Unioni civili, Luxuria: «Non frega niente a nessuno»

Dalla rottura cattodem al dietrofront di B. Luxuria sulla stepchild: «Polemica per affossare il testo. Siamo ostaggi dell'egosimo e della vigliaccheria».

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15 Gennaio 2016

Pare che ogni alibi e ogni scusa siano buoni per boicottare il ddl Cirinnà sulle unioni civili.
Ora anche il Pd si ritrova spaccato al suo interno su uno dei punti più discussi del testo: la stepchild adoption, e cioè l'adozione del figlio naturale da parte del partner.
Un aspetto che proprio non va giù ai cattodem che non a caso hanno presentato - «per tenere unito il Pd e per evitare che il ddl naufraghi in Senato sotto i colpi del Nuovo centrodestra» dicono loro - un emendamento che sostituirebbe la stepchild con un affido rafforzato.
«L'OBIETTIVO È AFFOSSARE IL DDL». Per Vladimir Luxuria, ex parlamentare di Rifondazione comunista da sempre in prima linea per i diritti della comunità Lbgt, il vero obiettivo della 'fronda' cattolica è quello di «affossare» la legge. «L'affido è un altro istituto», spiega a Lettera43.it, «non c'entra nulla con la stepchild adoption. Riguarda famiglie che non sono in grado di far crescere i propri figli. Alla fine questa soluzione sarebbe bocciata dalla Cassazione».
E patatrac, si tornerebbe al punto di partenza.
QUEL SELFIE AD ARCORE. E dire che qualche mese fa si respirava un'aria diversa. A dimostrarlo il selfie di Luxuria tra Silvio Berlusconi e Francesca Pascale ad Arcore.
«Quello che dovevo fare l'ho fatto», ricorda l'ex parlamentare. «Andai da Berlusconi per spiegare le ragioni della stepchild adoption e della reversibilità della pensione. Berlusconi si disse favorevole al Cirinnà. Poi però...».

 


 

  • Vladimir Luxuria.

 

DOMANDA. Poi, dopo l'apertura al ddl, Berlusconi ha fatto marcia indietro...
RISPOSTA.
Il tempo passa. I verdiniani ora sono favorevoli, mentre a destra si è creato l'asse tra Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia in cui sembra che Berlusconi non abbia più il potere di una volta.
D. Nemmeno il centrosinistra adesso appare coeso.
R. Renzi ha detto sì ma ha lasciato libertà di coscienza. Dall'altra parte Berlusconi dice no e ha lasciato libertà di coscienza...
D. Quindi?
R. Mi sembrano entrambe soluzioni pilatesche.
D. Pare che Pascale per questo sia su tutte le furie con il fidanzato. Lei che li ha conosciuti cosa ne pensa?
R. Immagino che gli stia facendo una capa tanta. Credo che Berlusconi non abbia tanta voglia di tornare a casa la sera. Francesca potrebbe aspettarlo col mattarello.
D. Pascale resta ferma sulle sue posizioni?
R. Non escludo che il 23 sarà in piazza per difendere il ddl Cirinnà.
D. A 'preoccupare' i critici del ddl è l'ombra dell'utero in affitto. Cosa ne pensa?
R. L'utero in affitto è già vietato in Italia. Non è nemmeno in discussione. Anche se io sarei favorevole.
D. Per molti è un tabù, anche a sinistra.
R. Credo sia ingiusto obbligare chi vuole un figlio a partire per l'estero o vietare a una sorella o all'amica di un gay che è particolarmente decisa e motivata di portare avanti la gravidanza per lui. Ma il discorso è un altro.
D. Quale?
R. Qui si parla dell'adozione di bambini che esistono già. E avere due genitori è meglio che averne uno solo.
D. Quindi la polemica bipartisan sulla stepchild adoption è strumentale?
R. Sì, anche perché si tratta solo della volontà di un genitore biologico di estendere la responsabilità del figlio al partner con cui sta insieme da anni. Il tutto mediato dal tribunale dei minori.
D. Il problema non esisterebbe dunque.
R. La verità è che l'adozione da parte del partner così come la reversibilità della pensione sono usati per vietare la regolarizzazione dell'unione tra gay.
D. Recentemente Alessandra Mussolini ha detto di non pentirsi di aver dichiarato: «Meglio un figlio fascista che frocio». Le resistenze in Italia sono dovute solo alle pressioni cattoliche?
R. Non solo. Anche alla vigliaccheria, all'egoismo, alla convinzione di superiorità razziale: se sei etero hai certi diritti, se sei omosessuale no. Sa quale è la verità?
D. Quale?
R.
Che non gliene frega niente a nessuno.
D. Lei è stata accusata di aver lasciato la battaglia per i diritti perché troppo impegnata in televisione. Cosa risponde?
R.
Che quando mi invitano a parlare dei diritti Lbgt vado con piacere. E senza chiedere certo un gettone o un cachet. Ma visto che non sono la figlia di un magnate, devo pure pagare le bollette, no?

 

Twitter: @franzic76

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