Quarto, Perotti sulle dimissioni di Capuozzo

Il vicesindaco: «Dal M5s non meritavamo tutto questo». Una ricandidatura? «Chissà...».

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21 Gennaio 2016

Quarto, fine delle trasmissioni.
 Rosa Capuozzo ha gettato la spugna: «Mi dimetto da sindaco», ha detto in lacrime. «Non è una resa, ma un gesto di responsabilità. È impressionante tutto quello che è accaduto intorno a questa vicenda. Questa è una sconfitta politica, ma anche una vittoria della camorra».
L'AFFONDO AI VERTICI. Il primo cittadino si è tolta gli ultimi (?) sassolini dalle scarpe tornando all'attacco dei vertici del Movimento. A partirte da quelli regionali. «Non si capisce perchè i voti di Quarto puzzano, se riguardano me e gli stessi voti pesano se riguardano i consiglieri regionali», ha affondato.
Per passare poi a Roberto Fico. «Il 9 gennaio mi ha telefonato per dirmi che dovevo dimettermi», ha proseguito. «Il 10 voleva venire al flash mob e starmi accanto se mi fossi dimessa. Dal giorno successivo tutti sono spariti».
NUMERI CONTRO. Più di una resa, anche ai diktat pentastellati, si è trattato però di una conta. Insomma, Capuozzo non ha lasciato di sua spontanea volontà, ma perché non aveva più la maggioranza. E senza maggioranza, si sa, è impossibile governare.
Ad avere l'amaro in bocca è anche il braccio destro del sindaco e suo vice e assessore all'Ambiente e ai Trasporti, Andrea Perotti.
«Al direttorio», spiega a Lettera43.it, «si può rimproverare una cosa: ci è stato riservato un trattamento ben diverso dagli altri Comuni dove si sono verificate le espulsioni dei primi cittadini».

 

  • Rosa Capuozzo con Andrea Perotti.

 

DOMANDA. Vi siete sentiti abbandonati?
RISPOSTA. Il sindaco non si meritava un trattamento del genere, soprattutto dopo quello che ha fatto e combattuto in questi mesi.
D. Alla fine Capuozzo è stata costretta a dimettersi perché non aveva più i numeri per andare avanti.
R. Se dopo quattro ore di commissione antimafia dove si è giocata tutto e dove sia lei sia il presidente Rosy Bindi hanno avuto una condotta esemplare, il sindaco si trova le dimissioni di Lorenzo Paparone, presidente del Consiglio comunale...
D. Anche lui ha mollato.
R. Se ne è andata una figura politica fondamentale su cui tra l'altro il sindaco aveva riposto la sua fiducia. Sono dimissioni anomale e inspiegabili.
D. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?
R. Paparone poteva dimettersi subito dopo l'espulsione o la richiesta di dimissioni da parte del M5s. E non l'ha fatto. Inoltre il sindaco aveva incontrato tutti i consiglieri che le avevano assicurato il loro sostegno. «Dobbiamo restare uniti», dicevano. Poi si sono persi per strada.
D. Crede che Paparone abbia ricevuto pressioni dall'alto?
R. Non riesco davvero a spiegarmi questo voltafaccia. So però che è di un gesto ricco di povertà umana, contro una persona che gli aveva dato piena fiducia. Una cosa è certa: il presidente del Consiglio si porta il peso della caduta dell'amministrazione.
D. Anche i vertici M5s all'inizio avevano sostenuto Capuozzo, poi...
R. Il sindaco in questa faccenda era ed è parte lesa, come anche loro l'avevano definita. Non capisco questo cambio di rotta.
D. Un'idea se la sarà fatta, però...
R. So solo che abbiamo sentito il loro appoggio fino tre giorni prima dalla richiesta di dimissioni.
D. Secondo lei chi ha dato l'ordine di scuderia?
R. La decisione è stata presa dal direttorio in comune accordo con Casaleggio e Grillo. Per di più, senza rendere partecipe il sindaco di una riunione dove si stava discutendo della sua espulsione dal Movimento.
D. Il M5s ha addirittura lasciato Quarto. Cosa ne pensa?
R. Mi è piaciuto poco. Più che utile, era doveroso appoggiare un'amministrazione che si è comportata in modo quasi esemplare.
D. Vero è che il sindaco ha rilasciato dichiarazioni contraddittorie.
R. È probabile che il pm abbia fatto a Rosa domande in fasi diverse e ne sia uscita una sorta di contraddizione che in realtà è la ricostruzione di diversi momenti degli interrogatori.
D. E secondo lei è credibile che Fico non fosse al corrente della situazione?
R. Su Facebook, Fico ha fatto una descrizione molto dettagliata della vicenda, con dati e particolari. Anche relativamente al plico del presunto abuso edilizio. Ammette di averci incontrato nel bar a Napoli il primo dicembre. Perché avremmo dovuto tacere?
D. Però ha detto di non ricordarsi con precisione tutta la conversazione...
R. Ripeto, sulla sua pagina Fb Fico ha spiegato dettagliatamente tutto. Non ci stiamo inventando nulla.
D. Come vicesindaco si riprovera qualcosa?
R. In realtà, a livello amministrativo, non credo di dovermi rimproverare nulla. Abbiamo messo a punto il patto dei sindaci che porterà diversi milioni di finaziamento europeo per migliorare la vivibilità della nostra terra. Abbiamo redatto la nuova gara di appalto per trasporti che non farà pagare il ticket agli over 60. E pianificato una linea su gomma per collegare Quarto a Napoli.
D. Poi c'è il nodo stadio...
R. Lo abbiamo gestito con tutte le associazioni, per sostenere chi lavora per l'integrazione attraverso lo sport. Un impegno elogiato anche dal nostro parlamentare Luigi Gallo.
D. Però...
R. Resto convinto che sono i fatti quelli che contano, poi tutti possiamo sbagliare.
D. Non è che avete sottovalutato i rischi di infiltrazione camorristica?
R. Sapevamo di correre il rischio di vincere delle elezioni e di dover amministrare un territorio difficile visto che il Comune è stato commissariato più volte negli ultimi 20 anni.
D. Il rischio era dietro l'angolo....
D. Siamo sempre stati coscienti di quale territorio avremmo amministrato e sicuri del tipo di gestione da portare avanti, totalmente in linea con gli ideali M5s.
D. Il caso Quarto ha catalizzato l'attenzione mediatica in modo, per molti, esagerato.
R. L'attenzione nei nostri confronti non è stata troppo normale, è vero. In Italia sono accaduti fatti ben più gravi che non hanno avuto lo stesso accanimento mediatico.
D. Solo distrazione di massa a opera del Pd, come sostengono Grillo e molti big pentastellati?
R. Più che per coprire le magagne nazionali del Pd, si è cercato di fare perdere punti al Movimento a livello nazionale. Non dimentichiamo che tra qualche mese si terranno elezioni amministrative in città importanti...
D. Siete stati strumentalizzati, quindi?
R. Non credo si sia trattato di una operazione costruita ad arte. Diciamo che qualcuno ha sfruttato il momento a suo vantaggio. Anche per questo il Movimento doveva restare vicino all'amministrazione.
D. Dopo quello che è accaduto, crede ancora nel M5s?
R. Sì, ci credo ancora. Se fossimo andati avanti, saremmo stati fedeli ai principi del Movimento, dai quali non ci siamo mai discostati.
D. Capuozzo ha detto che non si ricandiderà. È così?
R. Lo ha detto in Aula. Al momento la questione è chiusa, ma sa com'è: tutto può cambiare.

 

Twitter @franzic76

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