Ucraina, così gli Usa entrano nelle stanze del potere

Da Saakashvili a Yaresko: Poroshenko si affida a uomini vicini agli Stati Uniti. Che sfruttano l'asse con Tbilisi. Per portare il Paese sotto la propria influenza.

di

|

19 Febbraio 2015

Mikhail Saakashvili, ex presidente della Georgia e ora consigliere di Petro Poroshenko.

(© GettyImages) Mikhail Saakashvili, ex presidente della Georgia e ora consigliere di Petro Poroshenko.

Dal 14 febbraio Mikhail Saakashvili, presidente della Georgia dal 2004 al 2013, è il capo del nuovo Consiglio consultivo per le riforme installato da Petro Poroshenko a Kiev.
L’ex capo di Stato georgiano, arrivato al potere a Tbilisi dopo la Rivoluzione delle rose che aveva fatto cadere il presidente Eduard Shevardnadze, è una figura controversa: propugnatore all’inizio di un corso riformatore che riuscì a frenare la corruzione dilagante e a rilanciare l'economia della piccola repubblica caucasica, successivamente assunse uno stile autoritario e trascinò il Paese nella guerra con la Russia del 2008, lanciando l’offensiva contro Tskhinvali, capitale dell’Ossezia del Sud.
Nel 2012 il suo partito perse la maggioranza in parlamento e, nel 2013 e dopo due mandati consecutivi, non poté presentarsi alle presidenziali.
ESTRADIZIONE? MISHA RIPARA OLTREOCEANO. Contro di lui la procura generale georgiana ha aperto due inchieste per malversazione e abuso d’ufficio, anche in relazione alla repressione violenta delle proteste contro di lui nel 2007, criticata fortemente anche dalle organizzazioni non governative internazionali.
Nel 2014 è stata ordinata la custodia cautelare in attesa del processo e Saakashvili ha trovato rifugio negli Stati Uniti prima di assumere il nuovo compito in Ucraina. La Georgia ha già chiesto l’estradizione, ovviamente senza successo.
OBIETTIVO: AVVICINARE L'UCRAINA AGLI USA. La domanda ricorrente a Kiev è se Poroshenko non avesse un’alternativa meno controversa di Saakashvili per il nuovo Consiglio per le riforme. La risposta l’ha data lo stesso ex presidente georgiano, quando ha affermato che uno dei compiti principali sarà quello di occuparsi direttamente della fornitura di armi letali occidentali all’esercito ucraino.
Se non si capisce bene come la questione c’entri con le riforme, è ben chiaro ciò che sta dietro a tutta la vicenda: “Misha l’americano” è tornato in gioco su commissione di Washington e, dopo il ruolo avuto nel portare la Georgia verso le sponde americane, ora deve contribuire a fare lo stesso con l’Ucraina.
La sua nomina è in realtà solo l’ultimo atto di un commissariamento a stelle e strisce che sta mettendo un’ipoteca sul controllo nemmeno troppo indiretto di Kiev.

Tre ministri stranieri nel governo filoamericano di Yatseniuk

Petro Poroshenko e Barack Obama, presidenti di Ucraina e Usa.

(© GettyImages) Petro Poroshenko e Barack Obama, presidenti di Ucraina e Usa.

Già durante l’escalation delle proteste contro Viktor Yanukovich all’inizio del 2014 era emerso il ruolo centrale che aveva e avrebbe avuto Arseny Yatseniuk, ora primo ministro, come alfiere degli interessi americani.
Basti ricordare la telefonata trapelata in cui Victoria Nuland, vice segretario di Stato, non solo mandava a quel paese l’Unione Europea (l’ormai famoso «Fuck the Eu» che a Bruxelles e altrove hanno fatto finta di non sentire), ma faceva capire che l’allora leader dell’opposizione sarebbe stato l’uomo di Washington per il dopo-rivoluzione.
Così difatti è stato e, come Saakashivili in Georgia da democratico era diventato guerrafondaio, così Yatseniuk da economista tecnocrate si è trasformato nel leader di quel partito che a Kiev ha sempre voluto risolvere la crisi dal punto di vista militare.
SI CONSOLIDA L'ASSE TBILISI-WASHINGTON. Nel governo del filoamericano Yatseniuk sono arrivati poi tre ministri stranieri: l'americana Natalia Yaresko, proveniente da Horizon Capital, gruppo finanziario che opera in Europa centro-orientale, alle Finanze; il lituano Aivaras Abromavicius, in arrivo dal fondo svedese d’investimento East Capital, all'Economia; il georgiano Alexander Kvitashvili, ex ministro della salute sotto Saakashvili a Tbilisi, alla Sanità.
La connection georgiana - e di riflesso americana - è quella più evidente: i perdenti del 2012-13 in Georgia, mandati a casa dai loro elettori, hanno trovato rifugio in Ucraina in una sorta di scambio che va oltre i pezzi da novanta: così come viceministro degli Interni, accanto ad Arseni Avakov, altro elemento chiave nel partito della guerra e del nuovo asse Kiev-Washington, è arrivata da un paio di mesi Eka Zguladze, che ha ricoperto lo stesso ruolo a Tbilisi tra il 2006 e il 20012; viceprocuratore generale ucraino è invece David Sakvarelidze, ex compagno di viaggio di Saakashvili.
L'EUROPA NON OPPONE RESISTENZA. Questo solo per fare i nomi più noti e senza contare i funzionari sparsi nei vari ministeri e nell’amministrazione ucraina che pullula di advisor in conto terzi.
In questa prospettiva, e nell’ottica di tutta la crisi ucraina, appaiono chiari due elementi: da un lato il ruolo attivo degli Stati Uniti in un’operazione di 'colonizzazione' che parte da lontano, essenzialmente da prima della Rivoluzione arancione del 2004 che aveva condotto al potere Victor Yushchenko e solo sospesa nel quadriennio Yanukovich, e dall’altro la passività dell’Europa che non ha pronunciato parola di fronte ad essa. Cosa avrebbe detto Bruxelles se, paradossalmente, la Grecia avesse chiamato nel nuovo governo Tsipras un ministro delle Finanze bielorusso e alla Banca centrale un amico di Vladimir Putin?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

adl 19/feb/2015 | 20 :06

GLI USA ENTRANO NELLE STANZE DEL POTERE ???
Rispondo: POTEVA MAI ESSERE ALTRIMENTI ??? E VISTO CHE CI SIAMO DICAMOLA TUTTA LEGGENDO:
Ukraine, America’s “Lebensraum”. Is Washington Preparing to Wage War on Russia? by prof. John MacMurtry
QUANTE RETICENZE FALSITA' E COSE NON DETTE NELLA COSIDDETTA LIBERA STAMPA €UROPEA ?????
Quale spiegamento di mezzi (5 mld. di dollari) e di forze stanno realizzando gli Stati Uniti d'America e la Nato attorno alla Russia e nel cuore dell'Europa sotto lo sguardo inebriato, dalla letale droga nazi finanziaria, della NULLITA' GEOPOLITICA DENOMINATA UE ?????
-CHE RUOLO HANNO AVUTO I NEONAZISTI NEL COLPO DI STATO SUPPORTATO DAGLI STATI UNITI ???
-QUANTE MIGLIAIA DI VITE CIVILI STRONCATE SONO STATE ADDEBITATE FALSAMENTE ALLA RUSSIA ???
- CHE RELAZIONE C'E' TRA IL DOMINIO DELLA FINANZA E L'ACCERCHIAMENTO DELLA RUSSIA DA PARTE DELLA NATO ???? IL RUOLO DELLE SANZIONI ???
- NON C'E' UN PO' TROPPA SPROPORZIONE TRA LO SPIEGAMENTO DI FORZE NEL CUORE DELL'EUROPA ED IL DISIMPEGNO IN LIBIA ????
Dai bravi giornalisti/e di LETTERA 43 ci aspettiamo molto di più della constatazione del fatto indicato nel titolo tiriamo fuori un po' di retroscena, di antefatti e di verità taciute dal sistema mediatico ???
E' IN ATTO UNA PULIZIA ETNICA DI TIPO NAZISTA AI DANNI DI UNA MINORANZA CHE SI DIFENDE AIUTATA DALLA RUSSIA, CHE VIENE SPACCIATA COME AGGRESSIONE RUSSA AI DANNI DELL'UCRAINA ??? OPPURE NO ???

Canoi 19/feb/2015 | 09 :57

Meglio tardi che mai. Grazioli arriva a conclusioni politiche anticipato da alcuni lettori.

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

Dalla nostra HomePage
Come il Vaticano e Cl hanno coperto il pedofilo don Inzoli

Il prete condannato a 4 anni e 9 mesi per cinque abusi sui ragazzini. Ma per il procuratore sono stati un centinaio, fin dagli Anni 90. Mai denunciati dal movimento di don Giussani. La storia.

prev
next