gli chiese un concittadino durante un incontro. E lui, Marco Mastacchi, sindaco di Monzuno, piccolo centro dell'Appennino bolognese di 6.400 anime, rilanciò: «Se saremo ancora a questo punto, andrò a piedi a Roma».
IN MARCIA VERSO PALAZZO CHIGI. E così, il 4 marzo, alle 8.30 del mattino, nonostante la neve («Ma già adesso c'è il sole...», assicura al telefono), Mastacchi si metterà in marcia diretto a Palazzo Chigi per incontrare Matteo Renzi. Arrivo previsto: il 15 marzo.
Ben 426 chilometri passando per piccoli Comuni: da Monghidoro e Firenzuola fino a Borgo San Lorenzo. Tappa dopo tappa, raccoglierà lamentele e idee dei colleghi che invierà direttamente al premier.
«La prima mail», dice Mastacchi a Lettera43.it, «gliela invierò io domani mattina per confermare che sono partito».

 

  • Marco Mastacchi, sindaco di Monzuno.

 

DOMANDA. Sindaco, lei non partirà solo vero?
RISPOSTA. No, mi accompagnerà il podista Alessandro Belliere, un giovane 82enne con alle spalle imprese storiche.
D. E basta?
R. Per ora sì, poi non è escluso che tappa dopo tappa si aggreghi qualcuno.
D. Dove dormirete?
R. Chiederemo di volta in volta ospitalità ai sindaci e se non è possibile alle parrocchie.
D. Qualche suo collega del Bolognese la sostiene in questa impresa?
R. Partiamo in sordina, poi vedremo. Sicuramente i sindaci di Pianura sono meno coinvolti.
D. Lei però ha incassato il like su Facebook del primo cittadino di Castenaso Stefano Sermenghi, un like che pesa visto che la sorella di Renzi è nella sua Giunta.
R. Sermenghi è un sindaco che pensa con la sua testa...
D. Lei però non è renziano...
R. Sono stato rieletto con una lista veramente civica. Ovviamente ci siamo presentati in contrapposizione al centrosinistra.
D. Per arrivare a fare sentire la sua voce era proprio necessario un pellegrinaggio attraverso gli Appennini?
R. Abbiamo spiegato le difficoltà dei Comuni più volte. Ma sa come si dice da noi? Le lamentele finiscono nel mucchio. Per evitare di cadere nell'oblio è necessario fare qualcosa fuori dalle righe.
D. Ha già qualche appuntamento fissato?
R. A Londa, in provincia di Firenze, sarò accolto dal sindaco, dalla Giunta e dalla Comunità montana. Mentre a Volterra interverrò a un incontro dell'Anpci, l'Associazione dei piccoli Comuni, ovviamente via streaming.
D. Marcia a parte, quali sono le condizioni dei piccoli Comuni?
R. Gravissime. La maggior parte degli italiani non si rende conto dei sacrifici che stiamo facendo.
D. Qualche numero?
R. Prendiamo il costo dello Stato: 800 miliardi di euro. I Comuni pesano per un 7,6%, cioè per 50 miliardi circa. Dal 2011 abbiamo subito tagli per 17 miliardi.
D. E nonostante questo, debito e spesa pubblica non diminuiscono.
R. Già, significa che fare sacrifici non è servito assolutamente a nulla. Mi si passi la metafora, ma è come se un padre di famiglia risparmiasse sui quaderni per il figlio e buttasse i soldi la notte in slot e prostitute.

 

Twitter @franzic76

© RIPRODUZIONE RISERVATA

new zealand 03/mar/2016 | 18 :21

Enti ricchi e Enti poveri
ai Comuni non resta più niente da spendere, molti hanno poco personale, ma devono fare cento cose, tutte a contatto diretto col cittadino. Poi ci sono gli Enti ricchi, le Regioni ad es., o anche le quasi ex Provincie, e i Ministeri naturalmente, che operano lontano da cittadino, pieni di funzionari, quadri e dirigenti, e non sapendo cosa fargli fare, continuano a complicare/complicarsi la burocrazia, sempre più carta, sempre più verifiche inutili,...... Capisco la rabbia di questo Sindaco

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