Remotti: «Alfano? Non esiste famiglia naturale»

Angelino si scaglia contro le adozioni gay. L'antropologo Remotti a Lettera43.it: «Non c'è un solo tipo di famiglia. Il suo ragionamento? Povero e meschino».

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25 Febbraio 2016

Stepchild adoption stralciata. E nessun obbligo di fedeltà per i partner dello stesso sesso, per evitare ogni minima equiparazione con il 'sacro' vincolo del matrimono.
Lo chiamavano Cirinnà. Ma alla fine il ddl sul quale il governo porrà la fiducia non è che l'ombra del testo iniziale.
Un compromesso al ribasso dovuto alle pressioni di Ncd e dei centristi, visto che il Pd ha ceduto agli Angelino Alfano, alle Beatrice Lorenzin, ai Roberto Formigoni e ai Carlo Giovanardi.
E proprio il ministro dell'Interno, reduce da quella che considera una vittoria, è tornato a esultare pubblicamente.
IL CONTRO NATURA SECONDO ANGELINO. «Abbiamo impedito una rivoluzione contro natura e antropologica», ha dichiarato. «È stato un bel regalo all'Italia aver impedito che due persone dello stesso sesso, cui lo impedisce la natura, avessero la possibilità di avere un figlio».
Peccato che «il concetto contro natura non esista», spiega a Lettera43.it l'antropologo Francesco Remotti. O, meglio, «esista solo nella mente di coloro che lo hanno inventato».
Non solo. «È molto offensivo e scorretto pensare che una famiglia sia naturale e le altre siano contro natura», insiste il professore. «Così come parlare di unioni contro natura, da quelle omosessuali in avanti».
Per questo, al cospetto delle polemiche e del dibattito sulle unioni civili a Remotti «cadono le braccia».
«MESCHINITÀ E RISTRETTEZZA DI ORIZZONTI». «Mi sono fatto l'idea», dice, «che prevalgano ragioni biecamente elettorali di convenienza rispetto all'importanza che un argomento e una problematica di questo genere richiederebbero».
In altre parole, «di fronte a questioni che riguardano la vita delle persone, la loro ricerca, diciamolo, della felicità e i diritti dei bambini si fanno scelte tenendo conto solo delle prossime elezioni». Prova di «meschinità, povertà e ristrettezza di orizzonti enormi», affonda il professore. «A cui si aggiunge l'ignoranza...».



  • Francesco Remotti.

 

DOMANDA. Professore, c'è qualcosa di naturale nell'uomo?
RISPOSTA. Ovviamente. Siamo fatti di parti naturali, ci mancherebbe. Il discorso è un altro.
D. Quale?
R. È evidente che i processi digestivi del mio organismo sono un fatto naturale, anche se modellato culturalmente dalle medicine che assumo per esempio. Ben diverso è affermare che esista una famiglia naturale che nessuno ha mai visto e sa dove si trovi.
D. La famiglia è quindi una formazione sociale?
R. Sì. E questo non significa negare la naturalità di tanti aspetti della nostra esistenza e del nostro essere.
D. Lei nel 2014 ha scritto il libro Contro Natura, una lettera al papa, in cui rispondeva a Benedetto XVI. Sono obiezioni ancora valide le sue?
R. Credo di sì, purtroppo. All'ex pontefice che sosteneva l'idea di famiglia naturale e voluta da Dio, ho mostrato che la famiglia in realtà può essere construita in tanti modi diversi.
D. Può fare qualche esempio?
R. Tanto per cominciare, e se ne parla poco, esistono famiglie poligamiche molto diffuse nel mondo, siano esse poliginiche - e cioè con un marito e diverse mogli - o poliandriche, con una moglie e più mariti.
D. Poi?
R. Prendiamo le famiglie natolocali, che seguono la regola di residenza. E cioè ognuno vive nella famiglia dove è nato. Condivido il gruppo familiare e domestico con i miei fratelli e le mie sorelle. Ciò non significa che non mi sposo, anzi.
D. Non c'è convivenza...
R. Facciamo un esempio: tra i Senufu dell'Africa occidentale lo sposo ha più mogli ma non abita con loro. Ha comunque legami coniugali e fa figli. Gli antropologi parlano di marito visitante. Una sera sta con la moglie numero 1, la sera dopo con la numero 2 e quella dopo ancora con la 3. Ma non convive con loro.
D. In questo caso dov'è la famiglia?
R. È quella natolocale, fatta di fratelli e sorelle. Ogni componente ha legami coniugali esterni che non si traducono in gruppo residenziale.
D. Si potrebbe obiettare che i figli hanno comunque una madre e un padre...
R. Bene. Si prenda il tema della multigenitorialità.
D. Prego.
R. Si tratta della compresenza di più genitori. Spesso nelle nostre società è visto come un ripiego o un effetto di alcuni eventi.
D. Invece?
R. Esistono numerose società in cui la multigenitorialità è voluta, perseguita e programmata.
D. Per esempio?
R. Tra i Mossi del Burkina Faso c'è una regola che vale per tutte le mamme e i bimbi: quando un piccolo è svezzato viene affidato a una seconda madre che, guarda caso, non è più in grado di generare ed è in menopausa.
D. Una sorta di maternità surrogata.
R. Si tratta di una compresenza di mamme: quella che dà la vita e quella che alleva. Il bimbo non è che non frequenti più chi lo ha messo al mondo. Diciamo che alla sua vita si aggiunge una mamma. E attenzione: non è un ripiego ma è considerato importante per garantire benessere al piccolo.
D. Insomma, per i Mossi questo è «naturale».
R. Possiamo dire così. Ma l'idea che i genitori biologici non siano sufficienti per una corretta educazione del piccolo è molto diffusa. Anche in Amazzonia dove gli Uarì prevedono più padri per un bambino. 
D. Detto questo, perché nel 2016 si continua a parlare di «contro natura»?
R. Per due motivi. Il primo, senza offendere nessuno, è una fondamentale ignoranza rispetto a ciò che antropologi, sociologi e psicologi scrivono e dicono da tempo.
D. E il secondo?
R. Appellarsi alla natura è un argomento ideologicamente e retoricamente molto forte.
D. Può spiegarsi meglio?
R. Sostenere che il mio comportamento è naturale mentre il tuo che è diverso è contro natura è semplicemente orrendo, perché formulo un giudizio di rifiuto e giudico la tua scelta di vita inammissibile. È uno dei giudizi più screditanti e gravi che esistono.
D. In base poi a un principio - la natura - che non è scientifico ma arbitrario.
R. Non solo. Si getta discredito su scelte alternative. Si potrebbero giudicare non praticabili, non accettabili o non corrette, per esempio. Ma bollarle come contro natura significa sostenere che la mia è l'unica scelta possibile, mentre le altre sono da rifiutare e condannare. È una scomunica laica.
D. Anche religiosa in alcuni casi...
R. Qui convergono due ideologie. Chi crede nel contro natura sostiene che qualcosa non risponde ai dettami e ai modelli 'naturali'. In più la Chiesa utilizza questa idea aggiungendo che è Dio che ha creato tutto questo. Il che diventa più grave.
D. A proposito, cosa pensa del ddl sulle unioni civili?
R. Mi sono fatto l'idea che prevalgano ragioni biecamente elettorali e di convenienza rispetto all'importanza che un argomento e una problematica di questo genere richiederebbero.
D. Bassa logica di bottega quindi...
R. Vengono fatte scelte tenendo conto solo delle prossime elezioni. È un modo di ragionare che mi fa cadere le braccia, anche perché in gioco ci sono la vita delle persone e, diciamolo, la ricerca della felicità e della serenità. Senza contare i diritti dei bambini.
D. Politica bocciata, dunque?
R. È un modo di ragionare che dimostra meschinità, povertà e ristrettezza di orizzonti. A cui si aggiunge l'ignoranza di cui sopra.

 

Twitter @franzic76

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LetiziaJoi 01/mar/2016 | 14 :17

@Canoi nel mio commento, come avrà potuto notare, le cose che più mi hanno infastidito sono state altre come citare fatti senza averne una conoscenza minima o libri che a quanto pare non sono stati letti se non per qualche frase da post omofobo di Facebook. Non ho mai detto che in Italia non ci sono problemi più importanti: è vero, ci sono, sono d'accordo con lei su questo punto. Ma trovo del tutto non necessario tirarli in ballo quando si parla di un altro problema, pur sempre minore per la maggioranza, ma comunque un problema.

new zealand 29/feb/2016 | 13 :04

l'avvocato e la natura
va da se che un'avvocato, vissuto di studi classici e giuridici, non capisca nulla di natura: forse ha letto qualche informazione su qualche libro, ma dubito abbia mai realmente guardato fuori da una finestra. Essendo noi mammiferi, ci è impedita dalla natura la procreazione per via asessuata; perchè nasca un nuovo individuo servono un padre e una madre biologici, consenzienti o meno, consapevoli o meno, la natura è generosa a riguardo. Una volta nato il bimbo, tutto il resto attiene all'educazione del figlio, compito impegnativo e lungo. La domanda è, qual'è il contesto migliore per crescere ed educare un figlio? Per secoli i padri non si sono occupati dei figli, spesso numerosi, fino a che non arrivavano ad età da lavoro. E in genere si occupavano solo dei figli maschi, con cui dovevano condividere le fatiche. Dove vige la poligamia, la tradizione delle spose 13enni, poi la questione del ruolo paterno e materno si complica. Insomma i modelli sono storicamente molti. Oggi nella nostra ricca società, dove ci si sposa per amore e non per contratto (che nella poligamia è regola), dove i nuclei familiari sono ridotti a padre, madre e uno/due figli, dove non esistono quasi supporti extrafamiliari, al limite i nonni, una buona educazione dei figli dipende dall'intesa, alla volontà dei due genitori, tutto è demandato ad essi. E a riguardo ci sono un sacco di criticità, che i servizi sociali ben conoscono. Io penso che un gay che abbia un figlio con un partner (ovviamente di altro sesso, capita spesso, poi la relazione si rompe), possa essere un buon genitore, e di certo non darei per certo il contrario.

Canoi 28/feb/2016 | 14 :53

@LetiziaJoi. Gentile il tema era: dare struttura sociale con tutele conseguenti alle coppie omosessuali; in aggiunta, consentire l'adozione di bambini alle predette coppie. 15 giorni di sproloqui poi si è deciso di dare la prima parte stralciando la seconda. Embè? Salvo la questione "reversibilità" si sono dati i diritti che le unioni di fatto già avevano. Sulla "reversibilità" è presto per parlare perché prima voglio vedere qualche sentenza dei Tribunali Civili e della Corte Costituzionale. Se vuole ammetto che tutto quello che accade, letto con attenzione, insegna qualche cosa. E' il caso dei grillini che si sono cimentati, mi pare per la prima volta, in un negoziato politico vero con il loro principale interlocutore-antagonista, il bischero di Rignano, che quanto a furbizia ha pochi confronti, e ne sono usciti con le ossa rotte; a casa ragazzi e ragazze, andate un po' a scuola e poi ne riparliamo. In un Paese normale, con una rappresentanza politica normale (quella nostra di prima Repubblica), si fa tutto in Commissione e se ne parla poco per non urtare la frangia cattolica estrema. Invece ora no! il bischero fa la rivoluzione di cui è stracontento; pederasti e lesbiche, veri/e e/o presunti/e, si godono la passerella mediatica. Le questioni importanti sono dimenticate, non esistenti! Quanto all'antropologo sentiva di aver diritto a qualche cosa anche lui: un po' di visibilità (e minus quam che sentenzia: Remotti, uno dei più importanti antropologi italiani). Signora gentile non riesco proprio ad essere serio.

LetiziaJoi 28/feb/2016 | 12 :35

Ai miei predecessori nei commenti: siete seri?
Avete appena letto l'intervista a Remotti, uno dei più importanti antropologi italiani e tutto quello che sapete fare è citare la bibbia e parlare di complotti gay?!
Partiamo da XX e XY: boiata, nella maggior parte dei casi il binomio funziona, ma non tutti presentano "solo" queste combinazioni, esistono persone androgine/intersex con delle combinazioni di cromosomi diverse. E gli ormoni di cui parli tanto? Se ti iniettassi dell'estrogeno svilupperesti anche tu il seno e inizieresti ad allattare. Sempre sul punto dell'allattamento, esistono donne che non sviluppano latte durante la gravidanza, sono anche loro "contro natura"?
La storia del diritto ad avere un padre e una madre, quindi tutti quelli che sono cresciuti con solo un genitore sono anche loro contro natura?
E, seriamente, il Levitico? il Vecchio Testamento? Secondo a religione sarebbe stato scritto nel 1200 A.C. quindi oltre 3000 anni fa (in realtà, storicamente parlando, è un insieme di scritti di persone e epoche diverse, al'incirca del VII secolo A.C.)
Vuoi davvero seguire degli scritti di qualcuno vissuto 3000 anni fa?
Allora non dovresti mangiare "sangue" o carne che non sia stata offerta in sacrificio all'Altare (Levitico 17:10), non potresti indossare indumenti fatti di tessuti diversi (Levitico 19:19), non potresti tagliarti la barba (Levitico 19:27), niente tatuaggi (Levitico 19:28), dovreste essere gentili e rispettosi con gli stanieri nel nostro paese (Levitico 19:33-34)... posso andare avanti un bel po', sai?
Seriamente, se volete citare la bibbia, leggetela tutta prima, non solo le parti che vi piacciono di più.

alex100 26/feb/2016 | 21 :48

X oppure Y
Da dove vogliamo iniziare a discutere?
Perchè Tutto potrebbe essere il contrario di tutto, ma se vogliamo iniziare dalla genetica è facile perchè Strutturalmente con XX si è Femmina ed con XY Maschio
.. NON ci sono altre opzioni ..Gli ormoni completano la sessualità (quasi sempre)
Io Rispetto l'individuo per qualsiasi altra tendenza, ma di fatto rimangono le XX XY e gli ormoni che se non sono allineati con esse creano molte ... varianti ??
L'umanità si è sviluppata in circa 200 mila anni con l'unione di maschi e femmine
creando famiglie NON con lo stesso sesso
Chi partorisce non casualmente ha il latte per nutrire il figlio ed è già nel grembo della madre che il bambino inizia a conoscerla ascoltando il tono di voce se è calma o nervosa. (non parliamo dei casi limite)
insomma è assurdo pensare che ai bambini ci si vuole togliere il diritto (con le ultime idee di surrogazioni) di avere un Padre ed una Madre.
Senza tener conto della Sacra Bibbia Levitico 18:22 Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole.

Canoi 25/feb/2016 | 23 :43

Mi turo naso e orecchi ancora un po' che poi di queste sciocchezze del gaysmo non sentirò più parlare; finisce una delle meglio centrate fra le operazioni di distrazione di massa. Mi chiedo ma perché andare su questo aborto mal riuscito delle unioni gay non siamo andati verso la società matriarcale? Il ruolo, la figura financo il sesso maschile è in gravissima crisi; la società patriarcale che da noi vale circa 5000 anni è in gravissima crisi. E l'orientamento è verso il femminino. Cogliamo l'occasione e andiamo per davvero verso il nuovo: la donna anzi la femmina è centrale. Del maschio si può far a meno, della femmina no! Il gay o la lesbica non sono né questo né quello; un prodotto spurio per definizione. Per intenderci la donna è l'uomo che fa i figli mentre l'uomo è la donna che non fa i figli. Infine Remotti con questa intervista intendeva fare coming out?

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