Primarie americane: i candidati repubblicani

I soldi di Trump. Le relazioni imbarazzanti di Jeb. L'odio per Cruz. I chili di troppo di Christie. I repubblicani sono tanti, agguerriti e molto confusi.

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31 Gennaio 2016

Se la sfida democratica sembra solo una formalità, il campo repubblicano nel 2016 è affollato, agguerrito e anche parecchio confuso.
All'avvio delle primarie, i candidati sono 11, tra cui due 'ripetenti'- Santorum e Huckabee -,  due presunti predestinati - Jeb Bush e Marco Rubio -, un leader evangelista - Ted Cruz - e la sorpresa Donald Trump. 
Nessuno si aspettava realmente che il magnate arrivasse fino a questo punto, e per di più in testa ai sondaggi. La sua ascesa ha cambiato almeno parzialmente il campo di gioco, mettendo in ombra l'establishment conservatore e comprimendo le possibilità dei candidati a esso più legati: poco meno di un anno fa, chiunque avrebbe scommesso che la Casa Bianca sarebbe stata un gioco tra Hillary Clinton e Jeb Bush. Ora, Jeb fatica a uscire dalla coda dei sondaggi, e non è più impossibile che si ritiri dalla corsa. 
UNA SCISSIONE IN VISTA? Tra i commentatori, c'è chi pensa addirittura che il risultato incredibile di queste primarie potrebbe essere una scissione all'interno del Grand Old Party: falchi da un lato, moderati dall'altro. 
Se anche così non dovesse essere, è probabile che prima del Big Tuesday molti dei candidati ora in gara lascino il campo: la campagna elettorale è stancante e costosa. Intanto, però, per ricordarli e memorizzarli, abbiamo riassunto per voi le loro posizioni, le frasi celebri, i loro sostenitori (il Nytimes ha scelto un nome che viene ritenuto senza speranze, e c'è persino un favorito da Chuck Norris), per un ritratto meno scontato possibile.
Quanto alle chance di vittoria, ci siamo affidai alle indagini di Nate Silver, lo statistico americano considerato un fenomeno a Washington, che monitora la situazione sul sito FiveThirtyEight

 

Donald Trump, l'indesiderato 

  • Donald Trump, imprenditore e magnate, 69 anni (Getty).

 

 

PUNTO DI FORZA. Essendo sceso in campo con i propri soldi – il suo patrimonio personale ammonta a circa 9 miliardi di dollari - e senza nessun legame con l’establishment repubblicano (che, di fatto, lo disprezza), Trump dice quello che vuole quando vuole, non ha vincoli e gioca sempre al rialzo. Riesce, insomma, a parlare alla pancia dell’americano medio.

 

 

PUNTO DEBOLE. La sua inesperienza politica può essere un freno anche per coloro ai quali piace. L’amministrazione Obama ha insegnato ai cittadini che un presidente che non abbia abbastanza esperienza può non essere sufficientemente incisivo. Alla fine potrebbero voltargli le spalle anche quelli che oggi dicono di apprezzarlo.

 

 

CHI LO SOSTIENE. Trump è riuscito nel miracolo di disintermediare la politica: parla direttamente agli elettori, senza le rigidità dello staff tradizionale. Il suo gradimento è trasversale, e soprattutto cattura l’elettorato medio che negli ultimi anni ha perso ricchezza e si sente tradito dalle tradizionali politiche dei repubblicani, sia sull’immigrazione (percepita come rischio e non come risorsa) sia sulla liberalizzazione totale del commercio (che impoverirebbe e non arricchirebbe).
Tra i suoi fan ci sono però anche big quali Mike Tyson e Sarah Palin, ex candidata alla vicepresidenza.
(Qui l’elenco dei finanziamenti ricevuti; Trump ha detto che spende fino a 2 milioni a settimana di soldi propri in spot pubblicitari, ma sembrano pochi rispetto al numero di spot)

 

 

QUANTE CHANCE HA. Secondo Nate Silver, il genio delle previsioni, ha il 48% di possibilità di vincere in Iowa.

 

 

FRASE CELEBRE. «Non importa cosa scrivono le giornaliste, finché hanno un bel culo». 

 

 

Ted Cruz, il pariah dei repubblicani

  • Ted Cruz, senatore repubblicano del Texas, 45 anni; è nato in Canada, e Trump per questo lo reputa ineleggibile (Getty).

 

 

PUNTO DI FORZA. In campo repubblicano, Cruz è “l’anti-establishment”, senza però l’aggressività e le posizioni estreme di Trump.

 

 

PUNTO DEBOLE. La realtà è che è diventato un candidato lontano dal potere di Washington perché - si dice e si scrive, ovunque - a Washington tutti lo detestano.
Viene definito odioso, spocchioso e arrogante persino dal presidente George W. Bush, alla cui prima campagna partecipò salvo non riuscire a ottenere alcun posti di rilievo nell’amministrazione.
In altre parole, è il pariah dei repubblicani.

 

 

CHI LO SOSTIENE. Cruz si posiziona come il candidato religioso, di solidi valori, capace di raccogliere i voti di tutti gli uomini di fede. Ha annunciato la sua candidatura, prima volta nella storia, alla Liberty university, l’università cristiana più grande al mondo. 
Tra i suoi supporter più noti c’è Glenn Beck, personaggio tivù e speaker radiofonico conservatore. Figlio di un esule cubano, Cruz avrebbe potuto occhieggiare ai latinos, ma le sue posizioni anti immigrati sono sgradite a molti ispanici.
(Qui l’elenco dei finanziamenti ricevuti).

 

 

QUANTE CHANCE HA. Secondo Nate Silver, il genio delle previsioni, ha il 41% di possibilità di vincere in Iowa.

 

 

FRASE CELEBRE. «Fra vent’anni ci sarà una domanda nel Trivial Pursuit, e io sarò la risposta». 

 

 

Marc Rubio, il candidato scomparso

  • Marc Rubio, 45 anni, senatore della Florida e figlio di esuli cubani (Getty).

 

 

PUNTO DI FORZA. Rubio è stato a lungo visto come l’Obama del campo repubblicano: nato a Miami da genitori cubani, conservatore ma aperto a una riforma reale delle regole sull’immigrazione senza innalzare altri muri. Nel 2012 finì in copertina su Time, che lo definì «Il Saggio Repubblicano».

 

 

PUNTO DEBOLE. Inizialmente eletto al Senato vicino ai Tea Party, Rubio se ne è poi distaccato assumendo posizioni più vicine alla destra tradizionale. Tuttavia, in elezioni che sembrano incanalare soprattutto la rabbia degli elettori, non ha trovato ancora una sua collocazione: al momento le sue chance sembrano ridotte.

 

 

CHI LO SOSTIENE. I suoi sostenitori più influenti arrivano dal mondo della finanza: Ken Griffer, gestore di hedge fund, e Paul Singer, miliardario e investitore newyorchese. Anche i latinos dovrebbero fare parte della sua forza elettorale.
(Qui l’elenco dei finanziamenti ricevuti)

 

 

QUANTE CHANCE HA. Secondo Nate Silver, il genio delle previsioni, ha il 10% di possibilità di vincere in Iowa.

 

 

FRASE CELEBRE. «Triste ma vero: l’America è una grande nazione in declino».

 

 

 Ben Carson, quello che «poteva essere ma non è»

  • Ben Carson, 64 anni, già democratico, poi indipendente, infine passato tra i Repubblicani (Getty)

 

 

PUNTO DI FORZA. Nero, conservatore, un brillante passato da neurochirurgo, vegetariano. Potenzialmente l’uomo perfetto per liberare i repubblicani dai loro stereotipo wasp.

 

 

PUNTO DEBOLE. Di recente, inchieste giornalistiche hanno svelato che Carson si è inventato una serie di storie sul suo passato, inclusa una finta borsa di studio all’Accademia militare di West Point; nella quale però non è mai stato (e comunque, dove non vengono erogate borse di studio).

 

 

CHI LO SOSTIENE. Per un pezzo è circolato in Rete un finto endorsement a Carson del Ku Kux Clan, al quale molti hanno abboccato. Non era vero. Oltretutto, il problema è che non ci sono altri reali endorsement per l’ex neurochirurgo.
(Qui l’elenco dei finanziamenti ricevuti).

 

 

QUANTE CHANCE HA. Secondo Nate Silver, il genio delle previsioni, ha solo l’1% di possibilità di vincere in Iowa.

 

 

FRASE CELEBRE. «Gli Stati Uniti sono molto simili alla Germania nazista: il governo usa il potere per intimidire la gente».

 

 

Jeb Bush, il peso dell'eterno predestinato

  • Jeb, già governatore della Florida - fu lui che aiutò George W a diventare presidente - 62 anni (getty).

 

 

PUNTO DI FORZA. È un Bush: figlio e fratello di ex presidenti (e col passare del tempo, in America, si è sempre più indulgenti con gli ex). Rappresentante di una dinastia del petrolio con legami solidi e importanti con l’establishment economico americano.

 

 

PUNTO DEBOLE. È un Bush. E cioè eternamente legato a fortune ed errori della propria famiglia. Su tutti, ovviamente, le scelte guerrafondaie di George W. Come Hillary, poi, sconta la stanchezza degli americani nei confronti dei presunti predestinati.

 

 

CHI LO SOSTIENE. Sulla carta, Jeb – acronimo di John Ellis Bush, e non è un caso che abbia scelto di non usare il proprio cognome come esteso – è il candidato dei poteri forti, della vecchia guardia repubblicana, dei militari e della potentissima lobby del petrolio. Le sue quotazioni, tuttavia, non sono mai decollate. Si contende con Rubio il sostegno dei big della Florida, lo Stato da cui entrambi provengono.
(Qui l’elenco dei finanziamenti ricevuti).

 

 

QUANTE CHANCE HA. Nate Silver, il genio delle previsioni, non attribuisce a Jeb grosse chance. Per l’Iowa non arriva nemmeno a 1% di speranza di vittoria.

 

 

FRASE CELEBRE. «Per quello che riguarda mio fratello, c’è una cosa di cui sono certo: ci ha tenuti al sicuro».

 

 

Rand Paul, in direzione ostinata e contraria

  • Rand Paul, senatore del Kentucky, 53 anni, figlio di Ron Paul, già candidato alle presidenziali (Getty).

 

 

PUNTO DI FORZA. Le sue armi sono la perseveranza e la conoscenza approfondita delle tecniche e delle dinamiche politiche, considerato che fin da giovanissimo è stato un attivista per il padre, anch'egli politico e candidato alla Casa Bianca.
Rand Paul è il migliore nelle pratiche di filibuster (ostruzionismo) del Congresso Usa: nel maggio 2015 ha parlato per 10 ore e mezzo di fila.

 

 

PUNTO DEBOLE. Qualcuno dice che sia cambiato troppo: più soft su molti argomenti, troppo controverso in politica estera.

 

 

CHI LO SOSTIENE. Rand Paul si è a lungo definito un libertario, anche se ha poi rigettato il termine. È vicino al Tea Party, inviso all’establishment e comunque difficilmente ascrivibile a canoniche posizioni repubblicane.
Non è un isolazionista, ma ci si avvicina: e tuttavia, per esempio, ha sempre detto che gli americani devono armare i curdi. È contrario alle intercettazioni di massa dell’Nsa e ha votato contro, facendo ostruzionismo in Senato. Ciononostante, il suo maggiore sostenitore è Mitch McConnell, uno degli uomini conservatori più potenti a Washington, che a lungo prima lo aveva avversato.
(Qui l’elenco dei finanziamenti ricevuti).

 

 

QUANTE CHANCE HA. Nate Silver, il genio delle previsioni, non attribuisce a Paul grosse chance. Per l’Iowa non arriva nemmeno a 1% di speranza di vittoria.

 

 

FRASE CELEBRE. «Chi decide se una persona è un cittadino americano o un combattente nemico? Davvero siamo disposti che la paura distrugga una storia millenaria?».

 

 

Mike Huckabee, l'importante è partecipare

  • Huckabee, pastore battista, ex conduttore di un programma su Fox News, ex governatore dell’Arkansas, 60 anni (Getty).

 

 

PUNTO DI FORZA. Bianco, conservatore, rappresentante dell’America rurale (è nato nella stessa città di Bill Clinton,  Hope). Solidi valori repubblicani con un goccio di rabbia antigovernativa, tipica del Tea Party.

 

 

PUNTO DEBOLE. La sua minor capacità di raccogliere finanziamenti gli costò la nomination nel 2008; oggi esistono i Super Pac (veicoli per la raccolta di finanziamenti milionari) ma nessuno si aspetta un miracolo.

 

 

CHI LO SOSTIENE. Il più significativo endorsement gli è arrivato da Chuck Norris, che già lo sostenne nel 2008, quando tentò la corsa.
(Qui l’elenco dei finanziamenti ricevuti).

 

 

QUANTE CHANCE HA. Nate Silver, il genio delle previsioni, non gli attribuisce grandi speranze. Per l’Iowa non arriva nemmeno a 1% di chance di vittoria.

 

 

FRASE CELEBRE. «Da presidente proteggerò il diritto alle armi e impedirò altre leggi sul controllo delle armi».

 

 

Chris Christie, troppo grasso per la presidenza?

  • Christie, governatore del New Jersey,  53 anni (Getty).

 

 

PUNTO DI FORZA. Già nel 2012 era stato indicato come possibile candidato alla nomination. Decise di non correre, ma fu scelto per il discorso di punta della convention nazionale, a Tampa. E molti si aspettavano di vederlo tornare su quel palco come vincente delle primarie.

 

 

PUNTO DEBOLE. Nel 2013 fu travolto dal cosiddetto “scandalo del Ponte”; venne fuori che il suo staff ostacolava il normale fluire dei mezzi nel ponte più trafficato d’America per creare problemi al sindaco avversario della cittadina Forte Lee.
Alcuni commentatori hanno poi segnalato che è «seriamente obeso», e che questo potrebbe costituire un problema serio per la presidenza.

 

 

CHI LO SOSTIENE. Da qualche anno si ritiene che Christie – di solide posizioni conservatrici ma disponibile a collaborare con Obama per esempio nel caso dell’uragano Sandy – sia l’astro emergente dei repubblicani. Ha ricevuto l’endorsement del Boston Herald.
(Qui l’elenco dei finanziamenti ricevuti).

 

 

QUANTE CHANCE HA. Nate Silver, il genio delle previsioni, non attribuisce a Christie grosse chance. Per l’Iowa non arriva nemmeno a 1% di speranza di vittoria.

 

 

FRASE CELEBRE. «Preferirei morire che sedermi nel Senato degli Stati Uniti».  

 

 

Carly Fiorina, una donna sola in pista

  • Carly Fiorina, 61 anni, prima donna a guidare una società inclusa nella lista delle 100 più importanti da Fortune, la HP (Getty).
     

PUNTO DI FORZA. È l’unica donna repubblicana a correre per la nomination.

 

 

PUNTO DEBOLE. Il suo arsenale di battute: ogni volta che ne fa una, peggiora la propria reputazione.
Intervistata dalla stampa, inoltre, più volte non è stata in grado di dettagliare i suoi piani se dovesse diventare presidente, specie in tema di tasse. Infine, ancorché il suo essere stata alla guida di Hp viene sempre menzionato come prova delle sue capacità manageriali, sul suo operato ci sono ombre: la società provò infatti all'epoca a violare l'embargo all'Iran per fare affari.

 

 

CHI LO SOSTIENE. Il fatto di essere l’unica donna dello schieramento, e di aver anche provato una certa capacità imprenditoriale, dovrebbe renderla il candidato ideale delle conservatrici di sesso femminile. In realtà i suoi sostenitori più noti sono finanzieri e maschi: Thomas Perkins e Marc Andreesen, gestori di venture capital.
(Qui l’elenco dei finanziamenti ricevuti).

 

 

QUANTE CHANCE HA. Nate Silver, il genio delle previsioni, non attribuisce a Fiorina grosse chance. Per l’Iowa non arriva nemmeno a 1% di speranza di vittoria.

 

 

FRASE CELEBRE. «Donald Trump è il regalo di Hillary Clinton impacchettato sotto l’albero. Io sono il pezzo di carbone nella sua calza». 

 

 

Rick Santorum, l'ayatollah dei repubblicani

  • Rick Santorum, 57 anni, ex senatore della Pennsylvania, ultra conservatore e ultra religioso (Getty).

 

 

PUNTO DI FORZA. La sua grande fede: nonostante le ultime sconfitte, anche nel tantativo di farsi rieleggere come senatore, gli dà la forza per continuare.

 

 

PUNTO DEBOLE. Le sue posizioni ultra religiose lo hanno esposto a fortissime critiche da parte non solo dei liberal ma anche di molti nella destra.
Noam Chomsky, intervistato da questo giornale, disse di lui: «Santorum, è uno che ha detto: 'Il potere discende direttamente da Dio'. Dove altro si può sentire una cosa del genere? Io credo che nemmeno in Iran si spingano così in là».

 

 

CHI LO SOSTIENE. Santorum è contro le unioni omosessuali e le unioni civili, naturalmente contro l’aborto e persino contro i contraccettivi. Il suo seguito è composto naturalmente da ultra conservatori, che però non sono così pochi: candidatosi per la nomination anche nel 2012, si piazzò secondo, dopo Mitt Romney.
(Qui l’elenco dei finanziamenti ricevuti).

 

 

QUANTE CHANCE HA. Nate Silver, il genio delle previsioni, non gli dà molte speranze. Per l’Iowa non arriva nemmeno a 1% di speranza di vittoria (nel 2012, si aggiudicò lui i caucus dello Stato).

 

 

FRASE CELEBRE. «Tutte le persone che vivono nella West Bank sono israeliani, non palestinesi. I palestinesi non esistono. Questa è la terra di Israele».

 

 

John Kasich, il volto sicuro dell'America di mezzo

John Kasich, governatore dell’Ohio, ex manager di Lehman Brothers e banchiere d’affari, 63 anni (Getty).

 

 

PUNTO DI FORZA.  Governa l’Ohio dal 2011 e, dopo il ritiro di Scott Walker dalla competizione, insieme a Christie è il solo governatore in gara (gli americani apprezzano chi ha già esperienza).

 

 

PUNTO DEBOLE. La sua capacità di raccogliere fondi è giudicata inferiore a quella dei competitor.

 

 

CHI LO SOSTIENE. Kasich è un conservatore di lungo corso con parecchia esperienza politica, nel solco della tradizione repubblicana: parla spesso della propria fede, è frequentemente in lotta contro i sindacati, è contrario ai matrimony gay e al controllo sulle armi, sostenie la spesa militare e si dice pronto a dichiarare guerra all’Isis. La sua candidatura è supportata dagli ex partner di Lehman Brothers, di cui gestì la filiale di Columbus, capitale dell’Ohio. Soprattutto, però, Kasich ha ricevuto un po' a sorpresa l'endorsement del NyTimes, che lo ritiene il meno estremista tra i candidati repubblicani alla nomination.
(Qui l’elenco dei finanziamenti ricevuti).

 

 

QUANTE CHANCE HA. Nate Silver, il genio delle previsioni, non gli dà molte speranze. Per l’Iowa non arriva nemmeno a 1% di chance di vittoria.

 

 

FRASE CELEBRE. «Dovunque io vada, Dio è con me». 

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