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SPORT

A caccia di talenti

Le strategie dei club per cercare i futuri Messi.

di Gaetano Farina

Articolo completo

Giornate calde per i mestieranti del calcio professionistico. L'estate, infatti, è tempo di calciomercato, perché ogni squadra deve attrezzarsi al meglio per la prossima stagione. Migliaia di trattative per la compravendita di giocatori vanno in porto o miseramente in fumo, comportano notevoli sacrifici economici, magari ingrassano le casse societarie, oppure non decollano proprio. Ma altre posso anche risultare strumentali per sviare la concorrenza da quelle che interessano realmente, o ancora sono solo sognate dai tifosi o gonfiate dai giornali.
In realtà, molte trattative si sono già decise nell’arco della stagione passata e la gran parte degli atleti di cui si va alla ricerca, perché ritenuti utili al potenziamento del proprio organico, è già stata selezionata e individuata da mesi, se non da anni.
SCOUTING RAMIFICATO. Ogni società professionistica che si rispetti, infatti, deve organizzare una struttura di scouting ramificata, magari non a livello planetario, ma certamente a livello continentale, che permetta di visionare e monitorare decine di calciatori di qualsiasi età e federazione.
In tempi di crisi, specialmente per il calcio italiano, diventa così sempre più fondamentale affinare le attività di ricerca e selezione dei calciatori in modo da individuare quelli da proteggere e quelli da scovare in casa degli altri, con un cartellino ancora accessibile economicamente, e che potrebbero essere rivenduti con plusvalenze significative.

A scovare i campioni del futuro non solo talent scout

Anche per i milioni di giovani che sognano di diventare scopritori di campioni, è estremamente interessante, quindi, indagare sulle attività di scouting delle società di calcio italiane, visto che si tratta di una materia riservata agli addetti ai lavori. Soprattutto in un’era, quella dell’informatizzazione e della digitalizzazione, in cui i classici strumenti di ricerca e valutazione necessitano di un radicale riaggiornamento.
Intervistando numerosi addetti ai lavori, abbiamo scoperto, innanzitutto, che una parte della rete di segnalatori e osservatori, più o meno estesa a seconda dei contesti, non è a libro paga, ossia si offre a titolo volontario, per pura ragione di passione e fede calcistica.
I SEGNALATORI DEL MILAN. Non fa eccezione neppure il Milan, fresco campione d'Italia che, pur risultando uno dei club più ricchi del pianeta, continua ad affidarsi, almeno per le categorie giovanili, a una serie di segnalatori che pur non intascando neanche un euro, sono a volte più competenti di quelli che hanno un contratto. Almeno secondo quello che ha raccontato a Lettera43.it l’ex portiere del Milan Filippo Galli, attuale responsabile del settore giovanile rossonero.
In questo modo, poi, si lascia aperta una porta a chiunque ambisca a intraprendere il mestiere di osservatore, perché anche chi non è un ex calciatore oppure è completamente fuori dal giro, «qualora si dimostri davvero bravo», secondo Galli, «può diventare un dipendente della società o ricevere dei compensi rapportati al valore del giocatore segnalato e tesserato».
IL VALORE DEI CLUB SATELLITI. Per ogni club di primo livello, le attività di scouting relative alla prima squadra e alle categorie giovanili sono distinte, anche perché, di solito, per la formazione principale si trattano atleti mediamente affermati, almeno a livello mediatico.
Nel Milan, della prima squadra si occupa Ariedo Braida, mentre dei giovani si occupava Mauro Pederzoli, appena passato al Novara neopromosso in serie A. Il responsabile dello scouting per le classi d’età più basse, invece, è rimasto Silvio Broli.
Broli e Galli hanno spiegato che, come accade in tutte le società, il livello più basso dello scouting è quello della segnalazione sul posto, che molte volte coincide con un’indicazione da parte di club satelliti o amici.
Si tende, pertanto, ad avvalersi di referenti, segnalatori e osservatori per ogni regione ed, eventualmente, all’estero. «Fuori dall’Italia, però», ha puntualizzato l'ex difensore del Milan, «preferiamo servirci di qualche segnalatore e non di osservatori veri e propri. Se arriva qualche dritta preferiamo andarla a verificare direttamente sul posto».
Del resto, con l’avvento di Galli a responsabile del settore giovanile, il club rossonero ha confermato l’orientamento a ricercare e allevare nuovi talenti nel 'proprio cortile', ossia sull’erba dei ‘Milan campus’ che si stanno diffondendo sull’intera penisola.
Meno importanza, almeno per il momento, è assegnata, invece, alla tecnologia digitale e informatica, ossia alla ricerca a distanza tramite la video trasmissione di partite e di filmati di qualsivoglia federazione calcistica.

Lo sviluppo dei servizi di videoscouting in Italia

Stanno nascendo anche in Italia, infatti, agenzie che offrono un servizio di videoscouting, che, cioè, garantiscono ai club la registrazione video di qualsiasi match anche dell’angolo più remoto del mondo. In modo da risparmiare sui costi di spostamento.
Invece di andare a osservarli direttamente in loco, si possono infatti valutare le loro capacità accomodati sulla poltrona dell’ufficio o di casa, pagando esclusivamente l’abbonamento per il servizio.
WiScout è attualmente il miglior servizio di videoscouting offerto in Italia, dalla società WiGroup del giovane Matteo Campodonico che ha sede a Chiavari, in provincia di Genova. Vi sono abbonati praticamente tutti i club di serie A e di B. Tuttavia, come hanno sottolineato Filippo Galli e altri direttore sportivi, per le categorie giovanili non può essere d’utilità, dato che le partite, a questo livello, non sono filmate. A eccezione di quelle della Coppa Carnevale di Viareggio e alcune del campionato Primavera per cui Campodonico e soci riescono a garantire la copertura.
Alla tecnologia crede molto l’Udinese della famiglia Pozzo, tanto da stipendiare una folta schiera di persone per visionare centinaia di incontri calcistici a settimana, anche attraverso questi sistemi di videoscouting. Un modello a cui si ispirano l'amministratore delegato del Parma Pietro Leonardi, il direttore sportivo del Napoli Riccardo Bigon e la dirigenza del Palermo.
I NETWORK INTERNAZIONALI. Del resto, non è solo WiGroup a favorire l’attività di videoscouting e offrire l’indicizzazione digitale dei match calcistici. Paninidigital è stato un pionere, poi c’è il network internazionale di Opta, il portale Osservatoricalcio.com a cui ci si può abbonare investendo poco meno di 2 mila euro e la Pass-Football di Adriano Bacconi. Quest’ultimo si avvale del maniacale lavoro di un socio sudcoreano che, insieme con altri collaboratori, visiona partite di tutto il mondo sfruttando un intricato circuito di parabole satellitari.
Pass-Football, in particolare, ha sviluppato un software di screening di profili calcistici (fra i milioni di tesserati di tutte le federazioni del mondo) in grado di prendere in considerazione qualsiasi caratteristica anagrafica, fisica, tecnica, psicologica, comportamentale ed economica.
Un ruolo decisamente marginale è svolto, invece, da quei portali di incontro fra domanda e offerta come Kicko e MyBestPlay. Almeno in Italia, non attirano l’interesse dei club professionistici poiché l’autocandidatura dei giovani calciatori avviene tramite l’inserimento di brevi filmati che non possono rappresentare il profilo completo del giocatore, mentre il resto degli annunci è inserito da utenti aspiranti talent scout che provano a costruirsi un mercato.

Il Torino ha scelto WiScout, la Reggina pesca al Sud

Chi si affida quotidianamente alla pratica della selezione telematica è il responsabile scouting del Torino Matteo Lauriola, che ammette di saziarsi di partite sfruttando l’abbonamento a WiScout, con la speranza di scoprire qualche nuovo talento, meglio se a basso costo, e placare la rabbia dei propri tifosi costretti, anche la prossima a stagione alla serie B.
Meno arrabbiati sono i tifosi della Reggina, dato che la loro squadra ha mancato d’un soffio il ritorno in A e la società, seppur con risorse limitate, è riuscita, negli ultimi 10 anni a competere anche nella massima serie.
Come ha illustrato il direttore sportivo Simone Giacchetta, il raggio di ricerca della società non può che essere limitato: «Non avendo grandi risorse economiche, dobbiamo puntare sulla rete locale, sui rapporti di fiducia, di amicizia e di collaborazione con le altre società calabresi e del Sud. Eppure, le nostre soddisfazioni ce le siamo prese». «Anche noi ci affidiamo molto al volontariato», ha proseguito Giacchetta, «usiamo modelli di risparmio come quelli del videoscouting, ma i ragazzini bisogna per forza andarli a vedere sui campi, magari durante gli allenamenti che, normalmente, sono aperti a qualsiasi visitatore. Non possiamo permetterci una fitta rete di collaboratori e referenti, ma siamo convinti che si agisca meglio in un gruppo snello e compatto come il nostro. Meglio pochi, ma buoni».

Il modello di soccer scouting dell'Empoli e lo spazio per le autocandidature

Un eccellente modello di soccer scouting è quello di un’altra società di serie B, l'Empoli che ha però un rapporto confidenziale con la massima serie. Fedelissimo al modello è il responsabile del settore giovanile Andrea Innocenti che lo ha illustrato nel dettaglio, lasciando una speranza a chi desidera intraprendere la carriera di osservatore pur non vantando amicizie importanti.
«La selezione degli osservatori avviene all’interno di un gruppo ormai affiatato da anni», ha detto Innocenti, «alcuni di questi lavorano con noi da oltre 10 anni. Valutiamo sempre con attenzione le autocandidature. Le forme di retribuzione sono varie: ci sono osservatori contrattualizzati, a rimborso spese chilometrico e volontari. Di solito, viene garantito un premio per i giocatori debuttanti in prima squadra oppure per quelli ceduti con plusvalenza. Abbiamo un osservatore per regione e attualmente ne copriamo 10, mentre per l’estero ci affidiamo a una fitta rete di conoscenze e a tre osservatori per altrettanti Paesi».
MONITORAGGIO DI 10 MILA GIOVANI. «Lo scouting, ovviamente, si struttura in fasce d’età», ha proseguito il responsabile dell'Empoli, «la prima, a livello regionale, è quella che va dagli 8 ai 13 anni, per cui si vedono centinaia di partite, tornei e amichevoli. Come, del resto, per la fascia che va dai 13 ai 16, anche se qui l’ambito diventa nazionale e si tende a organizzare periodicamente raduni di selezione. Oltre i 16 anni, lo scouting acquista una dimensione internazionale, con l’osservazione e analisi delle rappresentative nazionali, di tornei e raduni. Lo scouting estero è curato e coordinato direttamente da me».
Riconosciuto come uno dei massimi esperti di scouting, Innocenti ha rivelato che l'Empoli è in grado di seguire oltre 10 mila giovani a stagione: «Una società come la nostra riceve almeno 10 segnalazioni al giorno. Quindi va già operata una prima scrematura, affidata ai nostri osservatori e alle 25 scuole calcio affiliate. Solitamente attribuisco scarsa importanza alle segnalazioni fatte da persone non qualificate o sconosciute».
Sulle nuove tecnologie, l'Empoli non ha fatto grandi investimenti, tanto che Innocenti ha confessato: «Le utilizziamo poco, perché il nostro scouting riguarda al 99% giovani e giovanissimi. Seguiamo in televisione alcune competizioni internazionali under 17 e 19, soprattutto Europei e Mondiali e tutte quelle manifestazioni che godono di una minima copertura mediatica».

Tra i migliori osservatori gli ex giocatori e allenatori

Un altro che, appesi gli scarpini al chiodo, si è specializzato in attività di scouting è Amedeo Carboni, fidato collaboratore di Rafa Benitez. Ci ha raccontato la sua esperienza in team come Valencia e Inter: «Per trovare osservatori davvero competenti il primo passo che si fa è quello di cercare in casa propria, intuendo chi, tra ex calciatori e allenatori che hanno già lavorato nella società, possieda le capacità per riciclarsi in questo ruolo. Poi, c’è la possibilità che il direttore sportivo porti uno o due persone di fiducia, e per quello che ho visto sino a oggi, ritengo improbabile che uno sconosciuto approdi a un club senza servirsi di raccomandazioni o contatti interni».
Carboni è ormai abituato a ragionare sulla prima squadra: «Le grandi società delegano il monitoraggio dei campionati più prestigiosi a una schiera di osservatori. C'è quindi quello che controlla la Liga, la Bundesliga e la Premiership. Vagliando, allo stesso tempo, le segnalazioni che arrivano direttamente a loro o al direttore sportivo. E, comunque, grazie ai satelliti, si riescono a guardare quasi tutte le partite del mondo».
«Per la mia esperienza» ha continuato Carboni, «posso aggiungere che non è prioritario avere contatti strategici con personaggi all’interno di altre società, è più importante, invece, costruire una rete di conoscenti, di persone fidate sparse in tutti il mondo che aiuti a districarsi quando ci si muove in territori poco conosciuti».
COLLABORATORI TUTTI RETRIBUITI. Visto che nella sua esperienza Carboni non ha mai conosciuto osservatori a titolo gratuito, gli abbiamo chiesto quanto possano guadagnare nelle grandi società: «Dato che si sta fuori casa anche per un mese intero, qualsiasi osservatore deve essere pagato. A seconda dell'importanza e delle capacità del club possono ottenere oltre al fisso, che varia dai 20 mila ai 100 mila euro all'anno, un compenso extra, come premio per la vendita o per la convocazione in Nazionale del giocatore scoperto».
Ma come si fa a riconoscere un buon osservatore? «Deve saper distinguere tra un calciatore completo e un talento che, spesso, può nascondere gravi lacune a livello caratteriale» ha ribattuto l’ex terzino del Valencia. «Un buon osservatore s’adopera per individuare quei dettagli che in futuro faranno 'la differenza' e che la maggior parte degli osservatori non è capace a riconoscere».

Per i giovani una relazione completa in database

Carboni ha spiegato pure come avviene la selezione dei giovanissimi: «Ogni informazione viene filtrata in rapporto alla tipologia di persona che ne risulta la fonte; più il segnalatore gode di fiducia all'interno del club, grazie a segnalazioni felici trasmesse in passato, più verrà preso in considerazione. In generale, vengono accertate e analizzate tutte le segnalazioni riguardanti le categorie giovanili. Per i giocatori professionisti è decisamente meno ostica la verifica, perché ci sono le televisioni e i satelliti»
Che tipo di relazione compila un osservatore, quindi? «Ogni scout fa una relazione completa di una partita, segnalando i giocatori interessanti e invia il proprio elaborato al programma generale del direttore sportivo o a quello del club. Ciò significa che gli osservatori possono cambiare, ma le relazioni di tutti gli scout rimangono a disposizione del club per sempre e solo alcuni hanno accesso al database completo».
Ultime annotazioni sugli aiuti tecnologici: «Con software per i quali s’investe dai 10 mila a 150 mila euro si può risparmiare molto in viaggi o spese di soggiorno, ma la differenza fra un campione e un buon giocatore si coglie esclusivamente seguendo l’atleta anche fuori dal campo, cioè conoscendo le amicizie, la famiglia, le abitudini. Ho visto troppo spesso campioni sul campo che si sono rilevati pessimi professionisti per i comportamenti tenuti nella vita privata e hanno pregiudicato la durata della propria carriera».

Lanna, l'aspirante manager che lavora gratuitamente

Ex compagno di squadra di Carboni, nonché suo grande amico, è Marco Lanna, anch’egli interessato a intraprendere la carriera manageriale. È riuscito a rimanere legato al mondo del calcio reinventandosi consulente tecnico per diverse società, soprattutto iberiche, sebbene sempre a titolo gratuito, come ha precisato.
Sforzandosi di mantenere e costruire relazioni con ex colleghi e dirigenti, è in grado di monitorare il mercato e offrire soffiate intelligenti a club di prima fascia.
«Per quanto riguarda i giovani» ha spiegato Lanna, «bisogna cercare di notarli e bloccarli prima che finiscano nella prima squadra, altrimenti diventa impossibile strapparli a un buon prezzo alla società d’appartenenza». Inoltre ha aggiunto: «La concorrenza è sfrenata, sarebbe più conveniente puntare alle realtà calcistiche emergenti, dove si sgomita di meno».
Anche Lanna usa programmi come WiScout per conoscere nuovi calciatori, tralasciando, invece, i giornali cartacei e virtuali che, normalmente, non hanno gli strumenti o l’obiettivo di scoprire nuovi talenti, «semmai li pubblicizzano dopo che son già stati segnalati da qualche osservatore, allenatore o agente».
SUL WEB LE TESTATE SPECIALIZZATE. Eppure, negli ultimi cinque anni, sono proliferate, prevalentemente sul web, nuove testate dedicate alle trattative di mercato e pronte a far da vetrina a nuovi talenti sconosciuti al grande pubblico e a gran parte degli addetti ai lavori. Fra queste Calciomercato.com, voluta dall’agente Carlo Pallavicino, Tuttomercatoweb.com, curata da Michele Criscitiello, cronista di Sportitalia, e Generazione di talenti, un sito-blog amatoriale creato da giovani aspiranti al ruolo di osservatori sportivi, il cui ricco e articolato database di proposte è sfruttato saltuariamente da un colosso come la Gazzetta dello Sport. Quasi a ripercorrere le orme di Marco Zunino che dalla redazione del Guerin Sportivo è passato al settore scouting del Napoli.
LA NOCERINA E IL RITORNO IN B. Un caso interessante è quello della Nocerina, formazione che dopo aver militato per anni in categorie inferiori, nella prossima stagione giocherà in serie B dopo ben 32 anni, grazie anche al solido ed efficiente reparto di scouting. Per Sergio Di Tuoro, responsabile del settore giovanile della Nocerina, infatti, «una società seria non può affidarsi al volontariato in fatto di scouting e deve privilegiare la consulenza di chi ha già alle spalle una lunga carriera nel mondo del calcio e sia saldamente inserito nel contesto del calcio dilettantistico del territorio in cui si muove».
Anche questo club non può ancora permettersi un referente per ogni regione e allora prova a imitare il modello Udinese, «visionando dvd, filmati di vario tipo, oltre che ad assistere a tornei e partite che vengono disputate in altre regioni».

Domenica, 03 Luglio 2011


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Commenti (1)

Marco.f 06/lug/2011 | 07:33

Altre soluzioni social
Aggiungo al tuo articolo anche Kicko.it , Talentsport.net e Calciofaidate.it , tre social con piu’ o meno le stesse finalità in Italia ( credo ) in quanto cercano di mettere in contatto calciatori ed osservatori . Sarebbe interessante capire quali realmente funzionano.

Kicko.it ( utenti registrati 1102 / dati presi dal sito )

Calciofaidate.it ( utenti registrati 2206 / dati presi dal sito)

Talentsport.net ( utenti registrati + osservatori 1200) / dati forniti da Wind Business Factor )


Premesso che sono dati sommari reperiti in rete , Ma quali tra questi realmente Funziona ? Grazie

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