Sala, indagini su uno strano appalto per Expo 2015

Tratto T1-T2 di Malpensa. Commessa da 115 milioni. La gara finisce in procura. L'ad velocizzò l'opera per l'Esposizione. Ma la data di fine lavori era chiara: 2016.

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03 Novembre 2015

L'amministratore delegato di Expo 2015 Giuseppe Sala.

(© Ansa) L'amministratore delegato di Expo 2015 Giuseppe Sala.

C'è un appalto su cui sta indagando la procura di Milano che potrebbe imbarazzare il futuro candidato sindaco del centrosinistra Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo 2015.
È una commessa da 115 milioni di euro, il collegamento ferroviario tra i terminal T1 e T2 di Malpensa.
Opera pubblica che fu annunciata nel 2014 in pompa magna con la promessa di terminarla entro il primo maggio del 2015, inizio della manifestazione universale.
PIANO INUTILE E COSTOSO? Si tratta di un progetto che Legambiente Lombardia ha sempre criticato, sia per l'utilità - il T2 di Malpensa dove partono i voli low cost Easyjet è già servito dal servizio autobus - sia per il prezzo: un chilometro è venuto a costare 31,9 milioni di euro, tre volte quello dell'Alta velocità in Francia.
La procura a fine ottobre 2015 ha aperto un'inchiesta perché sospetta siano girati dei fondi neri.
ACCUSE DI FRODE FISCALE. E i reati, scrive la Repubblica, «sarebbero stati accertati in data primo gennaio 2014 e permanenti sino al 22 luglio 2015».
Sotto la lente di ingrandimento la società Titania srl e la Itinera del Gruppo Gavio, vincitrice dell'appalto al massimo ribasso e azionista di Ferrovie Nord Milano con il 3,74%.
Le accuse sono di frode fiscale, false fatture e omessa dichiarazione dei redditi.

Ci fu un protocollo di legalità firmato da Tronca

Francesco Paolo Tronca

(© Ansa) Francesco Paolo Tronca

È una storia che vale la pena ricordare, dove si accavallano controllanti e controllori, dove forse si perde di vista la trasparenza e l'interesse pubblico.
Perché fu portata avanti con le deroghe per l'esposizione universale, anche se all'epoca si calcolava avesse bisogno di tempi molto più lunghi.
Non solo. Ebbe pure il privilegio di un protocollo di legalità, sottoscritto dal prefetto Francesco Tronca, ora commissario straordinario a Roma in sostituzione di Ignazio Marino.
FINE LAVORI PER IL 2016. La fine dei lavori, infatti, si calcolò subito per il 2016.
Eppure, nonostante i dubbi di Legambiente Lombardia, questo tratto di rete ferroviaria, lungo 3,6 chilometri, era considerato così necessario per Expo che proprio Sala il 3 marzo del 2014 decise di emettere il provvedimento numero 16 per velocizzare l'iter degli appalti.
CANTONE NON C'ERA. La decisione non è mai passata per l'Anac, l'ente Anticorruzione presieduto da Raffaele Cantone, che si insediò più tardi: il 24 giugno di quell'anno.
Del resto, che quest'opera non potesse essere pronta in tempo lo certificarono nero su bianco Ferrovie Nord Milano e Sea, poche settimane dopo la deroga dell'amministratore delegato di Expo.
TEMPI SUBITO CHIARI. Sea scrisse nel suo bando da 38 milioni che il cantiere sarebbe dovuto terminare entro 522 giorni dopo l'aggiudicazione, datata 7 luglio del 2014: in pratica a gennaio del 2016.
Lo stesso fece Fnm che diede tempi ancora più lunghi: marzo 2016.

Quella strana urgenza per la tratta ferroviaria

Maurizio Lupi.

(© Ansa) Maurizio Lupi.

Legambiente chiese perché Sala concesse questa corsia preferenziale.
E la risposta fu secca: «Il provvedimento è conforme alle norme di legge ai poteri derogatori che le norme hanno attribuito al Commissario unico. Quando il provvedimento è stato adottato, la previsione temporale di conclusione dell’opera era in linea con la tempistica di Expo Milano 2015. Nello specifico, si tratta di deroghe meramente procedimentali, che non hanno minimante intaccato il principio dell’evidenza pubblica».
PERCHÉ DEROGARE? Le domande a cui potrebbe rispondere la procura sono molte.
Soprattutto perché un'azienda pubblica ottenne una deroga per finire i lavori entro il primo maggio 2015, quando poi nel suo bando scrisse che invece sarebbero finiti nel 2016.
Certo, c'era da viaggiare spediti per Expo 2015, ma basta questo?
Anche perché a controllare i lavori altro non c'era che lo stesso Sala, commissario Expo insieme con la Regione Lombardia e il Comune di Milano: la prima azionista di Fnm, il secondo di Sea.
«CI SONO ALTRI FINI». Dario Balotta, responsabile Trasporti di Legambiente Lombardia, dice a Lettera43.it: «Questa urgenza non si spiega se non per altri fini».
Quali? Balotta in questi anni insieme con la sua associazione aveva più volte informato anche dell'inutilità del collegamento ferroviario T1-T2.
E lo fece conti alla mano, quando Maurizio Lupi, ex ministro dei Trasporti travolto dall'inchiesta Grandi Opere su Ercole Incalza, spiegò che c'era bisogno di maggiori collegamenti con Malpensa.
PASSEGGERI IN CALO. «Nel 2007, quando transitavano 23,8 milioni di passeggeri nell’aeroporto della brughiera, lo scalo era collegato da 80 treni giornalieri (da Milano Cadorna) e da 200 autobus dalla stazione Centrale. Nel 2013, con Malpensa che ha ridotto il suo traffico a 17,9 milioni di passeggeri (-5,9 milioni) i treni sono diventati 130 giornalieri (+50 collegamenti dalla stazione Centrale) mentre gli autobus sono passati a 240 corse giornaliere (+40)».
E allora perché tutta questa fretta? 

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