Renzi, Sensi e la pubblicità

Il governo e il Pd, fotografati da @nomfup, diventano un grande carosello.

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23 Dicembre 2015

L'Italia riparte, va assicurando il nostro premier in lungo e in largo smentendo gufi e persino qualche dato. E quale modo migliore per sostenere le Pmi e i grandi marchi se non pubblicizzarli?
Una cosa è certa: Matteo Renzi la faccia ce l'ha messa e continua a mettercela. Anche come testimonial. Un impegno, va detto, che condivide con altri esponenti del suo governo e del suo partito. 
RÉCLAME DEMOCRATICA. Basta scorrere gli scatti che l'onnipresente spin doctor e storyteller renziano Filippo Sensi pubblica sui social sotto l'hashtag #cosedilavoro et voilà, sembra di essere proiettati all'interno del set di un grande e gioioso carosello.
E così, pescando nei social, abbiamo per gioco composto la nostra personale selezione.

Le affinità elettive con manager e imprenditori

Renzi, e non l'ha mai nascosto, ha affinità elettive con alcuni manager italici (o semi-italici), che chiama rigorosamente col nome di battesimo.
A partire da Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fca con cui l'amore sbocciò solo dopo l'arrivo a Palazzo Chigi visto che fino al giorno prima Matteo era solo «il sindaco di una piccola, povera città».
«Penso che Renzi abbia realizzato progressi fenomenali», aveva dichiarato con enfasi l'italo-canadese al Gp di Monza. «Ho avuto a che fare con questo Paese per circa 12 anni e non ho mai visto qualcuno con la dedizione e l’intensità che lui ha mostrato nell’ultimo anno e mezzo».
UNA STIMA RICAMBIATA. Una stima corrisposta. «Io sto con Marchionne, senza se e senza ma», disse il premier lo scorso gennaio commentando il referendum in Fiat.
Un sodalizio che non è fatto solo di parole (e articoli 18) ma anche di fatti. Renzi ha così immortalato l'inaugurazione alla Variante di valico della A1 nei pressi di Castiglion dei Pepoli con uno scatto che lo ritrae alla guida di una Fiat.
Nulla di male, certo. Eppure la foto pubblicata su Facebook pare più pubblicitaria che istituzionale (come ha notato anche Luca Sappino su L'Espresso).

 


 


Ma chi è l'autore dello scatto? La risposta è scontata: Filippo Sensi che infatti l'ha postata sul suo profilo Instagram. Confermandosi oltre un ottimo spin doctor, anche un valido spin sponsor.
Ma Marchionne non è l'unico manager a piacere al premier.
IL DEBOLE PER EATALY. Renzi ha un debole anche per Oscar Farinetti, patron di Eataly. Non a caso l'imprenditore può essere considerato un leopoldino.
Narra la leggenda che fosse uno dei papabili alla poltrona di ministro delle Politiche agricole. Poi non se ne fece nulla.
I rapporti tra i due sono rimasti ottimi tanto che il 2 dicembre scorso Mr Eataly con Alessandro Baricco (un altro che rifiutò la poltrona ministeriale) si è recato a Palazzo Chigi con Barolo e carne cruda per pasteggiare con l'amico Matteo.
I PANINI PER LA SEGRETERIA. Un pranzo che sicuramente il premier avrà gradito visto che da Eataly ordina pure i panini per sfamare la direzione Pd in trasferta. Era accaduto a Firenze, e la notizia dell'ordinazione venne debitamente ripresa da ogni giornale. Accompagnati dall'immancabile Coca Cola di cui paiono andare pazzi un po' tutti i dem.
Come la governatrice del Friuli Venezia Giulia e vicesegretaria Pd Debora Serracchiani e il governatore emiliano-romagnolo Stefano Bonaccini.
 

 

E quando non c'è la lattina, ecco che spunta l'acqua minerale. Tra tante bottiglie anonime spicca in questa foto la Ferrarelle.
 

 

 

Anche se Matteo forse preferisce San Benedetto e Lilia...

 


Sempre per restare nell'alimentare come dimenticare la scenetta del gelataio davanti a Palazzo Chigi per rispondere alla copertina dell'Economist?
Gelataio di marca, ovvio. La scritta Grom venne malamente nascosta dal carrello, ma rimase ben visibile sul cappellino e sul grembiule del dipendente. Un bello spot per Guido Martinetti, già corteggiato da Silvio Berlusconi, e Federico Grom.

 





Sui social che ministri e premier, con lo zampino di @nomfup, danno il meglio di sé.
Visto che tra poche ore è Natale, perché non rispolverare qualche foto dello scorso anno?
Il premier è stato spesso immortalato nell'atto di comprare libri per regalo. Non in una libreria qualunque, va da sé, ma da Feltrinelli. Particolare che non può sfuggire all'osservatore.




 

E tra i consigli per gli acquisti non potevano mancare i libri.
Ecco quelli scelti e sponsorizzati da Matteo. Poi vedete voi...
 

 

Anche l'abbigliamento sportivo vuole la sua parte.
L'ALLENAMENTO CON NERIO. Si sa, Renzi ama praticare varie attività - dalla bici allo jogging - e può contare su un compagno di allenamento speciale come l'imprenditore Nerio Alessandri, patron di Technogym, anche lui passato sul palco della Leopolda.
Perché dunque non farsi fotografare, in maglietta aziendale, durante una visita alle prese con qualche attrezzo?
 


 


Naturalmente Renzi è arrivato col fiato giusto per correre pure all'Havana dov'era volato per incontrare Fidel Castro. 
Sul lungomare il premier sfrecciava (o cercava di sfrecciare) nella sua tenuta bianco-azzurra targata Puma.
 

 

Dai Caraibi al tetto d'Europa, la musica non cambia. Ma il brand sì.
Ecco allora Matteo avvolto in un piumino No Limits in occasione dell'inaugurazione della nuova Funivia Monte Bianco che da Courmayeur porta a Punta Helbronner.
 


 

E qui ci scappa l'aneddoto: marcata No Limits era pure la giacca a vento indossata da Mike Bongiorno durante la preparazione sul Cervino per la spedizione al Polo Nord nel 2001 e recentemente finita all'asta con altri cimeli del conduttore. Che ospitò alla Ruota della Fortuna un giovanissimo Matteo Renzi. E qui il cerchio si chiude.

Tempo libero e molto altro

Nello storytelling sensiano di Renzi non manca il tempo libero (si fa per dire).
Chi non ricorda l'attesa dei risultati delle Regionali di giugno del premier e di Matteo Orfini davanti alla Playstation? Anche in questo caso, nell'inquadratura è presente in bella vista la confezione di un gioco.
 


 

Che siano #cosedilavoro o #didivertimento, il product placement marcia sempre sempre a pieno ritmo.
E così, sebbene il soggetto sia Renzi con gli Azzurri, perché 'tagliare' gli sponsor nazionali Fiat e Tim?

 

 

Ma Sensi non si occupa solo del premier.
Uno degli scatti di lavoro della Leopolda 2015 è dedicato a Giovanni Malagò, presidente del Coni.
Che sia lui lo si evince però solo dal tag. Perché l'obbiettivo è tutto rivolto alle scarpe: Adidas.
 

 

E che dire poi di Graziano Delrio, immortalato spumeggiante in sella alla sua bici il primo giorno di lavoro da ministro ai Trasporti.
Anche qui ben in mostra la marca: Lombardo, 100% made in Italy.

 

 

Passiamo all'hi-tech.
La foto a un fotografo intento a fotografare un appuntamento istituzionale (lo indica l'hashtag #cosedilavoro) è un classico. Meglio se ben in evidenza è il marchio della macchina. In questo caso Nikon.

Allo stesso modo può essere interessante riprendere giornaliste (anonime) impegnate durante la conferenza stampa con il presidente egiziano. E il loro laptop HP in azione.


 

L'attività di product placement di Sensi è ovviamente a sua insaputa. Lo sono forse meno le visite di un premier agli imprenditori amici leopoldini.
Comunque sia, l'importante è avere ben chiaro l'obiettivo da raggiungere. E tessere le fila dello storytelling non solo di Renzi ma anche dell'Italia renziana.
Come dimostra una delle foto della Leopolda 6 postate dall'infaticabile @nomfup.
 




Twitter: @franzic76

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