Taglio ai vitalizi, Capanna contrario

Ha fatto ricorso contro il taglio dell'assegno da ex consigliere lombardo. Per «difendere pensionati e lavoratori». L'ex leader di Democrazia proletaria a L43.

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13 Gennaio 2015

Cinquantaquattro consiglieri pensionati della Regione Lombardia hanno promesso battaglia. E per difendere i propri vitalizi dal taglio del 10% deciso il 23 settembre scorso, hanno presentato ricorso al Tar.
Tra i firmatari oltre all'ex assessore alla Casa Domenico Zambetti - arrestato con l'accusa di voto di scambio con la 'ndrangheta -, Antonio Simone, ex assessore alla Sanità finito in prigione nel 2012 per un giro di presunti fondi alla clinica Maugeri e Alessandro Patelli, ex tesoriere della Lega arrestato nel 2002 per una presunta tangente da 200 milioni, anche Mario Capanna.
Stranisce leggere, nella lista di chi a destra e a sinistra difende un privilegio, il nome di uno protagonisti del 68, leader del Movimento studentesco e poi segretario di Democrazia proletaria. «Un piccolo partito dalle grandi ragioni, lo chiamavano», ricorda Capanna a Lettera43.it.

 

  • Mario Capanna, ex leader di Democrazia proletaria

 

DOMANDA. Capanna, è passato dall'autunno caldo del 69 alla lotta per la difesa della Casta?
RISPOSTA. No di certo. Ho presentato ricorso al Tar per una questione giuridicamente fondata...
D. Cioè?
R. Da particolare, la battaglia assume un valore generale e nazionale.
D. Quindi si tratta di una questione di principio e non di vile denaro...
R. Il nostro ricorso si basa su un presupposto: i diritti acquisiti sono costituzionalmente intangibili. E se non venisse accolto si aprirebbe una partita terribile che riguarderebbe milioni di pensionati e lavoratori. Da quel momento verrebbe sancito il principio che è possibile intaccare i diritti acquisiti. Di tutti
D. Niente di personale, quindi.
R. No. Tutto sommato il taglio è nell'ordine di 2- 300 euro. Con questi chiari di luna non sono poca cosa, ma è una questione di principio. 
D. Lei percepisce altri vitalizi però.
R. Oltre a quello della Regione Lombardia che è di 2.200 euro netti, anche quello da deputato di quasi 3 mila euro.
D. E quello da parlamentare europeo?
R. Avevo diritto al terzo vitalizio, ma ho deliberatamente rinunciato perché quando ero segretario di Democrazia proletaria rinunciai a pagare i contributi. I soldi risparmiati li usammo per l'attività politica del partito, dalla stampa dei volantini ai manifesti. Sono l'unico ex europarlamentare a non percepire l'assegno.
D. Ammette però che fa strano vedere il suo nome nella lista dei firmatari del ricorso...
R. No, anzi c'è un'intima coerenza.
D. La può spiegare?
R. Come ai tempi dell'autunno caldo, delle grandi lotte studentesche e operaie, anche oggi mi batto per i diritti dei lavoratori.
D. Che in questo caso coincidono con i suoi interessi.
R. La prospettiva è diversa. Se non ci venisse data ragione, come ho detto, ci sarebbe la possibilità di tagliare a piacimento salari e pensioni di milioni di lavoratori. La posta in gioco è alta.
D. Il Jobs Act è diventato legge. L'articolo 18 cancellato. Ha ancora senso parlare di lotta per i lavoratori?
R. È strano che un governo che si dice di centrosinistra porti avanti una politica neoliberista. Basta notare la soddisfazione di Silvio Berlusconi che ha commentato: «Queste di Renzi sono le riforme che volevano realizzare da una vita».
D. Mentre la Cgil non è stata esattamente entusiasta della riforma.
R. Quando il più grande sindacato italiano arriva allo sciopero generale, e per di più contro un governo di sinistra, allora mi pare che le politiche di quest'ultimo non siano proprio a vantaggio dei lavoratori.
D. Colpa anche della sinistra?
R. Non è rimasto molto della sinistra, almeno sul piano politico e partitico. Ma in Italia abbiamo 7 milioni di volontari, tra laici e cattolici. Sono i giovani di oggi e i giovani di ieri, quelli della mia generazione. Basta fare un nome: Gino Strada.
D. E questa è politica?
R. Sì, anche questa è politica. Senza la pretesa di appuntarmi una medaglietta al bavero della giacca anche io faccio volontariato a titolo gratuito come presidente della Fondazione diritti genetici. È un modo per restituire in battaglie per i cittadini i miei due vitalizi...
D. È contrario ai tagli alla politica promessi dal governo Renzi?
R. Va fatta una precisazione. Tutto ciò che è spreco e ruberia, come i rimborsi gonfiati, non solo va tagliato ma severamente punito.
D. Ma...
R. Ma la storia di dare in pasto all'opinione pubblica questa focaccia di Cerbero dei costi della politica fa dimenticare che queste spese incidono nei bilanci dello Stato e degli enti pubblici per uno 0,1%. Mentre uno solo dei cacciabombardieri F35 che il governo vuole acquistare da solo costa 100 milioni di euro. Non ci siamo.
D. Semplice demagogia?
R. Si tratta dell'operazione di un ceto politico che cerca di salvarsi dando in pasto ai cittadini la focaccia di Cerbero appunto che, come racconta Virgilio, era composta da miele ed erbe soporifere.
D. I tagli alla politica come oppio del popolo?
R. Servono per cloroformizzare l'opinione pubblica. Un esempio? In Italia c'è la più alta disoccupazione giovanile d'Europa e non si fa nulla per risolvere la situazione. La focaccia funziona...
D. Però partiti come il Movimento 5 stelle hanno fatto della lotta alla Casta un loro cavallo di battaglia. Che ne pensa?
R. Il M5s ha toccato il punto giusto. Ha fatto bene a portare all'ordine del giorno la lotta agli sprechi e alla Casta. Sperando però che non si esageri perché può scivolare nella demagogia.
D. Non crede sia comunque un simbolo ridurre i costi della politica?
R. La democrazia quando è praticata con serietà e cioè non come professione, ma come dedizione agli interessi dei cittadini è chiaro che ha un costo. La dittatura naturalmente costa di meno in termini economici.
D. I cittadini però sono arrabbiati.
R. La gente deve maturare capacità di discernimento. È logico che si arrabbi ma deve indirizzare la propria rabbia su obiettivi reali e giusti. Come la corruzione o l'abuso di denaro pubblico. Stiamo attenti però a non criminalizzare tutti i politici, non è che sono tutti ladri.
D. La sinistra è morta?
R. I nostri partiti di sinistra si sono lacerati in eccessivi litigi. Manca un progetto comune. La credibilità è diminuita.
D. Un declino irreversibile?
R. La sinistra può rinascere ma solo a condizione che nella società ripartano grandi e durevoli movimenti di lotta e di trasformazione. Che vedano uniti i giovani della scuola, i disoccupati, i precari, gli intellettuali. Solo così potremmo avere una sinistra come Syriza in Grecia o Podemos in Spagna. Tra un po' in questi due Paesi si terranno le elezioni e nutro una cauta fiducia...
D. E dire che molti temono la Grexit, l'uscita dall'euro.
R. Spero invece che la possibile vittoria di questi partiti porti un contagio benefico e si vada verso una stagione di risveglio delle coscienze e dell'impegno politico.
D. Non le pare una visione un po' datata?
R. Non lo è perché la storia ci dimostra dalla Rivoluzione francese al movimento del 68 che solo quando le idee cominciano a camminare sulle gambe di milioni di persone allora si possono ottenere conquiste decisive. Se le gambe sono ferme allora c'è la palude come adesso.
D. Appunto: Rivoluzione francese e 68. Più di recente l'esperienza dei Girotondi ha raccontato un'altra storia.
R. Non hanno avuto capacità di durata. Il fuoco di paglia finisce sui giornali ma si ferma lì. Occorre durata e grande coinvolgimento di massa.
D. Molti esponenti di centrosinistra ora trovano naturale accordarsi con Berlusconi per realizzare le riforme costituzionali. Cosa ne pensa?
R. In questo Paese il premier non ha avversari politici. Per cui sorge una domanda inquietante.
D. Quale?
R. Chi rappresenta gli interessi dei milioni di lavoratori che tengono a galla il Paese e chi è amico dei grandi centri finanziari che vanno avanti imperterriti a fare denaro con altro denaro impoverendo la gente?
D. Chi?
R. Dico solo che Renzi, al di là delle chiacchiere in cui è bravissimo, produce poco. Del resto è illusorio pensare che un presidente del Consiglio o un ministro risolvano i problemi. Come si vede non tirano fuori un ragno da un buco.
D. Non è che i sindacati abbiano brillato in questi ultimi decenni...
R. Anche il sindacato deve darsi una fortissima rinnovata. A partire dai vertici.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

fool 14/gen/2015 | 16 :50

DIRITTI
Bravo Gegio ... si dice tanto preoccupato di tutelare la non retroattività ... dimenticando che i vari trattamenti sui soliti noti (noi peones) sono "retroattivi da mo!
Sarebbe ora di distribuire un po' di retroattività anche ad altre categorie (compresa la sua).
A rivaffa!

igiulp 14/gen/2015 | 14 :05

Mr. Capanna
Gioventù da rivoluzionario fancazzista, vecchiaia da mantenuto. I diritti ? Bla bla bla bla bla.........

Gegio 14/gen/2015 | 14 :03

Diritti acquisiti?
Quando ho iniziato a lavorare, a 16 anni, mi spettava il pensionamento a 51. Adesso sono a 55, e, se va tutto bene, potrò andare in pensione tra 6-7 anni. Quale uomo politico ha difeso i miei, di diritti? Questo stronzo che non ha mai lavorato in vita sua (a parte lanciare sassi e molotov alle manifestazioni) ha già un vitalizio che è il triplo del mio stipendio, e, se tanto mi da tanto, il quadruplo di quella che sarà la mia pensione.
Mi associo a fool!

fool 14/gen/2015 | 12 :14

NOn lo fo per piacer mio
... ma per dare un figlio a Dio!
Ma vaffanculo vah !

Canoi 14/gen/2015 | 11 :06

Il grande rivoluzionario e uomo di scienza Mario Capanna! Ma basta vederlo in mutande e leggi l'intimo, il recondito, del parassita.

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